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Houston Rockets

Millsap ai Nuggets, anche Gibson torna alla corte di Thibodeau, i Cavs confermano Korver e scelgono Calderon

paul-millsapTanti gli affari conclusi nei primi giorni del mercato dei free agent e la NBA cambia faccia. La costante è sempre la stessa: le stelle, fatta eccezione per LeBron, si stanno tutte trasferendo verso la Western Conference. L’ultimo della lista a partire da Est è Paul Millsap, che già in inverno era sul punto di lasciare gli Hawks e ora ha trovato un accordo con i Denver Nuggets per 3 anni a 90 milioni.

Dopo 7 con i Jazz e 4 con gli Hawks, Millsap cambia nuovamente maglia, nell’estate successiva alla sua miglior stagione NBA per numeri, per i quali ha sicuramente influito l’assenza di Al Horford, passato l’anno scorso ai Celtics: 18,1 punti e 7,7 rimbalzi di media.

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Lou Williams: «Troppi nerd che parlano di sport e nessuno che sia un atleta»

lou williamsUno dei più attivi della NBA sui social, specialmente Twitter, è sicuramente Lou Williams, protagonista di ben 3 trasferimenti nel giro di 3 mesi: dai Lakers ai Rockets e poi nuovamente a Los Angeles sponda Clippers (nella trade di Chris Paul). Nelle ultime ore ha deciso di intraprendere una crociata a suon di tweet nei confronti di giornalisti e opinionisti, evidentemente disturbato dalle critiche o dalla poca considerazione.

“Per me è pazzesco che tutti questi nerd parlino di tutti gli sport. Nessuno di questi è un atleta eppure condividono le loro opinioni e analisi”, questo il pensiero di Lou, che poi ha deciso anche di rispondere a chi criticava questa sua accusa.

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La gestione del figlio Austin alla base della rottura tra coach Rivers e Chris Paul

paul rivers clippersUna trade che ha spiazzato tutti quella che ha visto Chris Paul trasferirsi da Los Angeles a Houston, per raggiungere il suo amico James Harden ai Rockets. Dal momento in cui è trapelata la notizia si sono rincorse le voci riguardo ai motivi di una partenza che molti davano per probabile.

È il giornalista di SportsCenter Michael Eaves a rivelare che la causa principale dello scontento del play ex Hornets sarebbe la gestione di Austin Rivers da parte del padre Doc, head coach dei Clippers dal 2013. Un risentimento, secondo Eaves, che avrebbe distrutto l’armonia nello spogliatoio e che si è visto in campo, specialmente nel finale di stagione.

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Chris Paul ai Rockets per Patrick Beverley, Lou Williams e Sam Dekker

chris-paul-clippersClamorosa svolta nella trattativa tra i Los Angeles Clippers e Chris Paul. Già negli ultimi giorni era trapelata la ferma volontà degli Houston Rockets di arrivare al play 32enne e pochi secondi fa si è arrivati all’accordo. Paul ha approfittato della clausola per un altro anno a 24,2 milioni e i Clippers hanno potuto scambiarlo con i Rockets per un pacchetto di giocatori e una prima scelta al Draft del 2018.

La notizia è stata resa nota dal The Vertical, secondo il quale i giocatori a lasciare Houston per Los Angeles saranno Patrick Beverley, Lou Williams e Sam Dekker.

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Brogdon, D’Antoni, Draymond Green e Antetokounmpo, ecco i vincitori di tutti i premi NBA

brogdon rookie of the yearTanti i premi consegnati nella notte degli NBA Awards, andata in scena a New York City. La serata si è aperta con l’annuncio dei quintetti difensivi, che vedono Draymond Green come il più votato e vincitore per la prima volta in carriera del Defensive Player of the Year.

È il quinto nella storia NBA ad esser stato eletto difensore dell’anno nella stessa stagione in cui ha vinto l’anello, dopo Michael Cooper (Lakers 1987), Dennis Rodman (Pistons 1990), Hakeem Olajuwon (Rockets 1994 e 1995) e Kevin Garnett (Celtics 2008).

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Accadde oggi, 26 giugno, quanti fuoriclasse usciti dal draft

nbaitalianews rose lebronNessun anniversario di titoli o di gare passate alla storia. Fine giugno è spesso legato ai draft. E il giorno 26, negli anni passati, ha proiettato nell’universo NBA degli autentici fenomeni. Basta limitarsi a quelli usciti come prima scelta assoluta: Allen Iverson, Yao Ming, LeBron James e Derrick Rose, solo per citarne i principali.

Si parte dal 1991. La prima scelta assoluta se la prende Charlotte e opta per Larry Johnson. Una scelta che pare azzeccata, quando al termine della sua prima stagione l’ala nativa del Texas vince il premio Rookie dell’anno. Ma in 10 anni di professionismo non arriveranno grandi squilli. Al contrario di Dikembe Mutombo, che da Denver inizierà una carriera di tutto rispetto, finendo secondo miglior stoppatore di tutti i tempi.

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Accadde oggi: 22 giugno 1994, la prima volta degli Houston Rockets

nbaitalianews olajuwon ewingPrima degli Spurs, prima dei Mavericks. Tocca ai Rockets regalare la prima gioia NBA al Texas. Houston vince il suo primo titolo nel 1994 e lo fa conquistando il punto decisivo proprio il 22 giugno, giorno in cui vince Gara 7 in casa contro i New York Knicks: 90-84.

