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Kobe Bryant

Accadde oggi: 19 giugno 2000 e 2016, il ritorno dei Lakers e la prima dei Cavaliers

nbaitalianews kobe lebronAnche il 19 giugno non si sottrae alla regola della storia. In questo giorno vengono assegnati 2 titoli che, per motivi diversi, avranno modo di essere ricordati. Intanto quello del 2000, vinto dai Lakers. Il primo dell’era Kobe a fermare il digiuno post Magic-Kareem, ma anche perché arrivato a battezzare il nuovo millennio. E poi quello di un anno fa, nel 2016: la prima volta dei Cleveland Cavaliers, trascinati dal simbolo di casa LeBron James.

Il nuovo millennio si apre quindi all’insegna dei Lakers. Di Kobe Bryant e soprattutto di Shaquille O’Neal. E’ proprio lui a trascinare Los Angeles a un titolo che mancava dal 1988. Fin dalla regular season, chiusa con 67 vittorie, passando per i 3 turni di playoff contro Kings, Suns e Trail Blazers.

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Accadde oggi: 15 giugno, il titolo per Belinelli e non solo

nbaitalianews belinelli spurs 2014Anche il 15 giugno è una data da titoli. Ben 4 quelli assegnati, tutti nel nuovo millennio. Con uno a emergere sugli altri per il pubblico italiano: quello conquistato da Marco Belinelli, nel 2014, con San Antonio. Sempre Spurs, Pistons e Lakers i vincitori degli altri anelli.

Il viaggio nel tempo parte dal 2001. I Lakers di Bryant bissano il titolo dell’anno prima e stroncano in finale le velleità dei 76ers dell’mvp Allen Iverson. Philadelphia va sull’1-0 poi ne perde 4 di fila, l’ultima in casa, proprio il 15 giugno. Los Angeles vince 108-94 con le doppie doppie di Kobe (26 punti e 12 rimbalzi) e Shaq (29 punti e 13 rimbalzi). E’ il trionfo numero 13 per la franchigia.

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Accadde oggi: 5 giugno 1977, 40 anni fa lo storico titolo dei Portland Trail Blazers

portland 1977Un motivo per far sperare LeBron James e i Cleveland Cavaliers? La storia. Esattamente 40 anni fa, nel 1977, i Portland Trail Blazers vincevano il loro storico titolo. Rimontando nelle Finals da un iniziale 2-0 patito in casa dei Philadelphia 76ers. Un doppio svantaggio ribaltato nel 4-2 finale. Con il sigillo arrivato in casa, il 5 giugno, grazie al successo 109-107.

Per Portland è il coronamento di un lungo inseguimento. Non tanto in NBA, dove la franchigia è approdata solo nel 1971 e non ha mai raggiunto neppure i playoff prima. Quanto nella stagione in corso. Con 49 vinte e 33 perse, i Trail Blazers arrivano terzi a Ovest, alle spalle dei Lakers e dei Nuggets. Entrambe superate nella corsa al titolo.

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Accadde oggi: 29 maggio 2009 e 2010, i Lakers prenotano gli ultimi titoli

kobe bryant titoloIl 2009 e il 2010 rappresentano gli ultimi anni di gloria dei Lakers. Anni legati a Kobe Bryant, in cui Los Angeles centra l’ultima accoppiata vincente. Entrambi i titoli, il 15° e il 16° della storia della franchigia, passano attraverso il 29 maggio. Il giorno in cui la squadra fa suo il titolo di Conference. Nel primo caso eliminando i Denver Nuggets, nel secondo i Phoenix Suns.

Nel 2009 c’è grande fermento a Los Angeles. I presupposti per tornare a vincere ci sono tutti. Sono passati 7 anni dal titolo del 2002 e tutti hanno voglia di rimettere le mani sul trofeo. Kobe in testa. La squadra ha chiuso la regular season in testa con 67 vittorie e nei playoff ha regolato i Jazz (4-1) e ha faticato non poco con i Rockets (4-3). A giocarsi la Western sono i Nuggets che sono cresciuti molto nella post season rifilando un doppio 4-1 a Hornets e Mavericks.

