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Accadde oggi: 11 aprile 1967, i 76ers mettono fine alla dittatura dei Celtics

nbaitalianews chamberlain 1967Il giorno 11 aprile 1967 ha una rilevanza storica per tutta la NBA. Anzi, per quasi tutta la NBA esclusi i Celtics. Dopo 8 titoli consecutivi e quasi 10 anni di Finals come traguardo minimo, Boston cede lo scettro. Fatale l’ultimo atto della Eastern Division contro Philadelphia. I 76ers si impongono 4-1 e chiudono i giochi proprio in questa giornata, in casa e piuttosto nettamente: 140-116.

Sono i 76ers di Wilt Chamberlain, da pochi anni rientrato nella natìa Pennsylvania dopo aver lasciato gli Warriors ormai di casa a San Francisco. Philadelphia fa meglio dei pluricampioni già in regular season e, dopo aver estromesso Syracuse al primo turno, può contare anche sul fattore campo. Che però non diventa così determinante. Il colpaccio a Boston in Gara 2 mette la serie in discesa e sul 3-1 arriva il match point davanti ai propri tifosi.

Gli ospiti reggono tre quarti, ma crollano di schianto nell’ultimo. Il parziale di -18 (40-22) spiega quasi tutto il -24 di fine cronometro. Philadelphia vola con i 32 punti al Hal Greer, i 29 di Chamberlain e i 26 di Chet Walker. Nonostante la pancia piena, i Celtics provano ad allungare la loro dittatura ma devono arrendersi. I soli 4 punti di Bill Russell sono il segno più evidente della resa. Non bastano i 38 di John Havlicek, i 24 di Larry Siegfried e i 19 dell’altro veterano Sam Jones. Sarà comunque una resa di breve durata. Le successive due annate saranno di nuovo tinte di verde.

I 76ers guadagnano il lasciapassare e completeranno il capolavoro nelle Finals. Proprio contro i San Francisco Warriors che furono di Chamberlain.

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