Rockets e Knicks arrivano all’ultimo atto con un percorso quasi parallelo. Entrambe finiscono seconde in regular season nelle rispettive Conference e poi viaggiano a braccetto nei playoff. Un doppio 3-1 al primo turno (derby con i Nets e Portland), un doppio 4-3 in semifinale (Bulls e Suns). New York soffre fino a Gara 7 anche in finale della Eastern per piegare i Pacers, mentre Houston vince in scioltezza (4-1) contro i Jazz.

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Accadde oggi: 16 giugno 1996 e 2015, doppio giorno speciale per Steve Kerr

nbaitalianews kerr curry 2015Nella sua vita in NBA, Steve Kerr ne ha vissuti tanti di momenti speciali. Ma una data ha un sapore particolare: il 16 giugno. E’ il giorno delle prime volte. Nel 1996 conquista l’anello da giocatore con i Chicago Bull. Nel 2015 lo vince da allenatore, con in Golden State Warriors, in pratica all’esordio in panchina.

L’approdo a Chicago è datato 1993. Ma per riuscire a vedere da vicino il titolo, Kerr deve attendere il ritorno del figliol prodigo Michael Jordan. L’assalto non riesce nel 1995, ma nel 1996 nessuno può fermare la marcia dei Bulls. Record di vittorie in fase regolare a quota 72 (sarà battuto dai suoi Warriors 20 anni dopo!) e poi via libera fino alle Finals.

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Accadde oggi: 14 giugno, assegnati 7 titoli NBA

nbaitalianews jordan utah 1998Se c’è una data che fa rima con titolo, è il 14 giugno. Sfogliando l’album dei ricordi dell’NBA, si scopre che in questo giorno ne sono stati assegnati ben 7. A partire dal 1987 fino 2009. Alcuni passati alla storia, come l’ultimo vero duello tra Lakers e Celtics degli anni ‘80 o l’anello dei Bulls del 1998 con il canestro nel finale di Jordan in casa di Utah.

Ma andiamo per ordine. La partenza è subito coi botti. Nel 1987, i Lakers portano a casa il quarto dei 5 titoli anni ‘80, uno dei più avvincenti. Concluso con la finale più attesa, contro i rivali di Boston. Il 14 giugno si gioca a Los Angeles e i padroni di casa piazzano il successo del 4-2 definitivo: un 106-93, frutto soprattutto di un terzo quarto da +18. Kareem mette 32 punti, Magic 19 assist e porta a casa i due titoli di mvp.

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Accadde oggi: 8 giugno 1982 e 1986, un anello per i Lakers e un anello per i Celtics

magic birdLakers e Celtics. Celtics e Lakers. Gli anni ‘80 sono soprattutto un affare loro. Oltre che a dividersi gloria e anelli, a Los Angeles e a Boston si dividono anche i ricordi. L’8 giugno è una data importante per entrambe le franchigie. Nel 1982 sono i californiani a festeggiare. Stesso giorno, 4 anni dopo, tocca alla squadra del Massachusetts.

Nel 1982 l’anello vola a Los Angeles. I Lakers non fanno sconti a nessuno prima di arrivare alle Finals, rifilando un doppio 4-0 ai Suns e agli Spurs. A dare l’assalto al titolo sono i 76ers di Doctor J che si giocano le loro chance fino in fondo. Philadelphia avrebbe il fattore campo a favore ma lo perde fin da Gara 1 e Magic e compagni tengono il vantaggio fino al match ball da giocarsi in casa.

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Accadde oggi: 5 giugno 1977, 40 anni fa lo storico titolo dei Portland Trail Blazers

portland 1977Un motivo per far sperare LeBron James e i Cleveland Cavaliers? La storia. Esattamente 40 anni fa, nel 1977, i Portland Trail Blazers vincevano il loro storico titolo. Rimontando nelle Finals da un iniziale 2-0 patito in casa dei Philadelphia 76ers. Un doppio svantaggio ribaltato nel 4-2 finale. Con il sigillo arrivato in casa, il 5 giugno, grazie al successo 109-107.

Per Portland è il coronamento di un lungo inseguimento. Non tanto in NBA, dove la franchigia è approdata solo nel 1971 e non ha mai raggiunto neppure i playoff prima. Quanto nella stagione in corso. Con 49 vinte e 33 perse, i Trail Blazers arrivano terzi a Ovest, alle spalle dei Lakers e dei Nuggets. Entrambe superate nella corsa al titolo.

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Accadde oggi: 29 maggio 2009 e 2010, i Lakers prenotano gli ultimi titoli

kobe bryant titoloIl 2009 e il 2010 rappresentano gli ultimi anni di gloria dei Lakers. Anni legati a Kobe Bryant, in cui Los Angeles centra l’ultima accoppiata vincente. Entrambi i titoli, il 15° e il 16° della storia della franchigia, passano attraverso il 29 maggio. Il giorno in cui la squadra fa suo il titolo di Conference. Nel primo caso eliminando i Denver Nuggets, nel secondo i Phoenix Suns.

Nel 2009 c’è grande fermento a Los Angeles. I presupposti per tornare a vincere ci sono tutti. Sono passati 7 anni dal titolo del 2002 e tutti hanno voglia di rimettere le mani sul trofeo. Kobe in testa. La squadra ha chiuso la regular season in testa con 67 vittorie e nei playoff ha regolato i Jazz (4-1) e ha faticato non poco con i Rockets (4-3). A giocarsi la Western sono i Nuggets che sono cresciuti molto nella post season rifilando un doppio 4-1 a Hornets e Mavericks.

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