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Butler ai Timberwolves per LaVine e Dunn, l’unica sorpresa della notte del Draft

Markelle FultzTutto è andato come da previsioni, i Philadelphia 76ers con la prima scelta al Draft 2017 hanno scelto il play dalla DeMatha High School Markelle Fultz. Esattamente il motivo per il quale hanno scambiato la terza scelta con la prima dei Boston Celtics, che (sempre come da previsioni) hanno scelto Jayson Tatum, un giocatore più versatile, che può giocare da 3 o da 4, quindi più funzionale al progetto rispetto a Fultz, che rischiava di essere solo un sostituto di Isaiah Thomas.

Nel mezzo i Lakers hanno scelto alla seconda chiamata Lonzo Ball, il giovane più chiacchierato, forse più per l’esuberanza del padre che per meriti, ma sicuramente uno dei pochi talenti presenti a questo Draft.

Forse mai come quest’anno l’attenzione dei media e soprattutto delle squadre non era tanto sul giovane da poter inserire in roster, ma molto di più sulle trattative e gli scambi che ci hanno girato intorno. Era dal 1993 che una squadra non scambiava la prima scelta, anno in cui i Magic hanno scelto Chris Webber per poi spedirlo agli Warriors per Penny Hardaway.

Molte le trattative in ballo fino agli ultimi secondi prima della prima chiamata, ma l’unica ad andare in porto è stata quella tra Bulls e Timberwolves, legati da Tom Thibodeau, ex allenatore di Chicago e ora a Minnesota.

Jimmy Butler, protagonista delle avance di molte tra le squadre più forti della lega, troverà nuovamente Thibodeau e in cambio i T’wolves hanno spedito a Chicago Kris Dunn (che doveva essere il nuovo play titolare al posto di Ricky Rubio), Zach LaVine e la settima scelta al Draft, con la quale i T’wolves hanno selezionato Lauri Markkanen, lungo da Arizona, con buone qualità soprattutto nel tiro da tre, ma con tanto lavoro ancora da fare.

C’è delusione tra i tifosi dei Bulls, che nel giro di due anni hanno dovuto dire addio prima a Derrick Rose e Joakim Noah e poi al leader della squadra Butler. La trade però va vista con un ottica di rinnovamento, quantomai necessario in un gruppo che sembrava ormai demotivato. Dwyane Wade, che ha fatto sapere di voler restare, farà da guida e nuovo leader per un gruppo decisamente ringiovanito.

A Minnesota al contrario l’entusiasmo cresce. Andrew Wiggins (Rookie of the Year nel 2015) e Karl-Anthony Towns (Rookie of the Year nel 2016) ora possono contare su un All-Star che può dare un’altra dimensione al roster, il tutto sotto la guida di un coach esperto e che da sempre ha saputo valorizzare i giovani.

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