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Danny Granger

Gli Heat su Danny Granger e McRoberts, Chris Bosh verso Houston

james_grangerLe prime due scelte che Pat Riley può presentare a LeBron James per convincerlo a far parte dei “nuovi” Heat sono state fatte: i free agent Danny Granger e Josh McRoberts hanno firmato per Miami. Lo ha reso noto lo stesso Riley in un comunicato e anche se fino a giovedì la cosa non potrà essere ufficiale già si sa la cifra che McRoberts andrà a prendere: 23 milioni in 4 anni.

Lo stesso agente di McRoberts, Mike Conley, ha dichiarato che il giocatore era in cima alla lista dei desideri di molte squadre, ma visto il forte interesse degli Heat la loro decisione ha virato verso la squadra della Florida: «Si tratta di un’occasione unica, quella di giocare in una squadra prestigiosa con tanti grandissimi giocatori. In più il presidente e Spoelstra hanno fatti capire di credere molto in Josh».

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Momento magico dei Pacers: 8-0 e Granger che torna ad allenarsi

Indiana PacersAi ragazzi di Indiana aver iniziato il campionato senza sconfitte, con 8 vittorie consecutive non basta e non può bastare. Nelle ultime 10 stagioni infatti solo una volta è arrivato il titolo per una squadra che è partita con uno score simile: nella stagione 2007/08, quando i Celtics del Big Three terminarono la regular season con un 66-16. Nella notte però i Pacers hanno migliorato la loro miglior partenza andando a schiantare i Memphis Grizzlies, col punteggio di 95 a 79.

Paul George, il migliore in assoluto fino a questo momento, segna 23 punti e scrive la storia; nelle prime 8 gare dell’anno ha segnato almeno 20 punti per i suoi, cosa riuscita nella storia solo ad altri 2 giocatori: Wilt Chamberlain, 9 gare consecutive con i Philadelphia Warriors nel 1960, e Dave Bing, 8 consecutive con i Pistons nel 1970.

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Rose: «I Pacers sono una buona squadra, ma i nostri rivali sono gli Heat»

rose chicago bullsLa partita di preseason tra Indiana e Chicago ha mostrato un Derrick Rose che sembra definitivamente recuperato. Per lui sono arrivati 32 punti in 31 minuti, conditi da 9 assist. I Bulls di questo inizio stagione ancora non hanno perso una partita, ma il 103 a 98 inflitto ai Pacers nella notte ha un significato diverso, visto che entrambi gli allenatori hanno impiegato nelle rotazioni i loro uomini migliori.

Il più soddisfatto alla fine è proprio Derrick Rose, che per la corsa alle finali NBA non vede come avversaria numero 1 la squadra dell’Indiana: «Molti credono che ci sia una rivalità tra i Bulls e i Pacers, ma io non la vedo. Quando con loro c’era Darren Collison si poteva parlare di rivalità. Credo che siano un’ottima squadra e lo hanno dimostrato lo scorso anno, arrivando alle finali di Conference. Forse tra un paio di anni potrebbero diventare la nostra rivale numero 1, ma per il momento sono una squadra come le altre».

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Paul George firmerà un contratto da 90 milioni

paul georgeLe prestazioni del numero 24 originario della California sono andate in crescendo durante tutta la scorsa stagione, tanto da fargli guadagnare il titolo di Most Improved Player. Ora gli Indiana Pacers vogliono assicurarsi Paul George per molti altri anni, visto che gli è stato proposto un prolungamento di contratto per 5 anni a una cifra complessiva vicina ai 90 milioni. La firma dovrebbe arrivare in settimana, almeno stando a quello che riporta Yahoo Sports.

L’infortunio di Danny Granger lo ha fatto esplodere nella NBA e fin dalla prima partita si era capito che non si trattasse di una buona riserva, ma di una potenziale stella. La chiamata all’All Star Game a metà stagione ha confermato le previsioni, ma George ha continuato a stupire fino al termine della stagione.

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Indiana vuole confermarsi. Rinnovato il contratto di David West

david west indiana Fare meglio dell’anno scorso, costringendo Miami a Gara 7 nella finale della Eastern Conference, non sarà facile. Ma in casa Indiana c’è grande voglia di confermarsi. Una voglia ribadita non solo dal gradito ritorno nella stanza dei bottoni della leggenda Larry Bird.

L’ex stella dei Boston Celtics è stato un po’ il padre della squadra che ha stupito tutti nell’annata appena conclusa. E l’obiettivo primario, fin dal suo ritorno, è stato quello di blindare innanzitutto le stelle del roster. Missione compiuta, dopo il rinnovo di David West, che ha firmato un triennale da 36 milioni di dollari. A lui, Roy Hibbert, Paul George e Lance Stephenson – tutti in evidenza negli ultimi playoff -, il compito di guidare ancora una volta i Pacers.

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Pessima notizia per i Pacers: Granger non tornerà per i playoff

grangerOra è ufficiale, la stagione di Danny Granger si concluderà come è iniziata: fuori per infortunio. In quella che poteva essere l’annata della consacrazione, il numero 33 dei Pacers è costretto fuori per continui problemi al ginocchio sinistro, che ha bisogno di un nuovo ciclo di trattamenti per guarire completamente. Per Granger, top scorer della squadra per le ultime 5 stagioni, solo 5 apparizioni in stagione nel mese di febbraio, per poi abbandonare di nuovo il campo.

La sua assenza ha fatto esplodere il talento di Paul George, che responsabilizzato e utilizzato molto da coach Vogel, si è conquistato una chiamata all’All Star Game. Con Granger al meglio in campo però i Pacers potevano affrontare la post season con una spinta diversa, ma nonostante tutto la stagione può dirsi più che positiva: miglior difesa del campionato, primi per rimbalzi e una sicurezza tra le mura amiche che costringe chiunque ad affrontarli con molto rispetto.

