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John Havlicek

Accadde oggi: 6 giugno 1976, i Celtics vincono il 13° anello

1021-celtics-suns-526Anche il 1976 si colora di verde. I Celtics vincono ancora e allargano la loro collezione di anelli. Due anni dopo il titolo del 1974, Boston si impone un’altra volta. Questa volta sono i Phoenix Suns a giocarsi le Finals, superati in 6 gare. Quella decisiva, proprio il 6 giugno, in Arizona: 87-80.

Per gli esperti di numerologia, si tratta di una vittoria da studiare a lungo. Giorno 6, mese 6, gare 6. Non solo quelle per superare i Suns. Ma 6 sono quelle necessarie per eliminare i Buffalo Braves in semifinale e i Cavaliers nella finale della Eastern.

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Accadde oggi: 12 maggio 1974, il primo titolo dei Celtics dopo l’era Russell

nbaitalianews iverson celtics 1974Cinque anni. Tanto ci vuole ai Celtics per tornare a vincere dopo la fine dell’era di Bill Russell. Ritiratosi nel 1969 l’uomo degli 11 anelli, Boston deve aspettare fino al 1974 per riprendersi l’NBA. Interrotto sul nascere il dualismo tra Knicks e Lakers, i verdi del Massachussets stoppano la crescita dei Bucks di Jabbar e Robertson battendoli in 7 gare di finale. L’ultimo atto a Milwaukee, il 12 maggio di 43 anni fa: 102-87.

L’ultimo atto della stagione 1973/74 è il più atteso: il duello tra le due squadre che hanno dominato le rispettive Division. I Bucks, che dal 1971 sono sempre ai vertici, sfiorano quota 60 vittorie in fase regolare. Prima di disputare i loro playoff in modo quasi perfetto, iniziati con un 4-1 ai Lakers e passati per il 4-0 ai Bulls. Appena meno spettacolare il cammino dei Celtics. Per il primo posto a Est bastano 56 vittorie, così come sono sufficienti un 4-2 ai Braves di McAdoo e un 4-1 ai Knicks campioni in carica per approdare alle Finals.

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Accadde oggi: 5 maggio 1969, l’ultima partita e l’ultimo anello di Bill Russell

nbaitalianews russell chamberlain 1969Il 5 maggio 1969 si chiude un’era in NBA: quella di Bill Russell. Il simbolo dei Celtics anni ‘60 si ritira, dopo 13 stagioni e oltre 100 partite. E soprattutto con 11 anelli di campione. L’ultimo conquistato proprio al momento di lasciare definitivamente il parquet. Una finale in grande stile, contribuendo all’ennesimo titolo di Boston. Conquistato in casa dei Lakers, in Gara 7, con un successo al cardiopalma: 108-106.

Spesso si dice che l’ultimo trionfo sia il più bello. Sicuramente per Russell è uno dei più emozionanti. I Celtics tritatutto sono arrivati alla fine del suo ciclo naturale, ma riescono a dare un ultimo colpo d’ala. Dopo il titolo dell’anno prima, conquistato sempre a spese dei Lakers, ne arriva subito un altro, nonostante le premesse non eccezionali.

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Accadde oggi: 2 maggio 1968, i Celtics battono i Lakers e conquistano il 10° anello

nbaitalianews celtics 19681957, i Celtics conquistano il loro primo anello. 1968, appena 11 anni dopo, i trionfi hanno già raggiunto la doppia cifra. Boston batte i Lakers nelle Finals e fa suo il 10° titolo NBA della sua storia. Un trionfo data 2 maggio, giorno in cui Los Angeles viene espugnata in Gara 6: 124-109.

Il digiuno dura dunque appena una stagione. Superato in fretta lo shock del ko dell’anno prima, per mano dei 76ers di Wilt Chamberlain, i Celtics tornano a impiantare il loro vessillo sul pianeta basket. Un successo sofferto, ma forse ancora più bello.

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Accadde oggi: 26 aprile 1964, i Celtics ancora campioni rovinano il sogno di Chamberlain

nbaitalianews celtics 1964Il 1964 non si distingue dagli altri anni del decennio: in NBA continua la dittatura di Boston. I Celtics centrano il 7° trionfo della loro storia, il 6° consecutivo. Un trionfo datato proprio 26 aprile, giorno in cui si chiudono le Finals contro i San Francisco Warriors. Al Garden arriva il punto del 4-1 grazie al 105-99 finale.

Celtics vs Warriors non è proprio una novità, anzi. Ma fino a due anni prima, la sfida metteva al massimo in palio il titolo della Eastern. Tutto cambia dal 1962, quando gli Warriors lasciano Philadelphia per approdare a Ovest, a San Francisco. Dopo una prima annata di assestamento, finita addirittura senza la qualificazione ai playoff, Wilt Chamberlain e compagni tornano a fare la voce grossa.

