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Lockout NBA

Vediamo l’accordo raggiunto

Tutti contenti e felici, almeno stando a leggere le dichiarazioni riportate da tutti i siti, televisioni e giornali… eppure di cosa stiamo parlando? Qual’e’ l’accordo a cui siamo arrivati? Vediamo che in realtà l’accordo economico è un vero e proprio calcolo, astruso, matematico. Cerchiamo di capirlo insieme…

Tutto partiva dalla suddivisione degli introiti della lega, il BRI. Si è arrivati praticamente ad un 50/50 ma variabile a seconda dei risultati ottenuti rispetto alle previsioni con i giocatori che si troverebbero a ricevere il 49% in caso di andamento economico della Lega negativo e il 51% in caso di successo. Solo nel primo anno dell’accordo vale una quota garantita al 51,15% per i giocatori. Lo stipendio si riduce (per quest’anno, visto il numero di partite ridotte) all’80% di quanto previsto.

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Fine del lockout: le reazioni a caldo!

Erano le 3 di mattina a New York quando i rappresentanti di giocatori e proprietari si sono stretti la mano a sancire mesi di gioco di parti, rancori, scorrettezze reciproche.

La sessione di negoziazione ha rischiato di essere annullata nei primi istanti della riunione risolutiva di venerdì sera quando l’avvocato dei giocatori, Jeffrey Kessler, ha detto a Stern e al team di negoziazione della NBA che i giocatori volevano tornare a una divisione 51 percento dei ricavi, una proposta che il presidente della commissione rapporti di lavoro Peter Holt e vice commissario Adam Silver hanno definito “inaccettabile” abbandonando la sala conferenze.

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Il lockout è finito. Finisce un incubo!

BYE BYE LOCKOUT!

Finalmente se ne va un incubo. Sono quasi 5 mesi che aspettiamo di poter dare questa lieta notizia. E finalmente possiamo darla. Con tutta la gioia degli appassionati che non vedono l’ora di tornare a parlare di basket giocato, non soli di giochetti di palazzo, voci di corridoio e notizie di mercato. Non capita spesso di dare notizie così importanti e non c’è da nascondere che c’è un filo di emozione nello scriverne..

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LOCK OUT FINITO: è tutto vero!!!

L’accordo di massima è stato raggiunto al termine di una riunione durata 15 ore, ma deve ancora essere ratificato da ambo le parti.

Per sancire l’accordo le due parti hanno bisogno della maggioranza al loro interno. I proprietari delle squadre Nba hanno bisogno di 15 voti su 29, mentre l’associazione dei giocatori ha bisogno di una maggioranza semplice degli oltre 430 membri.

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Colloqui in atto per evitare il naufragio della NBA

Notizie dal profondo (baratro del lockout, ndr). Secondo alcune fonti, sarebbero in corso da martedì (e continueranno anche nel giorno del Ringraziamento, ndr) alcuni meeting tra rappresentanti legali di giocatori e proprietari per cercare di risolvere la questione del contratto collettivo e trovare un accordo che consenta di portare a termine una stagione da 66 partite.

Al momento i colloqui sono volti a risolvere la grana del ricorso al tribunale: i giocatori hanno fatto ricorso in un tribunale in Minnesota mentre, come ricorderete, i proprietari li hanno anticipati chiedendo un parere al tribunale di New York cercando di farsi dichiarare il blocco legale. Allora il giudice si dichiarò incompetente nel giudicare, riservandosi di intervenire in caso di scioglimento del sindacato. Siamo quindi in attesa di novità.

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Il mistero degli anelli perduti

Il destino ha voluto giocare un pessimo tiro ai campioni NBA in carica dei Mavs. Tradizione vuole che i campioni ricevano i propri anelli in una cerimonia ad hoc durante la serata di apertura della stagione NBA, ma di una serata d’apertura per ora non se ne è vista l’ombra (e nulla lascia sperare ce ne sarà una, ndr) e degli anelli che sarebbero dovuti essere loro consegnati ormai 3 settimane fa, non se ne sa nulla.

Il più rassegnato, sconfortato ma non per questo poco lucido è sembrato Deshawn Stevenson che a margine di una partita di beneficenza ha detto: Continua a leggere

Jordan/Wade: nemici/amici

Se si vuole cercare il protagonista negativo di questo lockout è probabile che sia Michael Jordan, proprietario dei Bobcats ma ancora giocatore più famoso del mondo. Leader della fazione “oltranzista” dei proprietari, non è sembrato animato da buona fede nel portare avanti le trattative, sempre se abbia mai voluto realmente negoziare.

