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Chicago Bulls

Lauri Markkanen chide al più grande l’autorizzazione per il numero di maglia

Lauri MarkkanenDalle parti di Chicago è in atto una rifondazione del roster, iniziata già l’anno scorso con la partenza di Derrick Rose e Joakim Noah e proseguita in questi giorni con la trade che ha spedito Jimmy Butler a Minnesota in cambio di Zach LaVine e Kris Dunn. Nello scambio è passato ai Bulls anche Lauri Markkanen, scelto dai Timberwolves al Draft, e non poteva presentarsi ai nuovi tifosi in modo migliore.

Come numero Markkanen ha scelto il 24, ma ovviamente ha voluto prima chiedere il permesso alla leggenda che ha indossato quella maglia prima di lui: Brian Scalabrine.

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Butler ai Timberwolves per LaVine e Dunn, l’unica sorpresa della notte del Draft

Markelle FultzTutto è andato come da previsioni, i Philadelphia 76ers con la prima scelta al Draft 2017 hanno scelto il play dalla DeMatha High School Markelle Fultz. Esattamente il motivo per il quale hanno scambiato la terza scelta con la prima dei Boston Celtics, che (sempre come da previsioni) hanno scelto Jayson Tatum, un giocatore più versatile, che può giocare da 3 o da 4, quindi più funzionale al progetto rispetto a Fultz, che rischiava di essere solo un sostituto di Isaiah Thomas.

Nel mezzo i Lakers hanno scelto alla seconda chiamata Lonzo Ball, il giovane più chiacchierato, forse più per l’esuberanza del padre che per meriti, ma sicuramente uno dei pochi talenti presenti a questo Draft.

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Accadde oggi: 22 giugno 1994, la prima volta degli Houston Rockets

nbaitalianews olajuwon ewingPrima degli Spurs, prima dei Mavericks. Tocca ai Rockets regalare la prima gioia NBA al Texas. Houston vince il suo primo titolo nel 1994 e lo fa conquistando il punto decisivo proprio il 22 giugno, giorno in cui vince Gara 7 in casa contro i New York Knicks: 90-84.

Rockets e Knicks arrivano all’ultimo atto con un percorso quasi parallelo. Entrambe finiscono seconde in regular season nelle rispettive Conference e poi viaggiano a braccetto nei playoff. Un doppio 3-1 al primo turno (derby con i Nets e Portland), un doppio 4-3 in semifinale (Bulls e Suns). New York soffre fino a Gara 7 anche in finale della Eastern per piegare i Pacers, mentre Houston vince in scioltezza (4-1) contro i Jazz.

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Accadde oggi: 21 giugno 1988 e 2012, l’ultimo titolo di Magic e il primo di LeBron

nbaitalianews magic lebronChiamarlo passaggio di consegne, a 24 anni di distanza, forse è troppo. Ma il 21 giugno è una data che lega 2 fenomeni dell’NBA: Magic Johnson e LeBron James. Nello stesso giorno, nel 1988 e nel 2012, sono arrivati l’ultimo titolo del fuoriclasse dei Los Angeles Lakers e il primo del King, conquistato con la maglia dei Miami Heat.

Il 21 giugno 1988 è un giorno da ricordare per Los Angeles. Arriva il quinto titolo di un decennio, gli anni ‘80, che sono stati ricchissimi di soddisfazioni. Quinto e ultimo come a segnare la fine di un ciclo che ha comunque fatto storia. Arrivato contro quei Pistons che vinceranno per i 2 anni successivi, costituendo un interregno in attesa della dinastia di Jordan e dei Bulls.

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Jimmy Butler fa sapere ai Cavs di voler restare ai Bulls, i Clippers provano a scambiare DeAndre Jordan

Jimmy-ButlerI nomi protagonisti del mercato continuano ad essere quelli di Jimmy Butler e Paul George. Per George sembra già scritto un futuro in gialloviola dalle parti di Los Angeles e quindi gli interessi delle squadre top della lega sono virati tutti su Butler. Il numero 21 dei Bulls è il primo obiettivo dei Cavaliers, che stanno provando a fare spazio nel roster per prenderlo subito.

