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Coach Lue: «Tutti vogliono vedere Cavs contro Warriors, come ai tempi Celtics contro Lakers»

magic birdPaese che vai, sport che segui e rivalità che trovi. Capita ovunque ed è una delle costanti di qualsiasi disciplina: alla fine a monopolizzare il campo sono sempre e solo un paio di franchigie. Poco importa che nel corso di un paio di anni protagonisti e rapporti di forza possano cambiare, alla fine è sempre e solo così.

Del resto chi segue l’NBA sa bene che per il terzo anno di fila le Finals saranno capitalizzate ancora dal duo Warriors – Cavs. Un pericolo per alcuni puristi e teorici del basket, mentre una cosa normale per altri che in fondo in fondo, come Kobe, non ci vedono nulla di male ma anzi il giusto tributo al proprio talento.

Un po’ come ha detto lo stesso allenatore dei Cavs Tyronn Lue che, nonostante sia di parte, ha spiegato con molta chiarezza quale sia il suo punto di vista: «Non penso che sia un problema, molte persone ai tempi volevano vedere e rivedere scontrarsi sempre Celtics e Lakers. Oggi invece chiedono Cleveland contro Golden State. E non è certo un rischio o chissà cosa visto che parliamo di due delle squadre che giocano il miglior basket del momento».

E la sua riflessione non si ferma certo qui visto che con un pensiero ad alta voce molto malizioso ha affermato che una disfatta di queste due franchigie sarebbe stata una cosa positiva sino allo scorso anno, finals e “remuntada” dei Cavs in gara 4 esclusi: indici di ascolto alla mano delle ultime quattro partite, parliamo di uno dei più alti share mai fatti prima d’ora.

Riprendendo quindi le parole di tanti altri, per Lue «non si può demonizzare e non si capisce perché dovrebbe essere negativo per il basket». Ma è ovvio che tanto successo non vuol dire avere solo tanti tifosi ma anche, e soprattutto, tanti detrattori.

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