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WNBA

Marion Jones licenziata

La sua seconda vita sportiva non è certo sfolgorante come quella sulle piste di atletica. E’ infatti finita dopo poco più di un anno l’esperienza nel basket professionistico di Marion Jones, intenzionata a rilanciarsi sulla grande ribalta dopo una serie di disavventure e soprattutto il disonore del carcere. La squadra di Wnba delle Tulsa Shock ha licenziato la ex sprinter, finita in prigione nel 2007 per sei mesi dopo aver ammesso di avere usato sostanze dopanti (steroidi in particolare) nel corso di una carriera coronata da cinque medaglie olimpiche ai Giochi di Sydney 2000.

Nel marzo 2010 la Jones è stata ingaggiata dalla squadra dell’Oklahoma. Era stato un ritorno alle origini per l’atleta, che aveva iniziato la sua carriera sportiva proprio sotto canestro giocando negli anni del college nella squadra della North Carolina University, aiutando il suo team a ottenere un record strepitoso di 92 vittorie a 10 sconfitte in tre anni e un’affermazione nel campionato universitario nel 1994. La Jones non aveva però mai giocato nel campionato Wnba essendo passata all’atletica leggera.

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Male Los Angeles

Adesso non è periodo di basket giocato. L’Nba si è arenata nel lock-out e nelle mille parole spese su trasferimenti possibili e scenari futuri che spaventano, ma di certo c’e’ ben poco. Le nazionali si preparano agli europei e le stelle Nba nostrane si preparano a giocare con la maglia del proprio paese. L’unica lega che può parlare di risultati e di classifiche vere è la Wnba.

Le ragazze hanno iniziato e le San Antonio Silver comandano la classifica con solo 2 sconfitte tallonate da Indiana e Minnesota. Le Los Angeles Sparks sono dietro in classifica avendo perso lo scontro diretto per il rilancio con le Phoenix Mercury proprio questa notte con il punteggio di 101 a 82.

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Inizia la stagione!

Non è semplice iniziare negli USA il proprio campionato in concomitanza con le finali Nba, che sono l’evento più seguito dello sport americano dopo il Superbowl di football. Questo è quello che affrontano tutti gli anni le ragazze della WNBA, il campionato femminile di basket americano, le quali in sordina iniziano un’avventura interessante che ancora non riesce a decollare come gli organizzatori vorrebbero.

Quest’anno Seattle si presenta come la favorita e potrebbe ripetersi bissando il successo dello scorso anno quando vinse 3 a 0 la finale contro Atlanta. Una finale molto equilibrata e ad altissimo livello.
Guidate dai punti di Camille Little e Lauren Jackson, dagli assist di Sue Bird (già 10 nella prima partita di campionato) sono pronte a lottare anche quest’anno visto che le avversarie sono più agguerrite che mai.
Connecticut, Indiana, New York, San Antonio, Los Angeles e naturalmente Atlanta (pronta per la rivincita dello scorso anno) sono le avversarie più accreditate.

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Addio Margo!!

È morta a soli 37 anni Małgorzata Dydek, stella della Wnba, campionessa d’Europa con la Polonia nel ’99 e premiata quell’anno come miglior giocatrice della stagione. La campionessa, nota anche per essere stata la giocatrice più alta della storia della Wnba con i suoi 213 centimetri, aveva lasciato il campo per diventare allenatrice e al momento era coach del Northside Wizards nella Queensland Basketball League. Nella Wnba era stata pivot di Utah Starzz, San Antonio Silver Stars, Connecticut Sun e Los Angeles Sparks. Con i Connecticut Sun ha raggiunto la finale del 2005.

Margo, come veniva chiamata da tutti, aveva avuto un arresto cardiaco il 19 maggio nella sua casa di Brisbane, in Australia, ed era stata portata in coma farmacologico. La Dydek era al quarto mese di gravidanza. Lascia il marito David e due bambini, David di tre anni e Alex di soli sette mesi.

Una nuova statistica: 5×5

5×5 (Five-by-five in inglese) è la denominazione di una prestazione statistica di recente invenzione della pallacanestro.

Questa nuova statistica consiste nel riuscire a collezionare in una singola partita almeno 5 punti, 5 rimbalzi, 5 assist, 5 palle recuperate e 5 stoppate; è una grande dimostrazione di polivalenza e versatilità.

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Ve la ricordate Marion Jones?

Un tempo era la regina delle piste, dominatrice assoluta dell’atletica leggera anche a grazie a qualche “aiutino” illecito costatole cinque medaglie olimpiche, la sua fortuna e il carcere. Oggi, nella sua nuova vita sportiva da professionista del basket, Marion Jones è poco più di una comparsa, una “delle tante” nella Wnba, la versione al femminile della Nba.

L’ex velocista Marion Jones, ora sta con le Tulsa Shock. “Finora è stata un’esperienza umiliante” ha raccontato Marion al Chicago Tribune. Come darle torto: in 33 presenze con le Tulsa Shock, la squadra che l’ha messa sotto contratto per 35mila dollari l’anno (il minimo salariale), la 34enne Jones ha totalizzato appena 3,4 punti e 9′ minuti a partita. Per vedere il suo debutto erano accorse quasi 8000 persone; meno di un mese dopo di lei quasi non si parla più. A basket non giocava da 13 anni, quando nel 1997 chiuse la sua avventura da play dell’università di North Carolina, con cui nel 1994 aveva vinto il titolo Ncaa e tre anni dopo viaggiava a 18,6 punti a gara, miglior giocatrice dell’Atlantic Coast Conference e inserita nel quintetto ideale del basket universitario femminile. Ha ritrovato uno sport diverso, molto più fisico di quanto i suoi 68 kg le consentano di essere. “Vengo spinta facilmente, e ho dovuto imparare a guadagnarmi il mio spazio”.

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