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Shaquille O’Neal

Accadde oggi: 20 giugno, il primo ritiro di Jordan e un doppio trionfo per gli Heat

nbaitalianews wade jordanIl 20 giugno ha lasciato il segno sull’NBA. Anzi, almeno 3. Soprattutto a Miami, che in questo giorno (nel 2006 e nel 2014) ha vinto il primo e l’ultimo titolo della sua storia. Ma anche a Chicago che appena vinto il terzo titolo, nel 1993, deve salutare il suo fenomeno Jordan che saluta tutti per darsi al baseball. Per fortuna una decisione di breve durata.

Jordan saluta l’NBA dopo aver regalato a Chicago il terzo titolo di fila. Vinto nelle Finals contro i Phoenix Suns dell’mvp Charles Barkley. E’ una serie in cui il fattore campo salta 4 volte nelle prime 5 gare. E salta un’altra volta in Gara 6, il 20 giugno, giorno in cui si gioca in Arizona. I Bulls si impongono di 1 (99-98) e riportano il trofeo in Illinois. Jordan ne mette 33, Pippen 23 e 12 rimbalzi. Per i Suns non serve un doppio 21 di Sir Charles e di Majerle.

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Accadde oggi: 19 giugno 2000 e 2016, il ritorno dei Lakers e la prima dei Cavaliers

nbaitalianews kobe lebronAnche il 19 giugno non si sottrae alla regola della storia. In questo giorno vengono assegnati 2 titoli che, per motivi diversi, avranno modo di essere ricordati. Intanto quello del 2000, vinto dai Lakers. Il primo dell’era Kobe a fermare il digiuno post Magic-Kareem, ma anche perché arrivato a battezzare il nuovo millennio. E poi quello di un anno fa, nel 2016: la prima volta dei Cleveland Cavaliers, trascinati dal simbolo di casa LeBron James.

Il nuovo millennio si apre quindi all’insegna dei Lakers. Di Kobe Bryant e soprattutto di Shaquille O’Neal. E’ proprio lui a trascinare Los Angeles a un titolo che mancava dal 1988. Fin dalla regular season, chiusa con 67 vittorie, passando per i 3 turni di playoff contro Kings, Suns e Trail Blazers.

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Accadde oggi: 15 giugno, il titolo per Belinelli e non solo

nbaitalianews belinelli spurs 2014Anche il 15 giugno è una data da titoli. Ben 4 quelli assegnati, tutti nel nuovo millennio. Con uno a emergere sugli altri per il pubblico italiano: quello conquistato da Marco Belinelli, nel 2014, con San Antonio. Sempre Spurs, Pistons e Lakers i vincitori degli altri anelli.

Il viaggio nel tempo parte dal 2001. I Lakers di Bryant bissano il titolo dell’anno prima e stroncano in finale le velleità dei 76ers dell’mvp Allen Iverson. Philadelphia va sull’1-0 poi ne perde 4 di fila, l’ultima in casa, proprio il 15 giugno. Los Angeles vince 108-94 con le doppie doppie di Kobe (26 punti e 12 rimbalzi) e Shaq (29 punti e 13 rimbalzi). E’ il trionfo numero 13 per la franchigia.

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Russell Westbrook è l’MVP di Shaqtin’ a Fool 2017

westbrook 58 pointsSi dovrà aspettare fino al 26 di giugno per conoscere il nome dell’MVP della stagione NBA, ma intanto ieri sera è stato proclamato quello di Shaqtin’ a Fool. L’ormai celebre spazio ideato e condotto da Shaquille O’Neal su TNT ha chiuso la stagione selezionando i cinque momenti più divertenti dell’anno, con protagonisti Kemba Walker, Marcus Smart, Sam Dekker, J.R. Smith e Russell Westbrook.

Il vincitore è Russell Westbrook, che sbaraglia la concorrenza grazie alla sua passeggiata disinvolta con la palla in mano contro gli Warriors. Sorprende l’assenza nella top 5 dell’idolo di Shaqtin’ a Fool JaVal McGee, ma ora che anche lui ha un anello NBA forse verrà considerato più seriamente anche da Shaq.

