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Warriors a valanga sugli Spurs, Popovich: «Non ci abbiamo creduto, mi aspetto una squadra diversa in Gara 3»

Kevin Durant,Stephen CurryPartita senza storia quella che permette ai Golden State Warriors di portarsi sul 2 a 0 nella serie contro i San Antonio Spurs. L’assenza di Kawhi Leonard ha pesato prima di tutto sul morale degli Spurs, che non hanno neanche provato a lottare e alla sirena hanno visto gli avversari chiudere sul 136 a 100.

Già dopo i primi 12 minuti la partita è finita, con gli Warriors in vantaggio 33 a 16 e Stephen Curry autore di 15 punti con 4 su 5 da tre, il resto della gara è praticamente un lunghissimo garbage time, nel quale c’è gloria per la panchina di Golden State, che arriva a collezionare ben 63 punti e per il rookie Patrick McCaw, che mette a referto 18 punti e 5 assist.

«Non ci abbiamo creduto e non credo che sia colpa di un singolo giocatore», ha detto coach Gregg Popovich, «credo che psicologicamente la squadra sia depressa e lo si è visto fin dall’inizio. Abbiamo bisogno di uno schiaffo in faccia per riprenderci. Pretendo una reazione e una squadra diversa in Gara 3».

Il primo a finire sul banco degli imputati è LaMarcus Aldridge, che dopo i 28 punti di Gara 1 si ferma a soli 8 punti su 11 conclusioni tentate: «Deve aiutare la squadra mettendo punti, non può essere timido. Ha rifiutato alcuni tiri nel primo quarto ed è una cosa che non deve fare. Credo che anche lui abbia una grossa responsabilità in Gara 3, deve dimostrare qualcosa a lui e ai compagni».

La speranza per gli Spurs è di poter recuperare Kawhi Leonard, importante dal punto di vista dell’enorme contributo in campo, ma a questo punto soprattutto l’unico in grado di dare una scossa a una squadra che sembra già aver mollato.

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