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Shaq difende il triangolo offensivo di Jackson: «Basta non tenere troppo la palla in mano»

shaq ambassadorOggi non c’è nulla che divida l’ambiente dei Knicks come il celebre triangolo offensivo, tanto amato da Phil Jackson, che ne suggerisce sempre e sino allo stufo l’utilizzo, almeno quanto è vituperato dai cestisti che tramite le parole di Porzingis ne hanno bocciato l’efficacia accusandolo di «creare più confusione» che benefici in sé.

Eppure c’è chi come Shaquille O’Neal andando completamente fuori dal coro non solo decide di spezzare una lancia in favore dello schema, e quindi di Phil visti i loro fruttuosi trascorsi ai Lakers, ma di dare addirittura una serie di consigli a tutti quelli che sono restii a questi suggerimenti più per convinzione che per altro:

«Come metodo funziona ed è facile capire perché: quando sei un giocatore giochi in un certo modo e a nessuno piace cambiare la sua impostazione. Ma nel triangolo è diverso a partire dal fatto che la palla non deve fermarsi mai, per nessun motivo».

Un messaggio tra le righe abbastanza chiaro e che sembra proprio rivolto a chi, come Melo Anthony, in tutti questi anni non ha mai mostrato l’intenzione di voler variare le sue abitudini a partire dalla tendenza continua di stoppare la palla e rallentare quindi il gioco. Cosa ben diversa invece nelle riserve più giovani in grado di giocare bene lo schema pur senza esperienza o abilità specifiche:

«Basta guardare come loro riescono a far girare bene il triangolo. E parliamo di ragazzi con molto da imparare e senza alcuna abilità specifica ancora. Questo è il segreto per farlo funzionare. Quando Phil ha messo insieme ragazzi come Porzingis, Melo Anthony, Rose e Noah mi sono subito piaciuti ed ho pensato che potessero fare veramente tanto col triangolo, ma a patto che non fermassero mai la palla in gioco».

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