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Accadde oggi: 23 maggio 1999, gli Spurs fanno fuori anche i Lakers e proseguono la striscia

nbaitalianews duncan robinsonL’attesa è stata lunga e per non mancare la chance di una vita, San Antonio decide di fare tutto per bene. Nella rincorsa al primo storico titolo, quello del 1999, gli Spurs si rendono protagonisti di una striscia esaltante. Prima di un innocuo ko nelle Finals contro i Knicks, i texani piazzano 12 vittorie di fila, 4 delle quali contro i Lakers in semifinale. L’ultima, che vale il passaggio del turno, il 23 maggio. A Los Angeles finisce 118-107.

Il più è fatto, manca solo la firma sul piccolo capolavoro e arriva puntuale. Avanti 3-0 dopo aver già espugnato una volta il parquet californiano, gli Spurs scendono in campo con il piglio giusto. Gara 4 sembra già archiviata all’intervallo sul +14 per gli ospiti. I Lakers hanno l’orgoglio per provare a riaprirla nel terzo quarto, ma alla fine è +11.

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Accadde oggi: 18 maggio 2008, i Celtics estromettono i Cavs sulla strada del titolo

nbaitalianews celtics cavs 2008Nove anni, come fosse oggi. Anche nel 2008, il ricco menù dei playoff NBA propone un succulento piatto: il duello tra Celtics e Cavaliers. In palio un posto per la finale della Eastern contro i Pistons. Il duello è di quelli che soddisfano i palati più esigenti. Si arriva fino a Gara 7 e Boston fa sua la serie sfruttando al meglio il fattore campo e il fattore Garden. L’ultimo atto, proprio il 18 maggio: successo 97-92.

Gli ingredienti per una grande semifinale ci sono tutti. Da una parte i Celtics, desiderosi di tornare a indossare l’anello dopo tanto tempo e dopo una stagione da protagonisti. Trascinati da nomi altisonanti come quelli di Pierce, Garnett, Rondo e Allen. Dall’altra, basta la parola: LeBron. James è più mai voglioso di portare alla sua Cleveland il primo titolo della sua storia. Ma il destino gli farà attendere ancora un po’ di tempo: il 2008 è l’anno di Boston.

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Accadde oggi: 15 maggio 1999 e 2003, gli Spurs si avvicinano ai loro primi due anelli

nbaitalianews duncan robinsonFinisce il millennio e inizia l’era degli Spurs. San Antonio comincia a fare la voce grossa in NBA quando accoglie tra le sue fila il talento di Tim Duncan. I primi due titoli della serie, quelli datati 1999 e 2003, hanno un aspetto in comune: entrambi passano attraverso il 15 maggio. In questa giornata, la squadra di Gregg Popovich fa passi avanti verso la gloria. Prima eliminando Minnesota al primo turno. Poi, quattro anni dopo, estromettendo i Lakers in semifinale.

Il 1999 è l’anno magico. Un anno già di per sé particolare. Senza Michael Jordan, ritiratosi per la seconda volta. Ma soprattutto a causa del lockout che limita parte della stagione. Agli Spurs bastano quindi 37 vittorie su 50 gare giocate per arrivare davanti a tutti, a Ovest, in regular season. Ed è solo l’inizio. Il cammino nei playoff è una cavalcata impressionante. Al primo turno è Minnesota a lasciare strada. I Timberwolves si prendono la soddisfazione di andare a vincere a San Antonio, ma finiscono per cedere in 4 partite.

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Accadde oggi: 11 maggio 2001, Vince Carter e i Raptors fanno tremare i 76ers

nbaitalianews iverson carter 2001Fino allo scorso anno, quando hanno raggiunto la finale della Eastern, per i Toronto Reports la stagione da ricordare era la 2000/01. Al loro sesto anno in NBA, i canadesi arrivano fino alla semifinale, costringendo i 76ers dell’mvp Allen Iverson agli straordinari. Una serie di 7 partite, la cui terza si gioca proprio l’11 maggio. All’Air Canada Center, i padroni di casa si impongono 102-78, grazie a un super prestazione di Vince Carter che ne mette 50!

Philadelphia si è presa sulle spalle la candidatura per il titolo. Forte di una regular season da 56 vittorie e 26 sconfitte, i 76ers hanno messo tutti in fila a Est. E nel primo turno di playoff si sono sbarazzati degli Indiana Pacers. Il pronostico non pesa invece sui Raptors, che dopo aver superato lo scoglio della fase regolare un anno prima, sono riusciti nell’impresa di ripetersi. Anzi, di fare molto meglio, restituendo ai Knicks l’eliminazione del 2000. Estromessa New York (3-2), Toronto accede per la prima volta nella sua recente storia alle semifinali.

