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Il salary cap è di 2 milioni inferiore alle previsioni, Cavs e Warriors nei guai?

adam silverLa NBA ha inviato a tutte le squadre una nota in cui rende ufficiale la cifra del nuovo salary cap, per la stagione 2017/18. 99 milioni la somma che le squadre sono tenute a non superare, quindi di 2 milioni inferiore a quella stimata in aprile. La luxury tax (somma che le squadre possono arrivare a spendere, comprese le eccezioni legate ai rinnovi) passa da 121 milioni a 119.

La formula che la NBA utilizza per calcolare il salary cap si basa sui ricavi della lega nella passata stagione e a farli diminuire sembra essere stato il basso numero di partite nei playoff.

Il salary cap aumenta di 5 milioni rispetto alla scorsa stagione, ma meno di quanto tutti si aspettavano. Una previsione di inizio anno lo dava addirittura sui 108 milioni.

Può sembrare un particolare inutile, ma non è così, soprattutto per le squadre che si stanno impegnando a trattenere i pezzi pregiati o accontentare le stelle in fase di rinnovo. Se i Cavaliers vogliono migliorarsi e acquistare un altro big da aggiungere al trio (LeBron, Irving e Love), hanno bisogno di più soldi possibili.

I Golden State Warriors sono alle prese con molti rinnovi (Curry, Iguodala e Livingston prima di tutto), dovendo trattenere Kevin Durant e negli “incastri” a volte si arriva a calcolare il centesimo.

Situazione simile quella degli Spurs, che vogliono aggiungere un All-Star del calibro di Chris Paul, ma devono prima creargli spazio.

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