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Chicago Bulls

VIDEO: Michael Jordan vs Jimmy Butler

jimmy butler bullsMetti due stelle a confronto, uno rappresentante della vecchia scuola dei Bulls l’altro della nuova, il primo che ha fatto la storia ed il secondo chiamato al difficile compito di replicare i tanti successi del passato.

Aggiungi che stiamo parlando di Michael Jordan e Jimmy Butler in una gara di tiri davanti a decine di ragazzini alla Flight School. Il risultato? Un evento spettacolare tale da tenere col naso all’insù i tanti “studenti” che hanno avuto il privilegio di potervi assistere.

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Un’altra asta milionaria per un pezzo unico di storia NBA

Michael-Jordan-acrylic-thumb-500x692-150948Una serata da ricordare quella di ieri dove la compagnia Heritage Auctions ha messo all’asta durante la National Sport Collectors di Chicago, evento che raccoglie tutti i collezionisti più facoltosi ed incalliti d’America, vere e proprie reliquie sportive. Tra i tanti oggetti esposti notabile la torcia del campione olimpico Bruce Jenner, venduta per 24 mila dollari, e tornato prepotentemente sulle pagine della cronaca per il suo “cambio di genere” in Caitlyn inaugurando il primo outing a questi livelli.

Ma la vera chicca di tutta la manifestazione è stato il tabellone e le rete delle finals tra Bulls e Utha Jazz del 14 giugno 1998. Una partita epica ed entrata di diritto nella leggenda consacrando i Bulls alla storia.

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Duro scontro tra Shaq e Pippen su Instagram

shaq shaquille o'nealA osservare il botta e risposta tra le due leggende della NBA sembra di assistere più a una lite tra bambini, ma in realtà Scottie Pippen e Shaquille O’Neal se le sono date veramente. Il campo di battaglia, al contrario della vicenda DeAndre, è stato Instagram e tutto è partito da una foto postata da Shaq che mostrava il quintetto all time dei Bulls contro quello dei Lakers: “Li potremmo battere di 50. Ditemi se ho ragione”.

La risposta di Pippen non si è fatta attendere: una foto sua con Michael Jordan con scritto “Scusami ma non colgo questa ipotesi. Tutto quello che so è che abbiamo vinto il doppio dei titoli che hai vinto a LA”.

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Belinelli tra Hornets, Warriors e Bulls

beli-mephisIl nostro Marco Belinelli è tra i più richiesti in queste ore di mercato e sembra che al momento per lui ci sia una gara a tre. La notizia di queste ore è che gli Hornets hanno dedicato la prima delle chiamate free agent proprio all’italiano, come rivelato dal Charlotte Observer.

La principale concorrenza da battere per arrivare al campione NBA nel 2014 è quella di Golden State che ha più volte dimostrato interesse. L’unico limite degli Warriors è quanto potrebbero offrire, visto che praticamente tutte le stelle di quest’anno saranno con coach Kerr anche la prossima stagione. Anche riuscendo a vendere David Lee e Draymond Green sarebbero comunque oltre la linea del salary cap.

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Jimmy Butler “intrappolato” ai Bulls

jimmy butler bullsCi sono ancora molte incognite sul futuro di Jimmy Butler e il fatto che da domani, 1 luglio, sarà restricted free agent non aiuta a fare chiarezza. Si parla da tanto di un avvicinamento dei Lakers, fattosi più insistente negli scorsi giorni, ma i Bulls per quanto li riguarda non sarebbero disposti a cedere e si dicono pronti a rilanciare qualsiasi offerta pur di non perdere il most improved player di quest’anno.

Per la stampa statunitense ci sarebbero varie opzioni sul campo e lo stesso Butler starebbe vagliando più ipotesi per ottenere il trattamento economico migliore.

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Alla fine ha vinto Belinelli!

belinelli copertina libroIn questi giorni, negli Usa, non poteva che essere “Finalsmania”, con la spasmodica attesa per l’assegnazione dell’anello. Un concentrato di emozioni ha accompagnato la sfida tra Warriors e Cavs, decisa nella notte a favore di Curry e compagni. Quelle stesse emozioni che, un anno fa, erano anche un po’ nostre. Di quell’Italia cestistica che ha vissuto da vicino il trionfo di Marco Belinelli e i suoi San Antonio Spurs. Un traguardo mai raggiunto da nessun giocatore del Bel Paese e concentrato, come meglio non si poteva in un’immagine. Un’intervista rilasciata a fine dell’ultima partita, tricolore sulle spalle, durante la quale il campione di San Giovanni Persiceto è scoppiato in lacrime, pronunciando una frase tanto semplice quanto carica di significati: «Alla fine ho vinto».

«Alla fine ho vinto». Quale titolo migliore per un libro dedicato a Marco Belinelli? Uscito nel settembre scorso e scritto da Daniele Labanti, giornalista del Corriere di Bologna, in questo primo anniversario del trionfo del “Beli” il volume torna quanto mai attuale. Attuale e puntuale, per farci conoscere ancora meglio la classica storia di uno che ce l’ha fatta. Il ragazzo partito da Bologna con un carico di sogni e che, tra mille sacrifici, li ha coronati uno a uno: dalla vittoria nella gara del tiro da 3 all’All Star Game alla conquista dell’anello con gli Spurs.