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Kobe mentore dei giocatori NBA: «Felice di aver aiutato Thomas, Jordan ha fatto lo stesso con me»

bryant thomasPuoi ritirarti quando vuoi ma se ti chiami Kobe Bryant ed hai scritto la storia dell’NBA, non c’è nulla da fare, mollare definitivamente questo mondo è impossibile. Ecco perché non si stupisce nessuno che ESPN abbia scoperto che il Mamba in questo ultimo anno, il primo in panciolle, non solo guardi tante delle gare più importanti ma arrivi addirittura a dare consigli a tutti i cestisti che ne hanno bisogno.

Interrogato dai giornalisti Kobe non si è certo nascosto, ammettendo candidamente il suo ruolo da “chioccia”, o veterano se preferite: «Non sai mi chi ti può chiamare, ma io ci sono per tutti e sono consultabile come fossi un libro aperto».

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Kobe ha deciso di fondare la sua lega, nasce la Mamba League

Kobe BryantDi Kobe Bryant sappiamo due cose, la prima è che non ama stare con le mani in mano, la seconda invece che il suo rapporto con la AAU (l’organizzazione più prestigiosa di tornei di pallacanestro a livello giovanile) non fosse proprio dei più rosei. Kobe infatti non si è mai risparmiato delle critiche nei confronti di un “carrozzone” che definisce inutile, incapace di insegnare i fondamentali ai giovani e volto soltanto ad un’eccessiva spettacolarizzazione del gioco a discapito di tutto il resto.

E proprio per questo, tenetevi forte, ha deciso di fondare una sua lega giovanile chiamata non a caso la “Mamba League”: 40 squadre giovanili, di età media tra gli 8 ed i 10 anni, che disputeranno un campionato di due mesi da febbraio ad aprile e che verranno scelti tra le aree più disagiate e degradate di Los Angeles.

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Accadde oggi: 30 marzo 2007, un altro venerdì nel nome di Kobe Bryant ma vince Houston

nbaitalianews kobe 2007Nel mese di marzo del 2007, in NBA si celebra il “Black Mamba Friday”! Il venerdì diventa il giorno in cui Kobe Bryant si scatena e piazza prestazioni da urlo. Dopo i 65 punti segnati venerdì 16 contro Portland e i 50 di venerdì 23 contro New Orleans, venerdì 30 ecco un altro 53 da mettere sul tabellino. Questa volta tocca a Houston, anche se i Rockets non si accontentano di fare la parte della vittima ed espugnano lo Staples Center: 107-104 dopo un tempo supplementare.

I Lakers sono in piena rimonta playoff. Una rimonta in cui Bryant è l’artefice assoluto. Dal 16 al 23 marzo, il Black Bamba ha riscritto la storia della Lega con 4 partite di fila con almeno 50 punti, un’impresa riuscita solo a Chamberlain. Ma interrotta la striscia, non si è fermata la fame e contro Houston arriva un altro show. Anche se con qualche sbavatura.

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Accadde oggi: 28 marzo 1990, Jordan fa 69 e stabilisce il suo primato di punti

nbaitalianews jordan 1990Ai Chicago Bulls 1989/90 manca solo il titolo per suggellare la definitiva maturità. L’arrivo in panchina di Phil Jackson è ciò che mancava per il definitivo salto di qualità. Michael Jordan deve ancora rinviare di un anno l’appuntamento con l’anello. Intanto si prende per la quarta volta di fila il titolo di miglior marcatore e soprattutto il record personale di punti in una singola partita. Il 28 marzo 1990, a Cleveland, ce ne vogliono 69 del numero 23 per avere la meglio dei Cavs: 117-113 dopo un supplementare.

In NBA si sta ancora parlando dei 60 punti di Tom Chambers, messi a segno 4 giorni prima in una gara tra Suns e Trail Blazers. E Jordan decide di cambiare subito la storia. Contro i Cavaliers piazza una prova da 23 su 37 al tiro, con 21 su 23 ai liberi, oltre a 18 rimbalzi e 6 assist. Nei Bulls, solo Horace Grant supera la doppia cifra con i suoi 16. Eppure Chicago deve ricorrere all’overtime per ottenere la vittoria numero 45 (delle 55 in regular season).

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