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La gestione del figlio Austin alla base della rottura tra coach Rivers e Chris Paul

paul rivers clippersUna trade che ha spiazzato tutti quella che ha visto Chris Paul trasferirsi da Los Angeles a Houston, per raggiungere il suo amico James Harden ai Rockets. Dal momento in cui è trapelata la notizia si sono rincorse le voci riguardo ai motivi di una partenza che molti davano per probabile.

È il giornalista di SportsCenter Michael Eaves a rivelare che la causa principale dello scontento del play ex Hornets sarebbe la gestione di Austin Rivers da parte del padre Doc, head coach dei Clippers dal 2013. Un risentimento, secondo Eaves, che avrebbe distrutto l’armonia nello spogliatoio e che si è visto in campo, specialmente nel finale di stagione.

Sembra che Doc sia stato inflessibile nei confronti di tutti i membri del roster per alcuni atteggiamenti, in allenamento e durante le partite, ma che abbia chiuso un occhio per gli stessi quando il protagonista era Austin. In più sembra che i Knicks abbiano, nel corso del mercato invernale, proposto una trade ai Clippers offrendo Carmelo Anthony e Sasha Vujacic in cambio di Jamal Crawford, Paul Pierce e Austin Rivers, ma che Doc abbia detto di no. Questo ha portato CP3 a pensare che il suo allenatore privilegiasse più suo figlio rispetto all’esigenza di miglioramento della squadra.

Sono tutte supposizioni stando a quanto dichiarato proprio da Doc Rivers nella giornata di ieri: «Paul ci ha lasciati perché voleva giocare con Harden. Questa è la verità e ovviamente io avrei preferito che rimanesse con noi, ma sono contento per lui e soddisfatto di quello che i Clippers hanno ottenuto in cambio. Ho sentito le voci riguardo a un litigio con Griffin, DeAndre Jordan e mio figlio e non voglio commentarle perché sono tutte invenzioni. Ha lasciato Los Angeles perché vuole provare a vincere da un’altra parte».

Anche Austin e la sorella Callie hanno mostrato il loro dissenso riguardo queste illazioni su Twitter:

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