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Playoff 2013

Parker non cerca scuse e Battier si sente benedetto dagli dei

shane battierA poche ore dalla sirena di Gara 7 tra Spurs e Heat sono molte le reazioni tra i vincitori e i vinti. Sicuramente il più deluso è Tony Parker, che aveva condotto San Antonio fino alla finale con una post season incredibile e aveva promesso a Tim Duncan di regalargli un ultimo grandioso anello. Nella sfida decisiva ha dovuto assistere agli ultimi minuti dalla panchina a causa di un infortunio, ma per la verità nei minuti in cui è stato in campo non aveva brillato come al suo solito.

«Non ho scuse e sicuramente non cercherò qualche alibi per come ho giocato», ha detto il play francese. «I miei tiri non entravano, non riuscivo a penetrare come al solito e non ho trovato il ritmo partita. Il coach ha fatto bene a tenermi fuori nel finale, non posso biasimarlo».

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Miami raddoppia! LeBron è l’MVP delle finali

miami heat championsCi si giocava una stagione in una partita e l’hanno spuntata i Miami Heat di LeBron James, che conquistano il titolo NBA per il secondo anno di fila. Sconfitti in Gara 7 gli Spurs, che crollano nel finale dopo essere stati in partita fino a un paio di minuti dalla fine. Decisiva per la squadra texana l’assenza di Tony Parker che si è visto le fasi finali della battaglia dalla panchina, a causa dell’infortunio che lo ha limitato in questa serie finale.

Partita incredibile di LeBron che si conferma un campione assoluto. Si prende sulle spalle i compagni e li conduce alla vittoria con una prestazione da 37 punti e 12 rimbalzi. 23 punti e 10 rimbalzi per Wade, al terzo anello con la maglia degli Heat, ma per gli Heat è stata decisiva anche la prova di Shane Battier, con 18 punti e 6 su 8 da 3, e Mario Charmels, che realizza una delle triple decisivi, sulla sirena del terzo quarto.

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Chris Bosh ai tifosi di Miami: «Chi non ci crede, stia a casa»

bosh tifosiA meno di 30 secondi dalla fine del 4° quarto di Gara 6, non tutta Miami credeva più negli Heat. Con i San Antonio Spurs avanti di 5 punti e a un passo dall’anello, più di un tifoso ha lasciato il suo posto. Ma invece di evitare la premiazione di Tim Duncan e compagni, si sono persi uno dei più emozionanti finali di sempre: dalla bomba di LeBron James all’errore nel libero di Kawhi Leonard, dal rimbalzo in attacco di Chris Bosh al decisivo tiro di Ray Allen che ha portato le squadre all’overtime.

Overtime che, a molti di questi “fuggitivi” pentiti, è stato poi negato dagli inservienti dell’AmericanAirlines Arena che hanno impedito loro di rientrare nel palazzetto. Un episodio che non è ovviamente sfuggito ai media americani. Ma neppure agli stessi giocatori. Che il giorno dopo, tra l’altro vigilia della fondamentale Gara 7 (in programma stanotte), hanno detto la loro.

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Miami torna dall’inferno e si prende Gara 7. Quanti rimpianti Spurs

allen g6All’inferno e ritorno. I Miami Heat ci sono ancora e portano la finale NBA a Gara 7. All’AmericanAirlines Arena, LeBron e compagni vincono al supplementare 103-100. Solo rimpianti per gli Spurs, arrivati a 5” dall’anello, dopo un +10 all’inizio dell’ultimo quarto.

Gara 6 è soprattutto il racconto degli ultimi 17 minuti, quelli del 4° quarto e dell’overtime. San Antonio avanti 75-65 dopo 3 quarti vissuti in gran parte in vantaggio avanti, merito di un paio di parzialoni e di un Tim Duncan in versione MVP. Erik Spolestra mette il quintetto preferito da LeBron James, cioè Mike Miller, Ray Allen, Mario Chalmers e Chris Andersen. Presi per mano dal King, gli Heat volano e riprendono in mano la partita.

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Atro che ritiro, Ginobili decide Gara 5. Spurs 3-2 sugli Heat

ginobili gara 5Alla faccia delle voci di ritiro. Manu Ginobili s’inventa la serata perfetta e decide Gara 5 di finale. Gli Spurs sfruttano fino alla fine il fattore campo e vincono 114-104 tornando avanti nella serie contro gli Heat. E martedì, a Miami, avranno un 1° match ball per centrare il loro 5° storico anello di campioni.

Se sarà l’ultima volta che l’AT&T Center di San Antonio avrà applaudito il campione argentino, lo si saprà nelle prossime settimane. Quello che è certo è che Manu ha tirato fuori al momento giusto una prova super: 24 punti (8 su 14 dal campo) e 10 assist.

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Popovich-Spoelstra, l’elogio della continuità

popovich spoelstraMiami Heat e San Antonio Spurs: la stagione NBA ha detto che sono loro le migliori. Merito sicuramente dei grandi campioni che compongono le 2 squadre. Ma i meriti vanno giustamente allargati anche a chi questi fenomeni li guida quotidianamente: Erik Spoelstra e Gregg Popovich.

In una stagione che, prima ancora di decretare il vincitore, ha già visto ben 12 cambi di allenatore, non sorprende che a giocarsi il titolo NBA ci siano 2 franchigie che hanno dato continuità alle loro politiche. Gregg Popovich ormai è cittadino onorario di San Antonio. Per lui sono già 17 gli anni consecutivi di permanenza agli Spurs, con 4 titoli vinti e un 5° ancora in ballo.

