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Accadde oggi: 27 aprile 1997, Jordan fa 55 e spinge i Bulls verso l’ennesimo trionfo

nbaitalianews jordan pippen rodman 1997Il 27 aprile 1997, l’NBA vive l’ennesima giornata all’insegna di Michael Jordan. Il fenomeno dei Bulls ha dimenticato la parentesi nel baseball e sta trascinando i Bulls all’ennesimo titolo. Quello vinto in maniera più netta e perentoria. Dopo aver monopolizzato la regular season con 69 vittorie, Chicago inizia a dominare anche i playoff. La prima vittima sul cammino è Washington, spazzata via in 3 partite. Nella serie, spicca soprattutto Gara 2, giocata proprio 20 anni fa, finita 109-104 con 55 punti di Air Mike.

Praticamente nessuno dà chance ai Bullets di fare l’impresa. Non solo per la forza dei Bulls, ma soprattutto per le 25 vittorie in meno ottenute in fase regolare. Il pronostico non salta, ma Washington si rivela un osso duro. In Gara 1, i campioni in carica vincono di 8. In Gara 2, sempre a Chicago, ci vuole il miglior Jordan: 55 punti, 22 su 35 al tiro, 10 su 10 ai liberi. Solo Scottie Pippen con 14 e Ron Harper con 10 entrano in doppia cifra.

I Bullets se la giocano fino alla fine, pagando a caro prezzo un terzo quarto da -13. Ben 3 i Capitolini che superano quota 20: Calbert Cheaney 26, Tracy Murray 22 e Chris Webber 21. Ma non è sufficiente. Così come non sarà sufficiente un’ottima Gara 3 in casa tre giorni dopo, persa di un solo punto.

Chicago continuerà inesorabile la propria marcia. Hawks in semifinale e Heat in finale di Conference riusciranno appena a strappare una vittoria. Poco meglio gli Utah Jazz dell’mvp Karl Malone nelle Finals: 4-2 e 5° titolo per i Bulls e per Sua Maestà. E il conto proseguirà anche la stagione successiva.

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