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Chicago Bulls

25 maggio 1975, l’ultimo trionfo dei Warriors

barry golden state 1975Chi ha stilato in calendario dei playoff, non poteva scegliere griglia e date migliori. Questa notte si gioca Gara 4 a Houston e Golden State può conquistare con ampio anticipo il successo della Western Conference. Proprio in un giorno speciale per la franchigia. Esattamente 40 anni fa, il 25 maggio 1975, i Warrios conquistavano il loro ultimo titolo NBA.

Quaranta anni in cui non solo non sono più arrivati trionfi. Anzi dalle parti di San Francisco non si sono neppure più pronunciate le parole “Finali NBA”. Raggiungerle proprio questa sera (o eventualmente in una delle prossime gare della serie coi Rockets) avrebbe quindi un sapore speciale per Curry e compagni, ripensando a quel trionfo.

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Beyonce passa da Harden a Rose…

beyonce roseSe in Italia spopola il binomio “veline-calciatori”, negli Stati Uniti l’accoppiata riguarda spesso l’NBA e le grandi star della musica e dello spettacolo. Ad esempio, Rihanna è sovente a bordo campo per le gare di basket, in particolare allo Staples Center di Los Angeles. Questa volta, in copertina, c’è andata Beyoncé.

L’ex cantante delle Destiny’s Child ha legato per per ben 2 volte il proprio nome a dei fenomeni della NBA di oggi. O meglio, il proprio corpo…. Qualche tempo fa si è fatta immortalare con la maglia numero 13 degli Houston Rockets, normalmente indossata da James Harden.

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La prestazione di D-Rose conseguenza delle tensioni con Butler

derrick rose bullsÈ una notizia che “rimbalza” negli USA da qualche ora, ma sembra trovare numerose conferme. Lo spogliatoio dei Bulls era arrivato al culmine della tensione nella sconfitta in Gara 6 contro i Cavaliers che è costata l’eliminazione. Molte le cause di questa tensione e molti mettono come prima le voci sempre più insistenti che vedono come partente coach Thibodeau, che avrebbe perso la leadership della squadra.

Ma sembra che anche l’uomo simbolo della franchigia abbia giocato un ruolo fondamentale nella crisi psicologica dei Bulls: Derrick Rose, MPV del 2011 e tornato a livelli paragonabili a quelli precedenti il famoso infortunio, si è trovato in rosa un giocatore che gli ha rubato la scena.

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Chicago out, i Cavs ora sono una squadra

dellavedova cavsLa prima squadra a conquistare la finale di Conference sono i Cavaliers che escono vittoriosi per 94 a 73 dall’arena di Chicago eliminando così i Bulls dai playoff. Questa volta a far notizia non sono le prestazioni di un singolo, ma la prestazione di squadra dei Cavaliers che raggiungono la vittoria grazie ai punti di praticamente tutta la rosa.

A brillare sono infatti Matthew Dellavedova (19 punti) e Tristan Thompson (13 punti e 17 rimbalzi) uscito fuori alla grande nella serie contro Chicago, grazie anche a una flessione evidente di Joakim Noah, che in queste ultime partite è stato la controfigura di se stesso, in attacco ma soprattutto in difesa.

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14 maggio 1981, il primo anello di Bird&C.

bird 1981 bisAltro giorno, altra ricorrenza importante da festeggiare dalle parti di Boston. Se il 12 maggio era l’anniversario del trionfo del 1974, oggi tocca a un altro storico successo per i Celtics. Esattamente 34 anni fa, nel 1981, toccava a gente del calibro di Larry Bird, Robert Parish e Kevin McHale iniziare il loro ciclo di successi.

Boston vince il suo 14° titolo superando in finale gli Houston Rockets. Serie decisa in 6 partite, con l’ultimo sigillo arrivato in Texas con un 102-91. Grande protagonista è proprio Bird che vince il duello a distanza con Moses Malone, mette a referto 27 punti e festeggia in campo fumando un sigaro! Grande prova anche di Cedric Maxwell che ne mette 19 e suggella il titolo di MVP delle finali. Nel video qui sotto, le immagini dell’epoca.

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Harden risorge con i Rockets, LeBron sempre più in alto

james harden houston rocketsServiva una partita così a James Harden per sperare di ribaltare la serie contro i Los Angeles Clippers. Per il Barba una tripla doppia (la prima in carriera nei playoff) da 26 punti, 11 rimbalzi e 10 assist, che permette ai Rockets di conquistare il punto del 2 a 3, battendo gli avversari per 124 a 103.

«Siamo vivi per un altro giorno», ha commentato Dwight Howard che ha realizzato 20 punti con 15 rimbalzi, «ora dobbiamo pensare alla prossima e dimenticarci la possibile Gara 7. Solo così possiamo sperare di farcela». Howard e Smith dialogano alla perfezione nell’area piccola e quando i due giocano così per la difesa dei Clippers è quasi impossibile arginarli.

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Magic incorona King James. E non solo…

Magic JohnsonI Clippers di oggi come i Bulls del 1991 e la speranza di vederli in finale con i Cavaliers. Blake Griffin come Stottie Pippen. Applausi per i canestri vincenti di Derrick Rose e Paul Pierce. Tim Duncan e Kobe Bryant degni di Michael Jordan e Larry Bird. Ma soprattutto LeBron James miglior giocatore attualmente in circolazione. È un Magic Johnson in vena di complimenti e incoronazioni quello che commenta il momento dell’NBA sulle sue pagine ufficiali Facebook e Twitter.