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Accadde oggi: 19 aprile 1968, i Celtics stendono i 76ers e ricominciano la dittatura in NBA

nbaitalianews celtics 1968L’illusione finisce in fretta, dopo appena un anno. Chi, nel 1967, si era convinto che la dittatura dei Celtics fosse caduta dopo il ko con i 76ers deve ricredersi in fretta. Il 19 aprile 1968, Boston si riprende lo scettro – anche se solo quello della Eastern – e lo fa nel modo più rumoroso, andando a vincere Gara 7 proprio a Philadelphia: 100-96.

Una vera e propria vendetta, un piatto da gustare freddo per i Celtics. Che resta però molto indigesto per i 76ers che vedono sfaldarsi il loro regno dopo appena 12 mesi. Nel vero senso della parola, perché la gara del 19 aprile è anche l’ultima di Wilt Chamberlain nella sua città natale, prima del ritorno in California, questa volta a Los Angeles.

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Accadde oggi: 11 aprile 1967, i 76ers mettono fine alla dittatura dei Celtics

nbaitalianews chamberlain 1967Il giorno 11 aprile 1967 ha una rilevanza storica per tutta la NBA. Anzi, per quasi tutta la NBA esclusi i Celtics. Dopo 8 titoli consecutivi e quasi 10 anni di Finals come traguardo minimo, Boston cede lo scettro. Fatale l’ultimo atto della Eastern Division contro Philadelphia. I 76ers si impongono 4-1 e chiudono i giochi proprio in questa giornata, in casa e piuttosto nettamente: 140-116.

Sono i 76ers di Wilt Chamberlain, da pochi anni rientrato nella natìa Pennsylvania dopo aver lasciato gli Warriors ormai di casa a San Francisco. Philadelphia fa meglio dei pluricampioni già in regular season e, dopo aver estromesso Syracuse al primo turno, può contare anche sul fattore campo. Che però non diventa così determinante. Il colpaccio a Boston in Gara 2 mette la serie in discesa e sul 3-1 arriva il match point davanti ai propri tifosi.

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Accadde oggi: 9 aprile, quanti trionfi per i Boston Celtics

nbaitalianews celtics trionfiSe c’è una data che a Boston non possono dimenticare è quella del 9 aprile. A cavallo tra la fine degli anni ‘50 e l’inizio dei ‘60, i Celtics schiacciasassi hanno spesso gioito in questa giornata. L’album dei ricordi dedica ben tre pagine, legate agli anni 1959, 1960 e 1964, in cui sono arrivati due anelli e un titolo della Eastern Division.

Ma andiamo per ordine. Nel 1959, i Celtics hanno ancora il dente avvelenato per il ko patito l’anno prima contro i St. Louis Hawks. Marciano spediti in regular season e soffrono non poco per avere la meglio dei Syracuse Nationals nell’ultimo atto della Eastern. Alle Finals non ci sono però gli Hawks ma i Lakers, vogliosi di rinverdire i successi del recente passato. Ma contro Boston non c’è storia: 4-0. Il suggello arriva appunto il 9 aprile, a Minneapolis. Finisce 118-113, con 29 punti di Bill Sherman, 24 di Frank Ramsey, i 23 di Tom Heinsohn e i 15 di Bill Russell, a rendere vani i 30 del rookie dell’anno Elgin Baylor.

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Accadde oggi: 22 febbraio 1974, Bob McAdoo ne segna 52 contro i Celtics

nbaitalianews mcadoo buffaloIl 1974 è l’anno della consacrazione per Bob McAdoo. Dopo la prima ottima stagione in NBA, in cui vince subito il titolo di Rookie dell’anno, ripaga i suoi Buffalo Braves (i futuri Clippers) trascinandoli ai playoff. Un’impresa non da poco per una franchigia nata pochi mesi prima.

E lo fa con grandi prestazioni dal punto di vista numerico. Tanto che si imporrà nella classifica dei marcatori. A contribuire a questo importante traguardo, c’è sicuramente la sfida del 22 febbraio. A Buffalo, arrivano i Boston Celtics leader della Eastern Division e più che mai decisi a cancellare la beffa patita l’anno prima. Battuti dai Knicks a un passo dalle Finals, dopo aver dominato la stagione regolare.

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LeBron James a caccia del titolo e di nuovi record

lebron duncanUna piccola consolazione dopo una serata non proprio indimenticabile. Nonostante la sconfitta di sabato sera a Indianapolis, che ha costretto i suoi Heat ad andare a Gara 7 della Finale a Est, LeBron James ha avuto un motivo per rallegrarsi: ha fatto un ulteriore passo avanti nella classifica marcatori di tutti i tempi nelle sfide di post season.

Con i 29 messi in Gara 6 contro i Pacers, il King ha toccato i 3.662 punti con una media di 28,2. Una quota che l’ha avvicinato ulteriormente alla top ten. Ora il fuoriclasse di Miami è al 12° posto, da cui ha scalzato Scottie Pippen (fermo a 3.642), subito dopo aver fatto lo stesso con Elgin Baylor e Wilt Chamberlain. E ora punta dritto verso un altro mito NBA, cioè Magic Johnson con i suoi 3.701.

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