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basket mercato

BREAKING NEWS: speciale mercato

Clippers: piace Jamal Crawford

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Nash-Knicks: questo matrimonio non s’ha da fare!

Spesso i matrimoni troppo chiacchierati come quello tra Steve Nash e i New York Knicks sono quelli destinati a non realizzarsi. Come interpretare il suo “Knicks? Grazie, non mi interessa” a esplicita domanda sul suo futuro? Tentativo di non scoprire le carte o reale disinteresse per la franchigia della Grande Mela?

Compiute le 38 primavere lo scorso 7  febbraio e arrivato alla soglia della free agency, Steven John “Steve” Nash da Johannesburg si trova a dover scegliere tra 2 opzioni antitetiche: prendere i soldi che gli offrono i Suns abbracciando la “non-arte” della mediocrità oppure accettare di ridursi l’ingaggio per unirsi ad una contender e tentare l’ultimo assalto al titolo. Delle due, l’una.

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La difficile scelta dei Lakers

Incassata la seconda eliminazione consecutiva in semifinale di conference per mano di una squadra con un roster più profondo, in casa Lakers è il momento delle riflessioni che, quest’anno più che mai, saranno fondamentali per il futuro. Quello che il proprietario Jim Buss, il GM Mitch Kupchak e il capitano Kobe Bryant devono capire (e decidere) è cosa fare di una squadra che ora è competitiva ma non vincente.

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Brooklyn Caput Mundi: Howard-Phil Jackson per pensare in grande

Sin dall’annuncio del suo ritiro al termine della scorsa stagione, le voci sul rientro dell’undici volte campione NBA “coach Zen” sulla panchina di New York si sono susseguite con una certa insistenza: vane speranze o c’è qualcosa di vero dietro? Probabilmente entrambe le cose. Quello che sappiamo per certo è che a Jackson piace prendere le redini di team già strutturati come i Bulls del duo Jordan/Pippen o i Lakers del trio Bryant/Shaq/Gasol mentre ai Knicks troverebbe tre bambini viziati e finora ingestibili come Carmelo Anthony, Amar’e Stoudemire e JR Smith. Ve li immaginate a lavoro con un allenatore come coach Zen che adora lavorare profondamente sull’aspetto mentale, facendo finta di disinteressarsi totalmente della parte tecnica, che manda frecciatine velenose, chiama timeout motivazionali in cui non si parla di basket e regala libri ai tre per stimolarne l’intelletto? Chissà come risponderebbero Amar’e e Melo a frecciatine del tipo “Abbiamo giocato una partita in stile Brokeback Mountain. Abbiamo subito penetrazioni per tutta la partita!” come quella che mandò ai suoi Lakers nel 2009 salvo poi finire nel mirino delle associazioni gay a stelle e strisce che hanno portato a delle scuse al vetriolo “Mi scuso se ho offeso qualche cavallo, texano, cowboy o gay”. E’ evidentemente fuor di dubbio che un suo arrivo in quel di New york porterebbe un approccio più ragionato e meno “mal pancistico” al mercato della squadra.

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Boston: è ora di cambiare ma Ainge sbaglia i modi

I Celtics sono giunti alla quarta sconfitta consecutiva (rispettivamente contro Detroit, Chicago, ancora Detroit e Dallas) e eccoci di nuovo qui a parlare dei Boston Celtics e della necessità di prendere atto che l’attuale gruppo della franchigia più titolata dell’NBA ha fatto il suo corso. La doppia sconfitta contro una squadra non proprio di prima fascia come Detroit e il sorpasso subito dai Knicks di Lin dà il senso dell’urgenza con cui si deve agire.

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Tifosi Lakers contro Stern, Buss “la squadra è fatta”

La sconfitta alla prima uscita ufficiale stagionale ha lasciato il segno nell’ambiante dei Lakers, non tanto nella squadra che anzi può guardare comunque in maniera abbastanza positiva al futuro considerata l’assenza del centro titolare, Bynum, ma tra i tifosi. Nell’immediato dopo-partita era ricominciato a circolare un certo malumore contro la persona di David Stern cresciuto ulteriormente dopo la notizia della vittoria (scontata, ndr) degli odiati cugini Clippers. I tifosi gialloviola imputano Stern responsabile del mercato di “seconda fascia” della propria squadra. Buon per il commissario NBA che l’altra sera si sia trovato a vedere Miami – Dallas…

Intanto Jim Buss, proprietario della franchigia gialloviola, ha rilasciato una controversa dichiarazione nel dopo partita di Lakers-Bulls circa le voci di mercato che vedono i Lakers interessati a Howard. “Cambiare Gasol e Bynum per Howard? Da dove viene questa roba? E’ assolutamente falso, anzi sarebbe sciocco. Noi non abbiamo mai messo sul mercato questi due giocatori (Gasol nella trade di Paul?, ndr)”

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Colpo Boston: preso Pietrus

Il giorno di Natale ha regalato ai Celtics almeno una buona notizia di mercato (vista la sconfitta con New York all’esordio): dopo esser diventato free agent, Mickael Pietrus ha firmato coi Boston Celtics. Il francese percepirà il minimo salariale di 1,3 milioni di dollari, il contratto è annuale. Sia Danny Ainge, che Doc Rivers che Brandon Bass hanno già espresso pareri positivi all’innesto di Pietrus, lodando le sue qualità di difensore e tiratore da fuori.