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Accadde oggi: 27 maggio 1991 e 1996, partono i due three-peat dei Bulls

nbaitalianews jordan pippen 1992La storia dei Bulls è contrassegnata dai due storici three-peat. Il primo dal 1991 al 1993, il secondo dal 1996 al 1998. Oltre ad essere contrassegnati dalla firma di Michael Jordan, entrambi hanno un fatto comune: sono partiti il 27 maggio. Sia nel 1991 che nel 1996, Chicago vince il titolo della Eastern Conference e si lancia alla caccia dell’anello.

Il primo è appunto datato 1991. Dopo vari tentativi, Jordan riesce finalmente a portare i suoi all’ultimo atto dell’NBA. L’anno è quello buono e i Bulls non danno mai l’impressione di sbandare. Vincono la regular season con con un bilancio di 61 successi e 21 sconfitte. E nei playoff non fanno sconti a nessuno. Prima il 3-0 ai Knicks, poi il 4-1 ai 76ers. L’ultimo ostacolo è rappresentato dai Pistons campioni in carica. In palio non c’è solo la vittoria della Conference e un posto in finale, ma i Bulls devono cancellare anche il ko dell’anno prima.

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Accadde oggi: 23 maggio 1999, gli Spurs fanno fuori anche i Lakers e proseguono la striscia

nbaitalianews duncan robinsonL’attesa è stata lunga e per non mancare la chance di una vita, San Antonio decide di fare tutto per bene. Nella rincorsa al primo storico titolo, quello del 1999, gli Spurs si rendono protagonisti di una striscia esaltante. Prima di un innocuo ko nelle Finals contro i Knicks, i texani piazzano 12 vittorie di fila, 4 delle quali contro i Lakers in semifinale. L’ultima, che vale il passaggio del turno, il 23 maggio. A Los Angeles finisce 118-107.

Il più è fatto, manca solo la firma sul piccolo capolavoro e arriva puntuale. Avanti 3-0 dopo aver già espugnato una volta il parquet californiano, gli Spurs scendono in campo con il piglio giusto. Gara 4 sembra già archiviata all’intervallo sul +14 per gli ospiti. I Lakers hanno l’orgoglio per provare a riaprirla nel terzo quarto, ma alla fine è +11.

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Accadde oggi: 20 maggio 1995, i Rockets eliminano i Suns e proseguono il sogno

nbaitalianews rockets 1995C’è un luogo comune nello sport: vincere è difficile, confermarsi ancora di più. Nella stagione 1994/95, sono gli Houston Rockets a doversi confrontare con questo assioma. Vinto il primo storico titolo, i texani fanno molta fatica a giocare con tutti gli occhi puntati addosso. Finita la regular season al 6° posto a Ovest (con 47 vittorie e 35 sconfitte), i campioni si confermano tali al momento di affrontare le gare da dentro o fuori. A farne le spese saranno, nell’ordine, Utah, Suns e Spurs. Il 20 maggio si chiude la serie con Phoenix, con il successo in trasferta in Gara 7: 115-114.

Si diceva del cammino dei Rockets. A febbraio, è accaduto un fatto non proprio irrilevante. La franchigia decide di sacrificare Otis Thorpe, uno dei protagonisti della cavalcata di pochi mesi prima. Ma il sacrificio vale eccome, considerata che la contropartita si chiama Clyde Drexler. Il talento dei Trail Blazers ha lasciato Portland per inseguire un sogno chiamato anello. Un sogno che si realizzerà in neppure 4 mesi.

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Accadde oggi: 15 maggio 1999 e 2003, gli Spurs si avvicinano ai loro primi due anelli

nbaitalianews duncan robinsonFinisce il millennio e inizia l’era degli Spurs. San Antonio comincia a fare la voce grossa in NBA quando accoglie tra le sue fila il talento di Tim Duncan. I primi due titoli della serie, quelli datati 1999 e 2003, hanno un aspetto in comune: entrambi passano attraverso il 15 maggio. In questa giornata, la squadra di Gregg Popovich fa passi avanti verso la gloria. Prima eliminando Minnesota al primo turno. Poi, quattro anni dopo, estromettendo i Lakers in semifinale.

