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Houston sul 3 a 1 con OKC, ma Westbrook difende i compagni. I Jazz 2 a 2 coi Clippers trascinati da Johnson

nene-hilario-game-4-okcGli Oklahoma City Thunder sono stati sopra per i primi tre quarti e hanno provato nel finale a riacciuffare la partita, ma alla fine gli Houston Rockets possono festeggiare il 3 a 1 nella serie, vincendo 113 a 109. Russell Westbrook, che ha archiviato l’ennesima tripla doppia già all’intervallo, è il solo dopo Wilt Chamberlain a metterne a segno 3 consecutive ai playoff.

È chiaro che i Thunder siano dipendenti dal play, che fa tutto da solo e quello che può per trascinare la squadra. I numeri sono impietosi verso OKC quando è in panchina, ma al giornalista che glielo ha fatto notare ha risposto:

«Non permetto a nessuno di metterci uno contro l’altro. Non interessa se sono io in campo o qualcun altro, siamo una squadra e siamo tutti insieme». Steven Adams, che era l’originale destinatario della domanda sottoscrive le parole del suo leader.

I Rockets invece scoprono una nuova risorsa: il brasiliano Nene. Per lui 28 punti in uscita dalla panchina e le parole di elogio di James Harden: «È un vero veterano. Ha lavorato molto per avere testa e corpo pronti per partite come questa. Stanotte si è visto come il lavoro paghi».

Harden ha dichiarato di aver giocato nonostante un infortunio alla caviglia, che però non dovrebbe pregiudicarne la presenza in Gara 5 davanti al pubblico di Houston.

Vanno a Gara 5, ma sul 2 a 2, gli Utah Jazz che approfittano dell’infortunio di Blake Griffin e vincono 105 a 98 trascinati da un Joe Johnson da 28 punti. L’autore del canestro che ha deciso Gara 1 lascia ancora il segno su questa serie, la buona notizia per Utah è che è tornato il centro titolare Rudy Gobert.

Gordon Hayward ha giocato solo 9 minuti a causa di un avvelenamento da cibo, ma alla prossima ci sarà.

Playoff maledetti per i Clippers che anche quest’anno devono fare i conti con gli infortuni. Chris Paul non vuole alibi e dichiara: «Avevamo la partita in mano, indipendentemente dagli infortuni. Quello è il momento in cui io devo prendere il controllo, sono il playmaker. Eravamo qui per riprenderci il vantaggio del campo, potevamo vincerne due, ma va bene così».

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