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I Jazz eliminano i Clippers e si preparano per gli Warriors, si chiude la carriera di Paul Pierce

Paul-Pierce-Clippers-JazzAlla fine gli Utah Jazz di coach Quin Snyder passano l’esame di maturità. Dopo aver sprecato l’occasione di chiudere la serie in casa, lo fanno in Gara 7 a casa dei Los Angeles Clippers, vincendo 104 a 91. Tutto sommato una qualificazione meritata per la squadra che ha mostrato una migliore organizzazione di gioco e approfittato dell’infortunio di Blake Griffin, costruendo intorno a Chris Paul e J.J. Redick una gabbia difensiva che ha limitato il primo e escluso totalmente il secondo dal gioco.

Il condottiero di questi Jazz è Gordon Hayward, in NBA da 6 anni e testimone dell’impressionante crescita della squadra che negli anni ’90 si lottava il titolo con i Bulls di Jordan.

«Abbiamo passato momenti molto difficili», ha detto proprio Hayward, autore di 26 punti con 8 rimbalzi, «ma è bellissimo pensare che siamo partiti da una stagione con sole 25 vittorie (2013/14), per arrivare a fare i playoff e vincere una serie».

I Clippers, per l’ennesima volta rimaneggiati dagli infortuni ai playoff, chiudono l’ennesima stagione con l’amaro in bocca. C’è la sensazione che il gruppo possa portare a qualcosa, ma poi però puntualmente sul campo arrivano le delusioni. Il blocco centrale della squadra sembra che voglia essere confermato per l’anno prossimo, ma forse è il caso di pensare a una rivoluzione, per evitare di buttare un altro anno.

Chi sicuramente non ci sarà è Paul Pierce, che ieri ha giocato l’ultima partita di 19 anni di carriera NBA, avendo già dichiarato il ritiro a inizio stagione. «È brutto perdere così è difficile da sopportare, ma che vi devo dire? È comunque stato bello poter giocare e lottare con questi ragazzi. Io non ho rimpianti, perché oggi come ogni singolo giorno ho messo in campo quello che avevo».

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