La novità delle ultime ore è però la volontà di Butler di non muoversi da Chicago. Nonostante le voci confermino che il suo tempo a Chicago sia scaduto (dando per quasi certo un suo trasferimento ai Celtics o ai Cavaliers), sembra che sia arrivata ai Cavs la comunicazione direttamente dall’entourage del giocatore: Butler vuole restare ai Bulls, almeno per un altro anno.

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Wade e Gasol si tolgono dal mercato, Butler vuole i Cavs, Lakers pronti a sacrificare Russell

butler-wade-bullsIl mercato NBA entra finalmente nel vivo, per ora con operazioni per così dire di “preparazione”. Per il vero e proprio caos dobbiamo aspettare la notte del Draft (22 giugno) e soprattutto l’inizio del mercato dei free agent (1 luglio). Ora però i giocatori che hanno sul contratto un’opzione per il rinnovo devono prendere una decisione, molte volte dettata dal puro e semplice guadagno, ma spesso anche basata sui piani futuri delle rispettive franchigie.

Il primo tra le grandi squadre a “muovere” è stato Kevin Durant, che ha deciso di non sfruttare l’opzione per il prossimo anno per permettere agli Warriors di investire più soldi nei contratti degli altri free agent in rosa (Curry, Iguodala e Livingston soprattutto).

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Accadde oggi: 20 giugno, il primo ritiro di Jordan e un doppio trionfo per gli Heat

nbaitalianews wade jordanIl 20 giugno ha lasciato il segno sull’NBA. Anzi, almeno 3. Soprattutto a Miami, che in questo giorno (nel 2006 e nel 2014) ha vinto il primo e l’ultimo titolo della sua storia. Ma anche a Chicago che appena vinto il terzo titolo, nel 1993, deve salutare il suo fenomeno Jordan che saluta tutti per darsi al baseball. Per fortuna una decisione di breve durata.

Jordan saluta l’NBA dopo aver regalato a Chicago il terzo titolo di fila. Vinto nelle Finals contro i Phoenix Suns dell’mvp Charles Barkley. E’ una serie in cui il fattore campo salta 4 volte nelle prime 5 gare. E salta un’altra volta in Gara 6, il 20 giugno, giorno in cui si gioca in Arizona. I Bulls si impongono di 1 (99-98) e riportano il trofeo in Illinois. Jordan ne mette 33, Pippen 23 e 12 rimbalzi. Per i Suns non serve un doppio 21 di Sir Charles e di Majerle.

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Accadde oggi: 16 giugno 1996 e 2015, doppio giorno speciale per Steve Kerr

nbaitalianews kerr curry 2015Nella sua vita in NBA, Steve Kerr ne ha vissuti tanti di momenti speciali. Ma una data ha un sapore particolare: il 16 giugno. E’ il giorno delle prime volte. Nel 1996 conquista l’anello da giocatore con i Chicago Bull. Nel 2015 lo vince da allenatore, con in Golden State Warriors, in pratica all’esordio in panchina.

L’approdo a Chicago è datato 1993. Ma per riuscire a vedere da vicino il titolo, Kerr deve attendere il ritorno del figliol prodigo Michael Jordan. L’assalto non riesce nel 1995, ma nel 1996 nessuno può fermare la marcia dei Bulls. Record di vittorie in fase regolare a quota 72 (sarà battuto dai suoi Warriors 20 anni dopo!) e poi via libera fino alle Finals.

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Accadde oggi: 14 giugno, assegnati 7 titoli NBA

nbaitalianews jordan utah 1998Se c’è una data che fa rima con titolo, è il 14 giugno. Sfogliando l’album dei ricordi dell’NBA, si scopre che in questo giorno ne sono stati assegnati ben 7. A partire dal 1987 fino 2009. Alcuni passati alla storia, come l’ultimo vero duello tra Lakers e Celtics degli anni ‘80 o l’anello dei Bulls del 1998 con il canestro nel finale di Jordan in casa di Utah.

