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Scambio di accuse tra Celtics e Wizards: IT: «Hanno iniziato loro», Beal: «Vogliono il gioco duro? L’avranno»

isaiah-thomas-john-wallUna rivalità dal sapore di anni ’80 quella tra Boston Celtics e Washington Wizards, che prima se le erano promesse e ora se le stanno dando nella semifinale della Eastern Conference. Gli attriti sono diventati fin troppo evidenti da una partita di inizio gennaio, vinta dai Celtics in casa. Subito dopo la sirena, mentre le squadre si avviavano verso le proprie panchine, John Wall e Jae Crowder si sono confrontati duramente faccia a faccia ed è volata anche qualche manata.

Quando poi a fine gennaio era Washington a ospitare un altro confronto tra le due squadre, i giocatori degli Wizards si sono presentati all’arena tutti vestiti di nero, per quello che loro definivano un “funerale”. Partita vinta dagli Wizards e animi sempre più accesi.

Isaiah Thomas, che aveva minimizzato le tensioni in regular season, oggi, dopo la guerra di Gara 3 si corregge: «Loro non ci piacciono e noi non piacciamo a loro».

«Hanno iniziato loro a picchiare», ha continuato Thomas, «normalmente gli arbitri concedono alla squadra più fisica un gioco di questo tipo per tutta la partita, se al primo episodio ci passano sopra».

Wall, tra i più “chiacchieroni” in campo, dimostrando di essere a proprio agio in ambito di “trash talking”, ha replicato: «Finché nessuno oltrepassa il limite, cercando solamente di far male all’avversario, siamo nel basket. Falli, duri, trash talking, sono cose che fanno parte del gioco».

Bradley Beal, autore di una delle simulazioni più belle di questi playoff, ha detto: «Colpi e trattenute fanno parte del gioco e questo è il modo in cui loro hanno deciso di metterci sotto. Vogliono il gioco fisico e noi sappiamo farlo. Dobbiamo essere duri, colpirli quando serve, farlo in modo pulito, ma allo stesso tempo farci sentire».

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