Un Magic molto divertito dalle ultime partite di playoff, in cui non sono mancate giocate… magiche. Degne di quando lui impervervasa sui parquet con la maglia 32 dei Los Angeles Lakers. Grandi applausi quindi per i canestri vincenti di Paul Pierce in Gara 3 tra i suoi Washington Wizards e gli Atlanta Hawks e il botta risposta tra Derrick Rose e LeBron James in Gara 3 e Gara 4 tra i Chicago Bulls e i Cleveland Cavaliers.

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Il figlio di D-Rose è… più figo di te

derrick rose figlioChe non fosse una gara facile si sapeva dall’inizio, del resto cercare di contenere le mire di LeBron James è un’impresa non solo per i Bulls. Forse proprio per questo Derrick Rose ha deciso, dopo la sconfitta rimediata contro i Cavs in game 4, di esorcizzare la delusione portando nella conferenza stampa post partita suo figlio.

Non immaginava però che proprio il bambino sarebbe riuscito a metterlo in secondo piano, impegnato com’era nel suo ruolo da mascotte. Infatti durante tutta la conferenza stampa il piccolo non appare per niente interessato né alle risposte del padre né a nient’altro che non fosse pavoneggiarsi di fronte alle telecamere.

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LeBron vince Gara 4 ignorando la chiamata di coach Blatt

lebron james cavsIn una serata da incubo un tiro da sogno. Questo si potrebbe dire per sintetizzare la partita di LeBron James contro i Chicago Bulls di ieri. Un campione però (come tante volte si è sentito) si vede nei momenti decisivi e il Prescelto non si è fatto attendere; così con 1,5 secondi dalla fine l’ultima palla è andata in mano al numero 23 che ha azzittito l’arena di Chicago e riportato la serie a Cleveland sul 2 a 2.

Quando si ha così poco tempo un allenatore deve decidere rapidamente a chi affidare l’ultima “preghiera” e coach David Blatt aveva deciso: in una serata da 9 su 29 LeBron James era stato chiamato a rimettere in gioco il pallone, probabilmente per metterlo in mano a J.R. Smith, che nel quarto quarto era caldissimo, ma lui ha rifiutato questo gioco chiamato da Blatt.

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A 20 anni dal ritorno del “vero” Jordan

jordan numeri 45/23Oggi si celebra un anniversario importante. Esattamente 20 anni fa, il 10 maggio 1995, la NBA riabbracciava il “vero” Michael Jordan. Ritornato dopo la parentesi con il baseball e dopo alcuni mesi con un’anomima maglia numero 45, il fuoriclasse dei Bulls si riprende la sua celebre 23.

Teatro dell’evento è l’Orlando Arena in Florida, dove si gioca Gara 2 delle semifinali della Eastern Conference tra i Magic e i Bulls. Quella stessa Orlando Arena dove appena 3 giorni prima, il 7 maggio, Jordan aveva indossato per l’ultima volta la 45. Una Gara 1 decisa proprio da una sua palla persa all’ultima azione. Un errore non degno del vero Jordan che fece dire a Nick Anderson, autore della giocata che valse la partita, una frase del tipo: «Il numero 45 non è come il 23. Al 23 non avrei mai potuto fare una cosa del genere.»

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Assistman LeBron, triplo sorpasso per la storia

lebron assist playoffForse non lo avrà consolato più di tanto, visto il ko in Gara 3 dei suoi Cavaliers a Chicago. Ma dalla scorsa notte, LeBron James è ancora di più nella storia dell’NBA, diventando il giocatore in attività ad aver distribuito più assist in partite di playoff. E lo ha fatto alla sua maniera, in modo prepotente, scalando in un colpo solo ben 3 posizioni della classifica e piazzandosi al 4° posto.

Decisivi i 14 passaggi vincenti distribuiti allo United Center, in una Gara 3 chiusa anche con 27 punti e 8 rimbalzi, non sufficienti però a evitare un ko arrivato a fil di sirena per la magia di Derrick Rose. Ma che non hanno impedito al King di scalare la classifica generale e con i 1073 assist totali ha superato in un colpo solo Larry Bird, Steve Nash e Tony Parker. Particolarmente importante il sorpasso ai danni del francese degli Spurs che lo ha messo al primo posto tra i giocatori in attività.

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VIDEO: L’ultimo buzzer-beater dalle parti di Chicago era di un certo MJ

Michael-Jordan-acrylic-thumb-500x692-150948Derrick Rose regala il successo ai Bulls in Gara 3 con una tripla di tabella sulla sirena. Chicago ora comincia a crederci e le certezze dei Cavaliers iniziano a crollare. Il numero 1 dei Bulls sembra tornato ai livelli del 2011, la stagione in cui è stato incoronato MVP e il ricordo dei tifosi torna indietro a quando con quella maglia, ma con il numero 23, c’era Michael Jordan a comandare.

Il paragone sembra azzardato, ma non del tutto se consideriamo i tiri decisivi. Era infatti partito dalla mano di MJ l’ultimo buzzer-beater che nei playoff aveva regalato una vittoria ai Bulls ed esattamente nel 1997 in Gara 1 delle finali NBA contro gli Utah Jazz.

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