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Danny Granger e J. R. Smith, manie di grandezza!

L’anello degli Heat e l’arrivo di Ray Allen a quanto pare non ha scoraggiato le squadre ad Est, pronte a dar battaglia a Miami per giocarsi tutte le carte. Ovviamente nessuno parte battuto e i tifosi non vorrebbero mai sentire dichiarazioni di manifesta inferiorità, ma le parole di Granger e Smith suonano quantomeno strane.

La guardia di New York ha rilasciato un’intervista in cui afferma che la rosa dei Knicks ha tutte le carte in regola per vincere l’anello, una cosa che non accadeva da 40 anni.

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Miami gioca la partita perfetta, ma quante botte!

Gli Heat si riprendono la serie e risalgono nella considerazione generale stravincendo gara 5 con Indiana con un pazzesco 61% dal campo, che contro l’ottima difesa dei Pacers è una vera impresa, ma la partita passerà alla storia soprattutto per i falli cattivi: sembra proprio che ad Est stia nascendo una nuova rivalità. E gara 6 potrebbe essere ricca di defezioni, con Haslem che rischia una giornata di squalifica e Granger e West che invece potrebbero essere assenti per infortunio.

I due coach confermano i quintetti di gara 4, e per Spoelsta è la prima in questa serie che non cambia starting five. La prima azione indica subito un cambio di direzione rispetto alle partite precedenti: assist di James e tripla di Shane Battier, che ne infilerà altre due nel solo primo quarto. Dall’altra parte però c’è un pronto Granger che infila anche lui tre bombe nei primi dodici minuti.

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I Pacers spaventano Miami, ma ci pensano James e Wade

Che gli Indiana Pacers non fossero i New York Knicks si sapeva, ma forse in pochi si aspettavano l’equilibrio, le emozioni e gli spunti tecnici e tattici che ha regalato gara 1 e che promette di regalare tutta la serie. La prima rappresentazione alla fine l’ha vinta Miami grazie ad un ultimo quarto mostruoso di James e Wade, ma paradossalmente è la squadra di Vogel che esce con più fiducia da questa partita.

Nessuna sorpresa nei due quintetti, con Vogel che ormai da un paio di mesi preferisce partire con George Hill nello spot di play e utilizzare Collison per alzare il ritmo dalla panchina. Prima della palla a due la premiazione di LeBron James, per la terza volta nominato MVP della regular season.

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Indiana vs Magic… mai fidarsi di chi sembra finito!

Non si può vincere di 17 punti a 7 minuti dalla fine, andare all’overtime e rischiare di impattare ancora con un tiro di Davis all’ultimo secondo. Indiana Pacers vs Orlando Magic 101-99 è la storia incredibile di una partita già finita con la vittoria larga di Indiana, la quale però non considerava il canto del cigno di Orlando. I Magic appaiono più come un grosso tricheco, velocissimo in acqua, oramai spiaggiato che cerca il canto finale. E ci stava riuscendo grazie alla compiacente Indiana.

Bravi i Magic a crederci, Davis 24 punti e Richardson 25 punti i loro picchi massimi, ma con un Turkoglu pericoloso e un Nelson sempre pronto. In più si è presentato anche un J.J. Reddick con una grinta spaventosa che ha saputo ribaltare la partita. Come abbiamo già detto peccato per i Magic, una squadra che non poteva avere grandi ambizioni dopo un’annata del genere ma che, con la prestazione di stasera, ha fatto capire che qualcosa di poco chiaro è successo nello spogliatoio quest’anno. Stasera in campo c’era una squadra, molte altre volte questo è mancato alla squadra di Van Gundy.

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Indiana vs Magic 1-1… tutto è possibile

Per ora la serie più equilibrata e questa è già una notizia. Orlando Magic vs Indiana Pacers 78-93 ma non fatevi ingannare dal punteggio. Per 30 minuti i Magic sono stati punto a punto andando spesso anche avanti grazie al duo Nelson-Davis, dopo Granger è entrato in partita e la storia è cambiata.

Il duo Nelson-Davis effettivamente tiene in partita gli Orlando facendo capire subito ai Pacers che nessuna partita è decisa. Il gioco orchstrato dai ragazzi di Van Gundy è migliorato, hanno fatto tesoro della prima partita e cercano di creare un gioco tale da poter aprire la difesa di Indiana per poi colpirli dal pitturato, con Davis appunto. Inizialmente tutto funziona grazie anche all’assenza degli esterni dei Pacers che nella prima metà di partita corrono poco e risultano abbastanza imprecisi.

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Orlando-Indiana 1-0, Pacers molto male

Le premesse erano ben altre. Orlando senza Howard si temeva fosse una squadra allo sbando, ma coach Van Gundy trasforma un manipolo di soldati in un compattissimo esercito. E’ da dire che Indiana ci mette del suo, e non poco. Indiana Pacers vs Orlando Magic 77-81, questo risultato rispecchia il potenziale di Orlando che si giocherà le partite tenendo il punteggio più basso possibile.

L’inizio dei Pacers è devastante, 19-9 senza lasciare speranze ai Magic che arrancano senza trovare una soluzione a Granger e West. Orlando risponde con Nelson e Richardson e si rifà sotto. La partita, a questo punto, rimane in equilibrio fino alla fine con nessuna delle due squadre che riesce a prendere il distacco che gli permetterebbe di vincere. a 5 minuti dalla fine il punteggio è 75-68 per Indiana che sembra essere riuscita a creare quel minimo solco su cui potersi aggrappare. Ma dopo un’infuocato time-out di Van Gundy, Orlando rientra furente e non solo recupera ma si porta avanti nel punteggio 80-77.

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