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Accadde oggi: 20 maggio 1995, i Rockets eliminano i Suns e proseguono il sogno

nbaitalianews rockets 1995C’è un luogo comune nello sport: vincere è difficile, confermarsi ancora di più. Nella stagione 1994/95, sono gli Houston Rockets a doversi confrontare con questo assioma. Vinto il primo storico titolo, i texani fanno molta fatica a giocare con tutti gli occhi puntati addosso. Finita la regular season al 6° posto a Ovest (con 47 vittorie e 35 sconfitte), i campioni si confermano tali al momento di affrontare le gare da dentro o fuori. A farne le spese saranno, nell’ordine, Utah, Suns e Spurs. Il 20 maggio si chiude la serie con Phoenix, con il successo in trasferta in Gara 7: 115-114.

Si diceva del cammino dei Rockets. A febbraio, è accaduto un fatto non proprio irrilevante. La franchigia decide di sacrificare Otis Thorpe, uno dei protagonisti della cavalcata di pochi mesi prima. Ma il sacrificio vale eccome, considerata che la contropartita si chiama Clyde Drexler. Il talento dei Trail Blazers ha lasciato Portland per inseguire un sogno chiamato anello. Un sogno che si realizzerà in neppure 4 mesi.

Come detto, Houston inizia a correre nella post season. Al primo turno, a farne le spese sono gli Utah Jazz, terzi con un ruolino di 60 vittorie: 3-2 e la corsa dei campioni continua. In semifinale ecco i Suns di Barkley, con 59 vittorie nel ruolino di marcia. Sir Charles e compagni sono a un passo da eliminare i detentori dell’anello: vanno avanti 3-1 ma non porteranno mai a casa il quarto punto. I Rockets si riportano sul 3-3 e il 20 maggio vanno a giocarsi il tutto per tutto in Arizona per Gara 7.

L’ultimo match rispecchia fedelmente la serie. Phoenix è avanti di 13 nel primo quarto ma non ha il cosiddetto killer instinct. Dopo l’intervallo, Houston si rimette in carreggiata, segna 40 punti nel terzo quarto e vince di una sola lunghezza: 115-114. Olajuwon è il solito trascinatore con 29 punti e 11 rimbalzi, ma Drexler conferma il perché del suo acquisto: ne segna altri 29 con 8 rimbalzi. Sam Cassell ne segna altri 18 e chiude i giochi. Ai Suns non bastano le prove da 46 punti e 10 rimbalzi di Kevin Johnson e da 18 punti e 23 rimbalzi di Barkley. Non basta neppure l’esperienza di un pluricampione quale Danny Ainge: i suoi 19 punti aumentano solo i rimpianti per l’occasione sprecata.

Il capolavoro di Houston non si ferma qui. Nella finale della Western, anche gli Spurs testa di serie numero uno saranno messi in riga. Senza dover ricorrere a Gara 7. E a confermare il dominio delle squadre dell’Ovest ci faranno le Finals, a senso unico. Gli Orlando Magic di Shaq saranno spazzati via in 4 partite. I Rockets serviranno il bis, giusto in tempo. Perché sul pianeta NBA è appena ritornato l’extraterrestre Michael Jordan e il successivo triennio sarà un’altra dittatura dei Bulls.

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