George Karl è l’allenatore dell’anno. Un premio che nessuno vuole
L’allenatore dei Denver Nuggets si è aggiudicato il premio di Coach of the Year precedendo il coach dei Miami Heat Erik Spoelstra. Il premio per l’allenatore 61enne è arrivato al termine di una grande stagione per i Nuggets, che si sono arresi ai playoff ai Warriors di Stephen Curry, ma che in stagione regolare hanno fatto vedere cose egregie e che senza l’infortunio di Gallinari avrebbero avuto chance maggiori.
Proprio il coach degli Heat, appresa la notizia, si è congratulato con Karl, ma con un filo di polemica: «Credo che oggi sono più felice io di lui», ha commentato dopo la vittoria degli Heat. «Credo che nessuno voglia davvero questo premio, con tutto il dovuto rispetto, e forse nemmeno Karl».
Golden State festeggia, i Warriors eliminano i Nuggets e aspettano gli Spurs
Il tabellone delle semifinali di Conference inizia a riempirsi. Dopo Heat e Spurs, che hanno schiantato Bucks e Lakers, da ieri sera una 3ª squadra ha conquistato il pass: i Golden State Warriors, che hanno chiuso la pratica con i Denver Nuggets. Gara 6, in una Oracle Arena di Oakland ancora una volta esaurita, si è chiusa con la squadra di Mark Jackson che si è imposta 92-88.
La squadra di Danilo Gallinari, estromesso anzi tempo dall’infortunio al ginocchio, si è imbattuta ancora una volta nella maledizione del 1° turno, fatale per la 9ª volta nelle ultime 10 stagioni. Decisiva per la franchigia del Colorado la sconfitta interna in Gara 2, appena la 4ª in totale patita davanti al pubblico amico. Ma sicuramente il gruppo allenato da George Karl non ha avuto lo stesso impatto della regular season, come ammesso dallo stesso Gallo nei giorni scorsi. Dopo aver vinto 23 delle ultime 26 sfide della fase regolare, i Nuggets si sono imposti in appena 2 delle 6 partite della serie contro i Warriors.
Gallinari, primo pensiero dopo l’intervento: «Denver può ribaltare la serie»
Per Danilo Gallinari è arrivata la prima fase post operatoria. Come da programma, il Gallo è stato sottoposto ieri al primo intervento a ginocchio sinistro, a Vail dal professor professor Richard Steadman.
Un intervento “perfettamente riuscito”, così come riportato nel bollettino medico pubblicato sulla sua pagina Facebook ufficiale. «Danilo ha affrontato il primo intervento chirurgico alle lesioni meniscali del ginocchio sinistro. Seguirà un particolare lavoro riabilitativo per affrontare in un secondo tempo la ricostruzione del legamento crociato anteriore».
Curry ancora indigesto per i Nuggets, Golden State vicino alle semifinali
Dopo la fine della regular season e vinta Gara 1 contro Golden State, in molti avevano pronosticato i Nuggets come candidati alla vittoria della Western Conference. Invece in una settimana è cambiato tutto e ora Denver è a un passo dall’eliminazione per mano dei Warriors, sempre meno sorpresa e sempre più realtà. A 2 giorni da Gara 5, in programma martedì in Colorado, i californiani guidano 3-1 dopo il 115-101 di ieri a Oakland.
Tra i Nuggets e i loro sogni di gloria si è messo di mezzo Stephen Curry. Strepitoso anche nella partita di ieri, chiusa con 31 punti (10 su 16 dal campo di cui 6 su 11 da 3 e 5 su 5 nei liberi), a cui vanno aggiunti 7 assist, 3 rimbalzi e 4 palle rubati. Ma quello che i numeri non possono riassumere è il cuore di Curry, ancora una volta in campo con il dolore alla caviglia sinistra. Tanto che, all’intervallo, Coach Mark Jackson aveva quasi previsto un’uscita dal campo. Invece il suo play ha risposto mettendo 22 punti proprio nel 3° quarto, al rientro dagli spogliatoi. L’accelerata decisiva che ha messo definitivamente ko le speranze di rimonta dei Nuggets.
Michael Jordan “mangia allenatori”, Charlotte licenzia anche Mike Dunlap
Cosa c’entra Michael Jordan con Maurizio Zamparini. All’apparanza nulla. Eppure, proprio come il vulcanico presidente del Palermo, anche Air Jordan si sta costruendo una carriera da “mangia allenatori”. Di un paio di giorni fa la notizia che i Charlotte Bobcats hanno licenziato Mike Dunlap.
Dopo una sola stagione si chiude nel peggiore dei modi l’esperienza del coach proveniente dallo stato dell’Alaska. La sua prima in assoluto da allenatore capo nell’NBA, dopo una lunga e onorata carriera da assistente, nei college, ma anche nella Lega, con George Karl ai Denver Nuggets dal 2006 al 2008.
Stagione finita per David Lee e probabilmente per i Warriors
La serie tra Denver e Golden State era tra le più equilibrate di questo primo turno. I Nuggets, con Gallinari fuori e Kenneth Faried a mezzo servizio, sono riusciti comunque a portare a casa la prima sfida, dimostrando tutto il proprio valore, ma i Warriors hanno fatto vedere ottime cose senza che Stephen Curry abbia fornito una prestazione ai suoi livelli.
Per la squadra di Mark Jackson ora però si fa durissima visto che l’infortunio di David Lee si è rivelato più grave del previsto. Dopo uno scontro con JaVale McGee l’ex Knicks è dovuto uscire e la risonanza ha evidenziato una lacerazione ai flessori dell’anca che lo costringerà fuori per il resto della stagione. «È un vero peccato, specialmente per un giocatore che ha contribuito in modo fondamentale per farci arrivare a questo punto. Ma il nostro obiettivo è ancora alla nostra portata, quindi dobbiamo guardare avanti», ha detto il coach dei Warriors.
Subito il fattore Denver, Nuggets 1-0 sui Warriors
Fattore campo subito protagonista nei playoff. E tra le 4 vittorie interne non poteva mancare quella dei Nuggets, la squadra con il miglior ruolino di marca casalingo in regular season. E il fattore Denver ha subito portato frutti: Golden State battuta 97-95.
Per centrare il suo 39° successo casalingo, il 24° consecutivo, la squadra di George Karl ha dovuto far ricorso a tutte le proprie risorse. Senza i punti di Danilo Gallinari, costretto a guardare i playoff da spettatore (a giorni l’intervento al ginocchio), e senza i rimbalzi Kenneth Faried (in panchina ma mai in campo per non rischiare la caviglia infortunata), Denver si è salvata con l’arma dell’esperienza.
Tempo di rivoluzioni a Toronto. L’esito dell’ultima stagione, con i Raptors quasi mai corsa per l’accesso ai playoff, ha convinto i vertici della franchigia canadese che sia arrivato il momento di cambiare. Tim Leiweke, presidente e amministratore della Maple Leaf Sports and Entertainment (la società che controlla il club), ha deciso di apportare una serie di cambiamenti.
La serie è più aperta che mai. Tra San Antonio e Golden State continua a prevalere l’equilibio. Equilibrio confermato anche dopo le 2 partite di Oakland. Gara 4 è andata ai Warriors che hanno così pareggiato sul 2-2. I californiani si sono imposti 97-87.
Questa volta,
Alla fine, la palma della serie più divertente se la sta prendendo quella tra Golden State e Denver. Lo spettacolo non è mai mancato, nelle prime 2 partite in Colorado e anche ieri nella 1ª in California. I Warriors conducono ora 2-1 dopo aver mantenuto il fattore campo: 110-108.









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