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James-Wade-Bosh: Miami espugna San Antonio e pareggia la serie

james wade gara 4Dalla polvere all’altare. Da un -36 a un +16. La Miami che non sbaglia mai 2 volte di fila rialza la testa e pareggia di nuovo la finale NBA. San Antonio espugnata in Gara 4 (109-93): 2-2 e anello più che mai in bilico.

A 2 giorni dalla debacle di Gara 3, gli Heat rispondono al meglio e lo fanno proprio con gli uomini messi maggiormente in discussione. Un dato su tutti emerge dalla notte texana: LeBron James, Dwyane Wade e Chris Bosh ne mettono 85 in 3, quasi gli stessi punti di tutti gli Spurs.

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San Antonio s’inventa i nuovi Big Three. Heat umiliati: -36!

spurs miami 3Questa volta, gli ultimi sono davvero stati i primi. San Antonio torna avanti nella Finale NBA e umilia letteralmente Miami in Gara 3 (113-77, +36!). E lo fa grazie ai suoi debuttanti alle gare che valgono l’anello:  Danny Green, Gary Neal e Kawhi Leonard, autentici protagonisti di un successo che potrebbe valere davvero tanto.

La serie è ora 2-1 per gli Spurs, che potranno contare su altre 2 partite all’AT&T Center e quindi chiudere potenzialmente i giochi. Sicuri però che gli Heat, e soprattutto LeBron James, non potranno sempre essere quelli visti martedì sera. Troppo brutta Miami per essere vera. Due uomini del quintetto con zero punti (Udonis Haslem e soprattutto Mario Chalmers, reduce dai 19 di Gara 2). Male uomini che spesso hanno fatto la differenza come Ray Allen (4 punti) e Chris Andersen (2). Appena sufficienti Dwyane Wade (16 punti) e Chris Bosh (12 più 10 rimbalzi). L’unico che si è confermato rispetto all’ultima vittoria è stato Mike Miller che ha messo un 5 su 5 da 3 punti e chiuso con 15 punti.

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Gli Heat non sono solo “Big Three”. Miami pareggia la finale con San Antonio

miller heat finale 2Nel momento più difficile della stagione, Erik Spoelstra ha avuto la conferma più dolce: gli Heat non sono solo LeBron James e i Big Three. Dopo aver perso Gara 1 di finale, Miami non sbaglia di nuovo e pareggia la serie con San Antonio. Spurs ricacciati indietro con un +19: 103-84.

In Florida non amano perdere e l’hanno ribadito. Da gennaio, i Campioni in carica non vanno ko 2 volte di fila e hanno confermato l’andamento in post season. Come già successo altre 4 volte (una con i Chicago Bulls in semifinale e 3 con gli Indiana Pacers nella finale della Eastern), gli Heat hanno reagito come meglio non potevano a una sconfitta. E l’hanno fatto soprattutto grazie a 2 fattori: l’apporto di tutta la squadra, anche di alcuni “insospettabili” (vedi Mike Miller, 9 punti con 3 su 3 nelle bombe) e un parziale super tra la fine del 3° quarto e l’inizio del 4°.

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Miami stecca ancora la prima. Parker trascina gli Spurs al colpaccio

parker miami 1A Miami comincia ad aleggiare la “sindrome da Gara 1”. Per la 3ª volta in questi playoff, gli Heat steccano la prima in casa e sono costretti a rincorrere. Ma questa volta il ko rischia di essere più grave, arrivato contro San Antonio all’esordio nelle finali. Gli Spurs hanno espugnato l’AmericanAirlines Arena vincendo 92-88.

Una vittoria, quella dei texani, maturata soprattutto nell’ultimo quarto. Quando si sono fatte sentire tutte le 7 partite giocate dagli Heat contro Indiana. Ed è uscita la maggior freschezza degli Spurs, reduci dal facile 4-0 contro Memphis.

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Finali NBA: i numeri di Spurs vs Heat

lebron duncan

In stagione regolare gli Heat sono in vantaggio negli scontri diretti per 2 a 0.

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Gli Heat spazzano via i Pacers e vanno in finale

miami cheerleaderMiami conquista la terza finale NBA in tre anni, con una partita perfetta, quasi mai in discussione e con una prestazione super di LeBron James e Dwyane Wade. Per il Prescelto 32 punti, una difesa su George che lo ha praticamente annullato e un’intensità impressionante; Wade è un fattore in un fondamentale che da troppo tempo aveva scordato: i rimbalzi, soprattutto in attacco dove ne raccoglie 6. Il modo migliore per gli Heat di rispondere alla prova grigia di Gara 6 e presentarsi al cospetto degli Spurs per le finali. Primo atto in programma per giovedì notte a Miami.

«Essere a questo punto per tre volte consecutive è qualcosa di grandioso», ha detto Wade, «non importava cosa fosse successo nelle prime sei gare della serie, era tutto in palio in Gara 7 e dovevamo trovare il modo di vincere questa. L’abbiamo fatto nel modo migliore». Il terzo dei Big Three, Chris Bosh, non va al ritmo degli altri due, concludendo con 3 su 13 dal campo e 9 punti, ma contribuisce alla difesa che Spoelstra adatta su Hibbert, forzando lui e gli altri Pacers nel pitturato a 21 palle perse (5 per Hibbert e 4 per West).

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