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Accadde oggi: 27 maggio 1991 e 1996, partono i due three-peat dei Bulls

nbaitalianews jordan pippen 1992La storia dei Bulls è contrassegnata dai due storici three-peat. Il primo dal 1991 al 1993, il secondo dal 1996 al 1998. Oltre ad essere contrassegnati dalla firma di Michael Jordan, entrambi hanno un fatto comune: sono partiti il 27 maggio. Sia nel 1991 che nel 1996, Chicago vince il titolo della Eastern Conference e si lancia alla caccia dell’anello.

Il primo è appunto datato 1991. Dopo vari tentativi, Jordan riesce finalmente a portare i suoi all’ultimo atto dell’NBA. L’anno è quello buono e i Bulls non danno mai l’impressione di sbandare. Vincono la regular season con con un bilancio di 61 successi e 21 sconfitte. E nei playoff non fanno sconti a nessuno. Prima il 3-0 ai Knicks, poi il 4-1 ai 76ers. L’ultimo ostacolo è rappresentato dai Pistons campioni in carica. In palio non c’è solo la vittoria della Conference e un posto in finale, ma i Bulls devono cancellare anche il ko dell’anno prima.

Tale è la carica che Detroit viene spazzata via senza appelli. Subito due successi casalinghi, poi la vittoria in trasferta in Gara 3. Il 27 maggio si respira già aria di fine dei giochi. E così è. I Bulls non lasciano nulla al caso e vincono di 115-94. Jordan ne mette 29, Pippen 23 e 10 assist, Horace Grant ne aggiunge 16. Dall’altra parte, Isiah Thomas ne segna 16 ma ormai il destino dei Pistons è segnato. Il loro regno, durato due anni, è finito. Ora inizia quello dei Bulls che annienteranno anche i Lakers nelle Finals (4-1) e porteranno a casa il primo storico titolo.

Cinque anni dopo, nel 1996, sono cambiate molte cose. Dopo il primo three-peat, Jordan si è dato al baseball ed è tornato al basket. Più affamato che mai. I Bulls 1995/96 sono davvero una macchina da guerra, capace di vincere 72 partite in fase regolare e di lasciare un solo successo nei primi due turni di post season (3-0 agli Heat e 4-1 ai Knicks). In finale di Conference ci sono gli Orlando Magic di Shaquille O’Neal, ma il trattamento è lo stesso.

Subito 3-0 e il 27 maggio c’è il match point, da giocarsi in Florida. I Magic hanno il merito di provarci, chiudono il primo tempo sopra di 9 ma finiscono per cedere di 5: 106-101. Shaq e Anfernee Hardaway ne mettono 56 in coppia ma non è sufficiente. Jordan, da solo, ne segna 45. A cui si aggiungono i 12 di Pippen, i 16 di Harper e i 14 rimbalzi di Dennis Rodman. Nelle Finals, i SuperSonics riusciranno a vincerne almeno 2 di gare, ma il titolo NBA è la logica conseguenza della strepitosa annata dei Bulls. Il seconde three-peat è appena iniziato.

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