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Lamar Odom ce l’ha fatta: «Finalmente mi sono disintossicato, devo tutto a mia figlia»

lamar-odomOggi possiamo finalmente dirlo, per Lamar Odom siamo quasi alla fine un incubo. Un brutto sogno durato per mesi e che raggiunse il suo acme ad ottobre 2015, quando fu trovato in overdose di cocaina tra la vita e la morte in uno squallido bordello del Nevada.

Da lì una lunga riabilitazione durata mesi per cercare di combattere gli effetti devastanti del coma e, soprattutto, un serio percorso di riabilitazione per permettergli di disintossicarsi da quelli che non ha avuto paura di definire come i suoi demoni.

Centrale in un periodo duro come questo la presenza della famiglia, fra cui la ex moglie Khloe Kardashian e la figlia che ne hanno seguito passo dopo passo tutta la degenza, dal ricovero alla disintossicazione senza mai lasciarlo un attimo. Ora ad un anno e mezzo di distanza Lamar ha preso coraggio e confidandosi con US Magazine ha ripercorso tutti quei momenti difficili per fare in modo che la sua sbandata possa essere d’esempio a tutti:

«Per me vivere da “sobrio” vuol dire senza nessuna droga. Ora lo sono ed è una grande cosa. Significa riuscire a capire ogni momento, sapere reagire, creare e rispondere bene. Faccio un esempio stupido: se ieri mi fossi fatto di cocaina qui, a rispondere alle domande, ci sarebbe una testa di c***o che avrebbe cercato di liquidarti (al giornalista Ian Drew, autore dell’intervista ndr) subito. Ma ora qui c’è Lamar».

«Senza mia figlia non sarebbe stato possibile tutto questo. Mi ha dato un ultimatum dicendomi: “Papà o ti fai aiutare o non ti parlerò mai più”. […] La cocaina è davvero una droga psicologica perché ti illude di farti sentire bene mentre invece ti trascina verso il basso e ti maledice… Quando ci siamo incontrati è stato per me il momento peggiore, da lì 30 giorni di riabilitazione. Il massimo che abbia mai fatto. Con un cervello malato le scelte che facciamo sono involontarie quindi è importantissimo cambiare vita».

Una discesa agli inferi ed una risalita che, come abbiamo già detto, non sarebbe mai accaduta senza i suoi cari e la sua ex moglie Khloe. Sembra infatti che il suo abuso di queste sostanze sia iniziato nel 2011 per poi subire un’impennata significativa nella stagione ‘12/’13, l’ultima degna di questo nome:

«Ero in un momento molto oscuro e conflittuale della mia vita. Tutto si è velocizzato col divorzio e le droghe hanno finito con l’accelerare la fine della mia carriera uccidendo completamente la mia voglia di allenarmi e di stare in forma. Khloe è stata la prima persona che ho visto quando ho ripreso conoscenza salutandomi affettuosamente con “Mookah”, il soprannome che usava mia madre quando ero piccolo. Non so cosa avrei fatto senza di lei. Ha giocato un ruolo centrale nel farmi capire che non ero morto e aiutandomi passo dopo passo con la memoria con foto di mia madre e di mia nonna. Per mesi ho avuto il timore di rimanere muto e paralizzato. Le cose brutte capitano. Ma senza di loro e la fede non sarebbe stato lo stesso».

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