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16 giugno 1996, riparte la dittatura Bulls

jordan-payton-kempTorna Jordan, torna la dittatura dei Bulls. Il 16 giugno 1996, Chicago diventa nuovamente la capitale del basket NBA iniziando una nuova striscia di 3 vittorie di fila, dopo la prima storica dal 1991 al 1993. La squadra di Phil Jackson si riprende l’anello battendo in 6 partite i Seattle SuperSonics, con il sigillo finale arrivato proprio 19 anni fa in questo giorno.

Rientrato poco più di un anno prima in NBA, dopo la parentesi nel baseball, Michael Jordan è più affamato che mai di successi. Prende per mano i suoi Bulls e li trasforma in una corazzata invincibile. Chicago arriva alle Finals dopo aver perso la miseria di 11 partite in stagione, 10 in regular season e una con i Knicks nella semifinale di Conference.

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14 giugno, il giorno dei 7 titoli

jordan 1998 utahNell’almanacco della storia dell’NBA, il 14 giugno è un giorno che merita un capitolo piuttosto corposo. Ben 7 i titoli assegnati in questa data, con i Los Angeles Lakers e i Chicago Bulls a fare doppia festa, Detroit Pistons, Houston Rockest e San Antonio Spurs a prendersi gli altri 3 successi. Il tutto nell’arco di 22 anni.

La prima volta che il 14 giugno diventa data “storica” è nell’anno 1987. Tanto per cambiare per il decennio, l’anello è una questione tra i Los Angeles Lakers di Kareem Abdul-Jabbar e Magic Johnson e i Boston Celtics di Larry Bird, Kevin McHale e Robert Parish, Campioni in carica. Fanno festa i californiani che si impongono in 6 gare ed entrano in doppia cifra: 10° titolo per la franchigia.

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13 giugno, 2 anelli per Rodman

rodman kareemIl 13 giugno è una data da ricordare per Dennis Rodman. In questo giorno, l’eccentrico talento nato a Trenton (New Jersey) ha vinto 2 dei suoi 5 anelli. A distanza di 8 anni l’uno dall’altro. Il primo nel 1989, contribuendo allo storico primo successo dei Detroit Pistons. Il secondo, nel 1997, con i Chicago Bulls di Michael Jordan.

Il primo ha un sapore al gusto storia. Dopo aver mancato per un soffio l’anello l’anno prima (ko in 7 partite con i Lakers), nel 1989 i Pistons di Chuck Daly non sbagliano un colpo e riescono a imporsi. Riuscendo anche a restituire il dispiacere a Los Angeles.

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12 giugno: una data, 4 trionfi

jordan bryantIl 12 giugno è una data piuttosto ricorrente nella storia recente dell’NBA. In questo giorno, in anni diversi, sono stati assegnati ben 4 anelli, 2 dei quali di portata leggendaria.

Il primo anno da ricordare è il 1984. Un anno che arriva a metà di un decennio caratterizzato dal binomio Boston-Los Angeles. E sono proprio loro, Celtics e Lakers, a contendersi l’anello fino all’ultimo atto. Le finali arrivano a Gara 7, una specialità della casa per i verdi che sfruttano il fattore campo e, al Garden, si impongono 111-102. Si tratta del 2° titolo per Larry Bird e i suoi scudieri Kevin McHale e Robert Parish.

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8 giugno, una festa per 2

magic birdIn NBA, giugno è il mese degli anelli. L’almanacco è ricco di anniversari speciali e in questo 8 giugno sono 2 i titoli da ricordare. Si parla di anni ‘80 e i protagonisti non possono che essere i Los Angeles Lakers e i Boston Celtics. Ma anche Magic Johnson e Larry Bird.

I primi a festeggiare sono i californiani. Nel 1982 arriva il titolo numero 8 della loro storia. A farne le spese sono i Philadelphia 76ers di Doctor J, battuti in 6 partite. Il suggello proprio l’8 giugno, a Los Angeles, dove i Lakers si impongono 114-104 chiudendo una serie condotta fin da Gara 1. L’ultimo suggello è un trionfo di squadra con 6 uomini in doppia cifra. La copertina se la prende Magic (MVP delle finali), perfetto anche nei numeri: 13 punti, 13 rimbalzi e 13 assist. Kareem Abdul-Jabbar si “accontenta” di una doppia doppia da 18 punti e 11 rimbalzi. Jamaal Wilkes è il top scorer con 27, Bob McAdoo, Michael Cooper e Norm Nixon ne piazzano 16. Per i 76ers, Julius Erving chiude a 30, Andrew Toney a 29, Maurice Cheeks a 15, Darryl Dawkins a 10.

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5 giugno 1977, Portland è qui la festa!

portland 1977Il 5 giugno 1977 è la data entrata nel cuore di tutti i tifosi dei Portland Trail Blazers. Proprio oggi, 38 anni fa, la franchigia dell’Oregon conquistava il suo primo e finora unico titolo di Campione NBA, ottenuto grazie alla squadra allora allenata da coach Jack Ramsey.

Un titolo un po’ a sorpresa, visto l’andamento della stagione. I Trail Blazers chiudono la regular season con un bilancio di 49 vittorie e 33 sconfitte, al secondo posto della Pacific Division dietro ai Lakers dell’MVP Kareem Abdul-Jabaar. Ma nei playoff la squadra scala la vetta, partita dopo partita. Prima elimina Chicago (a quel tempo piazzata a Ovest) 2-1, poi un 4-2 a Denver, la squadra con il miglior record della Division. Ma il vero capolavoro arriva proprio nella finale della Western. Con i Lakers, Portland ribalta il pronostico e vince la serie con un perentorio 4-0.

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