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Silver al lavoro per combattere il problema “resting”, in arrivo modifiche al calendario e sanzioni alle squadre

adam silverBuone notizie per tifosi e fan dell’NBA, il dilemma del resting e del suo abuso sembra infatti sul punto di essere risolto. Come se non bastasse il tentativo di ridurre i back-to–back, con l’anticipo di una settimana rispetto all’inizio della regular, è voluto intervenire lo stesso Silver per tranquillizzare e dire la sua sull’argomento.

In un’intervista concessa ad ESPN il Commissioner ha infatti iniziato a parlare della questione, definendolo «un grosso problema per la lega», e prevedendo una serie di «sanzioni pesanti» per combatterlo». Come se non bastasse il Board dei Governors NBA, previsto il prossimo 6 aprile a New York, incentrerà gran parte dei lavori proprio sul brutto vizio da parte delle società capace di «minare la nostra percezione e reputazione».

La via d’uscita migliore per Silver resterebbe quindi quella di limitare la durata della preseason per far partire di conseguenza il campionato qualche giorno prima, così come previsto dal nuovo CBA (il contratto collettivo, ndr) e già annunciato lo scorso febbraio:

«È proprio per questo che abbiamo tanto insistito per aggiungere una settimana extra. Riducendo il periodo di stallo aggiungeremo sette giorni in più in cui spalmare gli incontri sperando che questo ci aiuti a limitare i back–to–back, i casi di quattro gare in cinque giorni e le decisioni degli allenatori di far riposare per motivi tattici i propri cestisti. E pur essendo consapevole che questa non può essere la soluzione al problema sono molto vicino ai fan che comprano biglietti o aspettano davanti al televisore per vedere i propri beniamini in campo. Tuttavia oggi sappiamo molto bene quanto infortuni e fatica siano strettamente correlati, quindi dobbiamo fare un bilancio e capire se per i nostri fan sia meglio perdere uno dei loro campioni per una sola gara o per lunghi periodi di tempo. Si tratta di trovare il giusto equilibrio».

Che poi definirlo vizio in sé proprio corretto non è, perché se calcoliamo le stesse esigenze della franchigia capiamo quanto detto da Silver e confermato indirettamente dal GM dei Cavs Griffin, chiamato in causa per l’episodio di LA:

«È chiaro che il mio scopo sia quello di servire ed accontentare i nostri fan, per questo capisco il loro disappunto di fronte a situazioni come queste. Il problema però è molto complesso e come società stiamo lavorando molto a fianco dell’NBA per trovare un punto d’accordo. Ma bisogna anche fare i conti con quelle che sono le varie esigenze di tutti: non è il massimo tenere a riposo tre ragazzi ma noi dovevamo tenere sotto controllo anche gli ipotetici infortuni. Come tutti sanno quest’anno per noi è stato pesante ed abbiamo avuto tutti i titolari sono una settimana».

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