Il 1999 è l’anno magico. Un anno già di per sé particolare. Senza Michael Jordan, ritiratosi per la seconda volta. Ma soprattutto a causa del lockout che limita parte della stagione. Agli Spurs bastano quindi 37 vittorie su 50 gare giocate per arrivare davanti a tutti, a Ovest, in regular season. Ed è solo l’inizio. Il cammino nei playoff è una cavalcata impressionante. Al primo turno è Minnesota a lasciare strada. I Timberwolves si prendono la soddisfazione di andare a vincere a San Antonio, ma finiscono per cedere in 4 partite.

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Shaq presenta l’edizione limitata di NBA 2K18

shaq2k18Nostalgici dei bei tempi tenetevi forte perché la Legend Edition di NBA2K18 avrà come testimonial della copertina nientemeno che Shaquille O’Neal. Due le versione in commercio e che differiranno dai pacchetti di gioco disponibili oltre che dalle foto sulle copertine. Nulla si sa invece di chi sarà il protagonista della versione normale del gioco, su cui resta ancora il massimo riserbo.

Una scelta questa non solo importante ma anche in grado di riaccendere il cuore, e l’interesse, di tanti appassionati visto che, quasi per ironia della sorte, il suo posto era stato occupato negli ultimi due anni da Kobe Bryant. E proprio loro due hanno partecipato insieme allo spot promozionale del videogioco, imbastendo un passaggio del testimone davvero esilarante.

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LeBron supera Shaq, ma i Cavs perdono ancora: «Tanto lavoro da fare e poco tempo a disposizione»

lebron james cavsI Cleveland Cavaliers subiscono la decima sconfitta nel mese di marzo sul campo dei Chicago Bulls. Era dal 2003 che LeBron James non perdeva così tante partite in un mese e questo fa passare in secondo piano il sorpasso ai danni di Shaquille O’Neal nella classifica NBA dei marcatori all-time, grazie ai 26 punti messi a referto. James è il settimo marcatore della storia e ora inizia la rincorsa di Nowitzki e Chamberlain.

Nikola Mirotic pareggia il record stagionale di 28 punti con 6 triple e Jimmy Butler ne mette 25 e i Bulls sono ancora in corsa per un posto ai playoff. Il calendario non è proibitivo, soprattutto perché le ultime 5 partite sono contro squadre praticamente già in vacanza.

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Shaq difende il triangolo offensivo di Jackson: «Basta non tenere troppo la palla in mano»

shaq ambassadorOggi non c’è nulla che divida l’ambiente dei Knicks come il celebre triangolo offensivo, tanto amato da Phil Jackson, che ne suggerisce sempre e sino allo stufo l’utilizzo, almeno quanto è vituperato dai cestisti che tramite le parole di Porzingis ne hanno bocciato l’efficacia accusandolo di «creare più confusione» che benefici in sé.

Eppure c’è chi come Shaquille O’Neal andando completamente fuori dal coro non solo decide di spezzare una lancia in favore dello schema, e quindi di Phil visti i loro fruttuosi trascorsi ai Lakers, ma di dare addirittura una serie di consigli a tutti quelli che sono restii a questi suggerimenti più per convinzione che per altro:

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Accadde oggi: 6 marzo 2000, Shaquille O’Neal si regala un compleanno da record

nbaitalianews shaq 2000Lo Shaquille O’Neal di inizio millennio è, se possibile, ancora più dominante. La stagione 1999/2000 è quella in cui il gigante del New Jersey lascia il segno più indelebile. Media più alta di sempre, poco sotto i 30 a partita. Leadership confermata tra i cannonieri. MVP di regular season e delle Finals. Ma soprattutto la conquista dell’anello con i Lakers, primo dei quattro totali che conquisterà nella sua carriera.

Per rendere ancora più speciale l’annata, Shaq si regala anche un compleanno da assoluto protagonista. Il 6 marzo 2000, giorno in cui compie 28 anni, in programma c’è il derby di Los Angeles. Si gioca allo Staples Center ma a ospitare il match sono i Clippers. Il match già di per sé non dovrebbe avere storia, con le due rivali agli opposti della Western Division. In più, i responsabili della franchigia “cugina” hanno una poco brillante idea: stuzzicarlo per un conto da saldare, per i biglietti del match.

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