Dall’altro lato invece, c’è Dwayne Wade che si è distinto nella ricerca di un compromesso valido. Rimarrà fisso nella memoria il confronto che ha avuto con Stern durante uno dei meeting e che ha portato ad una delle firme di questi mesi. Ma il desiderio di rispetto da parte dei proprietari non ha impedito a Wade di continuare a lavorare (e anzi a rafforzare il suo impegno, ndr) come testimonial del marchio Jordan/Nike.

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Stagione cancellata? E chi se ne frega…

Diario di bordo della NBA.

Siamo ormai al quinto mese di lockout, questa settimana i giocatori hanno perso il loro primo “paycheck” e lunedì l’ “inverno nucleare della NBA” è cominciato con i giocatori che hanno votato per lo scioglimento del sindacato e, di fatto, per portare la questione in tribunale. Dalla data di fondazione della NBA mai l’ipotesi di cancellazione di una stagione è stata così probabile.

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LOCKOUT: perché è giusto non aver fatto votare i giocatori

E’ difficile restare lucidi quando si deve commentare la notizia che probabilmente il campionato di basket più amato e spettacolare (e quindi seguito, ndr) del mondo sta per essere cancellato ma è uno sforzo che si deve fare.

La decisione di non portare al voto dell’assembla plenaria dei giocatori è stato uno degli aspetti più interessanti nel rifiuto da parte del sindacato dei giocatori dell’ultima proposta spazzatura da parte dei proprietari. Perché, se questa è l’ultima offerta della NBA, non sarebbe stato giusto che fossero i giocatori a decidere se era accettarla o rifiutarla?

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Adios NBA

E’ stato un weekend di “passione” per Billy Hunter: un occhio sul tavolo all’offerta di Stern, un’orecchio al telefono dove sempre più giocatori e agenti chiamavano inferociti minacciando di aderire alla petizione per lo scioglimento del sindacato. Gli avrebbero tolto l’elevato ingaggio che gli spettava come direttore esecutivo?

Anche i proprietari  hanno la loro parte di responsabilità: “si sono lavorati” Hunter ben benino, lasciandolo con una proposta di contratto ai limiti dell’impresentabile con la richiesta (non proprio amichevole, ndr) di tornare tutti a lavorare. Non pensavano di ricevere dai giocatori una risposta tanto caparbia.

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LOCKOUT: i giocatori rifiutano l’offerta. Addio stagione?

I giocatori hanno deciso di rifiutare l’ultima offerta di contratto della NBA e dalla fine della riunione di ieri, tra i rappresentati dei giocatori di tutte le squadre, il sindacato non farà più le veci degli atleti della NBA.

Si prospetta ora una serie di cause anti-trust alla NBA e ai suoi proprietari e la probabile conseguente cancellazione dell’intera stagione.

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Lockout: qualcosa comincia a muoversi

La resa dei conti è ormai arrivata. Dopo altre 11 ore di trattative, Nba, proprietari e Associazione Giocatori si sono lasciati con una proposta definitiva formulata dal commissioner David Stern per arrivare ad un accordo sul nuovo contratto collettivo, sollevare il lockout e quindi cominciare finalmente a giocare. Si parla di una divisione attorno al 50-50 per quanto riguarda gli introiti, ma l’Nba avrebbe fatto alcune concessioni all’interno del sistema salariale per le squadre che già sono oltre il salary cap. Ora la palla passa al sindacato, che tra lunedì e martedì prossimo farà una riunione con i rappresentanti di ciascuna delle 30 squadre per decidere se accettare o meno l’ultimatum di Stern: in caso di risposta positiva, è già pronta una regular season da 72 partite (invece che 82) che prenderà il via il 15 dicembre.

In caso di risposta negativa, la stagione rischia di saltare del tutto, anche perchè la Nba tornerà alla proposta originale di 53-47 sulla divisione dei guadagni e un sistema salariale rigido che non permette eccezioni. Sempre d’attualità anche la posizione dei giocatori cosiddetti “ribelli”, capitanati Paul Pierce, che potrebbero andare avanti sulla strada della “decertificazione”, ovvero la richiesta di scioglimento del sindacato.

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