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Accadde oggi: 9 aprile, quanti trionfi per i Boston Celtics

nbaitalianews celtics trionfiSe c’è una data che a Boston non possono dimenticare è quella del 9 aprile. A cavallo tra la fine degli anni ‘50 e l’inizio dei ‘60, i Celtics schiacciasassi hanno spesso gioito in questa giornata. L’album dei ricordi dedica ben tre pagine, legate agli anni 1959, 1960 e 1964, in cui sono arrivati due anelli e un titolo della Eastern Division.

Ma andiamo per ordine. Nel 1959, i Celtics hanno ancora il dente avvelenato per il ko patito l’anno prima contro i St. Louis Hawks. Marciano spediti in regular season e soffrono non poco per avere la meglio dei Syracuse Nationals nell’ultimo atto della Eastern. Alle Finals non ci sono però gli Hawks ma i Lakers, vogliosi di rinverdire i successi del recente passato. Ma contro Boston non c’è storia: 4-0. Il suggello arriva appunto il 9 aprile, a Minneapolis. Finisce 118-113, con 29 punti di Bill Sherman, 24 di Frank Ramsey, i 23 di Tom Heinsohn e i 15 di Bill Russell, a rendere vani i 30 del rookie dell’anno Elgin Baylor.

I Celtics non hanno nessuna intenzione di sfilarsi presto l’anello. Per questo danno vita a uno dei più lunghi periodi di dominio che la storia dello sport possa ricordare. Nel 1960 è già bis, festeggiato di nuovo il 9 aprile. Questa volta, se possibile, il trionfo è ancora più bello. Perché arriva in casa, in modo più sofferto e ha il sapore della vendetta. Annientate sul nascere le velleità del nuovo astro nascente Wilt Chamberlain (mvp, rookie dell’anno, miglior realizzatore e rimbalzista) e dei suoi Philadelphia Warriors, Boston torna a giocarsi il titolo contro gli Hawks. Un titolo che necessita di 7 partite per essere assegnato. Al Garden, l’ultimo atto è quasi un monologo dei padroni di casa che vincono 122-103. Bob Pettit (22 punti) può poco contro la banda dei soliti noti: Ramsey ne mette 24, Russell e Heinsohn 22, Bob Cousy 19.

Quattro anni dopo, nel 1964, la festa è per un titolo solo parziale. Anche se la conquista dello scettro a Est ha quasi lo stesso sapore del successo finale. Prima di sculacciare nelle Finals gli Warriors, nel frattempo traslocati a San Francisco e nella Western, Boston deve superare le velleità dei Cincinnati Royals dell’mvp Oscar Robertson e del rookie dell’anno Jerry Lucas. Finisce con un netto 4-1, con il suggello finale di nuovo in casa: 109-95. Robertson ne mette 24, ma non basta. Questa volta il protagonista è Sam Jones che chiude con 23, Russell (20) e Heinsohn (19) sono sempre sul pezzo. In più i Celtics ora possono contare anche sull’astro nascente John Havlicek, che festeggia con un giorno di ritardo il 24° compleanno mettendo 13 punti e ipotecando il suo secondo anello. E sesto consecutivo per Boston.

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