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Miami Heat subito sul mercato

Il lockout non è ancora formalmente concluso, ma già cominciano i preparativi per la stagione che verrà: il tempo stringe e le rose vanno ritoccate, integrate, sfoltite…Tra i più attivi ci saranno sicuramente i Miami Heat. Sia ben chiaro, non ci troveremo assolutamente di fronte a nulla di clamoroso che possa paragonarsi, neanche lontanamente, ai colpi che lo scorso anno portarono LeBron, Bosh e Wade a vestire la stessa maglia, ma qualcosa andrà fatto per completare la rosa della finalista dello scorso anno.

Lo “zoccolo duro” della squadra James, Wade, Bosh, Mike Miller e Udonis Haslem è ancora sotto contratto. Il play Mario Chalmers, definitivamente esploso durante la finale NBA, è un restricted free agent, ma ha molte possibilità di essere di nuovo a Miami per la prossima stagione, playmaker rookie Norris Cole è accreditato di riuscire ad entrare nelle rotazioni della squadra.

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Bargnani: “Vorrei firmare in Europa ma non posso!”

Il Mago è pronto per tornare in Europa! Ma la situazione che si è creata intorno a lui è davvero kafkiana: il giocatore sarebbe pronto a firmare con (quasi, ndr) chiunque in Europa, ma non può, schiavo del suo contratto con i Toronto Raptors (43mln di dollari fino al 2015, ndr). La situazione era stata anticipata dal gm della Virtus Roma, Antonello Riva, e il problema di ingaggiare Bargnani è la copertura assicurativa. Il contratto di Bargnani, per stessa ammissione del giocatore, è totalmente diverso da quello di Gallinari, che gli ha permesso di firmare per Milano, e la sua possibilità di giocare è totalmente vincolata alla copertura assicurativa, il 2% del suo ingaggio quindi circa 800mila dollari. Cifra di difficile copertura per i club italiani (tranne per Siena, semifinalista in Eurolega nella scorsa stagione e per Milano), almeno senza l’aiuto di qualche sponsor che al momento non si sono ancora visti. Il Mago ha poi precisato di non avere ancora avuto contatti ufficiali con nessuna squadra italiana.

Nel panorama NBA, Bargnani non è l’unico a vivere questa difficile situazione: anche Andrew Bogut vorrebbe giocare altrove durante la serrata (e precisamente in Australia, ndr) ma il problema del premio assicurativo sta frenando una trattativa che era già in dirittura d’arrivo.

Bryant-Bologna: c’è lo sponsor

La Bologna cestistica può continuare a sognare: l’ “operazione Kobe” (così chiamata da Sabatini) è fattibile e sta prendendo forma. Come riportato da “Il Corriere dello Sport”, nella videoconferenza tenuta giovedì notte tra Sabatini e l’entourage dell’asso dei Lakers, è stato lo storico agente di Kobe, Rob Pelinka. a imprimere una svolta ad una trattativa che è ora diventata possibile: uno tra gli sponsor di Kobe (“un’azienda italiana di fama internazionale” ha detto un soddisfatto Sabatini), sarebbe disposto a pagare parte dell’ingaggio del campione qualora decidesse di giocare in Italia.

Una vera manna dal cielo per Sabatini che però ha voluto subito stemperare l’entusiasmo dei tifosi bolognesi (e il suo in primis, ndr) affermando che per pagare il mega-ingaggio di Kobe non basta un solo sponsor ma ne servono diversi, chiedendo un aiuto a tutta la città per realizzare questa difficile trattativa.

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Kobe-Besiktas: parti distanti

Il via libera della FIBA, ha in pratica aperto il periodo dell’assalto alla diligenza NBA da parte delle squadre di mezzo mondo. Con Stern e la federazione bloccati dalla scelta del lockout e con i giocatori spinti dagli sponsor alla ricerca di una squadra che possa farli scendere in campo, il presidente del Besiktas è volato negli States per condurre di persona la delicata trattativa per Kobe Bryant. Un progetto di quelli clamorosi: mettere in campo Deron Williams e Kobe Bryant, quanto basta per sognare un’annata vincente. Peccato sia solo un progetto a termine (breve, medio, lungo? Dipenderà da quanto durerà il lockout).

Il primo incontro statunitense con Rob Pelinka (storico agente di Kobe) è stato però un buco nell’acqua per il presidente del Besiktas Istanbul. Le parti, per stessa ammissione dell’agente dell’asso dei Lakers, sono ancora lontanissime dal trovare un accordo (Pelinka ha definito “molto bassa” l’offerta ricevuta) ma nel weekend sarebbe previsto un nuovo incontro in cui il massimo dirigente della squadra turca avrebbe intenzioen di alzare “significativamente” l’offerta per portare il Black Mamba in Turchia.

Pistons: Frank Lawrence nuovo coach

La notizia era nell’aria da tempo ma finalmente è arrivata l’ufficialità: Frank Lawrence è il nuovo head coach dei Detroit Pistons e succederà John Kuester. L’accordo tra le parti era stato raggiunto da diverso tempo ma il ritardo nell’annuncio sarebbe dovuto ad alcuni problemi nella risoluzione del contratto di Lawrence con i Boston Celtics dove, nell’ultima stagione ha ricoperto il ruolo di assistente di Doc Rivers.

Per Lawrence non si tratta della prima esperienza da head coach: ha infatti ricoperto per lungo tempo questo ruolo nei Nets.