Ma andiamo per ordine. La partenza è subito coi botti. Nel 1987, i Lakers portano a casa il quarto dei 5 titoli anni ‘80, uno dei più avvincenti. Concluso con la finale più attesa, contro i rivali di Boston. Il 14 giugno si gioca a Los Angeles e i padroni di casa piazzano il successo del 4-2 definitivo: un 106-93, frutto soprattutto di un terzo quarto da +18. Kareem mette 32 punti, Magic 19 assist e porta a casa i due titoli di mvp.

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Accadde oggi: 13 giugno 1997, Kerr stende i Jazz e regala il titolo ai Bulls

nbaitalianews jordan kerr 1997Ieri un titolo da allenatore, il secondo, alla guida dei suoi Golden State Warriors. Venti anni fa oggi, uno da giocatore con i Bulls. Steve Kerr  l’attitudine a vincere ce l’ha scritta nel dna. Il 13 giugno del 1997 è suo il canestro che decide Gara 6 e le intere Finals contro gli Utah Jazz: piazzato dalla lunetta dopo l’ennesima magia di Michael Jordan, successo 90-86 e a Chicago è di nuovo festa.

Quando Jazz e Bulls si ritrovano davanti, tutti hanno ancora negli occhi quello che Jordan ha fatto 2 giorni prima. In Gara 5, con le rivali in parità sul 2-2, ha messo 38 punti. Cosa da poco per uno come lui. Se non fosse che l’ha fatto dopo un’intossicazione alimentare che lo ha lasciato in dubbio fino a pochi minuti dalla palla a 2.

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Accadde oggi: 12 giugno 2011, il gran giorno dei Dallas Mavericks

nbaitalianews dallas mavs 2011E venne finalmente l’ora dei Dallas Mavericks. Il 12 giugno 2011 è una data entrata nella storia della franchigia del Texas che vince il suo finora unico anello. Decisivo il 4-2 rifilato ai Miami Heat con il punto decisivo ottenuto in Florida: successo 105-102.

Il sogno che si realizza per l’eccentrico proprietario dei Mavs Mark Cuban, ottenuto non certo con i favori del pronostico. Chiusa bene la regular season con 57 vittorie e 25 ko (alle spalle degli Spurs), Dallas inizia a macinare vittorie fin dall’inizio dei playoff. Tre serie vinte nettamente, in crescendo: 4-2 ai Trail Blazers, 4-0 ai Lakers (che avevano chiuso la fase regolare con lo stesso bilancio) e 4-1 ai Thunder. Sfruttato al meglio il corridoio lasciato libero dalla prematura eliminazione di San Antonio (out al primo turno per mano di Memphis), i Mavericks si prendono le Finals, dove trovano Miami.

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Accadde oggi: 5 giugno 1977, 40 anni fa lo storico titolo dei Portland Trail Blazers

portland 1977Un motivo per far sperare LeBron James e i Cleveland Cavaliers? La storia. Esattamente 40 anni fa, nel 1977, i Portland Trail Blazers vincevano il loro storico titolo. Rimontando nelle Finals da un iniziale 2-0 patito in casa dei Philadelphia 76ers. Un doppio svantaggio ribaltato nel 4-2 finale. Con il sigillo arrivato in casa, il 5 giugno, grazie al successo 109-107.

Per Portland è il coronamento di un lungo inseguimento. Non tanto in NBA, dove la franchigia è approdata solo nel 1971 e non ha mai raggiunto neppure i playoff prima. Quanto nella stagione in corso. Con 49 vinte e 33 perse, i Trail Blazers arrivano terzi a Ovest, alle spalle dei Lakers e dei Nuggets. Entrambe superate nella corsa al titolo.

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