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Knicks sempre peggio, ma Hornacek non rischia l’esonero

phil_jackson_hornacekA New York tra risultati che non arrivano, anzi è vero il contrario con 27 vittorie e 41 sconfitte, un’altra stagione anonima, un progetto di cui non si capisce bene il significato e le tante polemiche sul triangolo degli ultimi giorni si respira veramente una brutta aria. Tanto che dopo l’ennesima umiliazione subita dai Nets in molti hanno iniziato a chiedersi se anche per Jeff Hornacek sarà riservato il trattamento degli ultimi allenatori, con quattro esoneri in tre anni.

Sotto questo punto di vista non dovrebbero esserci problemi ma, anzi, tutto sembrerebbe stabile e molto più equilibrato rispetto ai pregressi di coach Fisher, cacciato nel 2016 per delle incompatibilità con Jackson di cui mal digeriva i suggerimenti perentori.

Hornacek per non cadere manterrebbe, secondo fonti ben informate, ottimi rapporti con la dirigenza e col suo sottoposto Kurt Rambis, e per molti avrebbe capito che in questa ecatombe litigare proprio con Jackson non ha alcun senso: per via del vuoto creatosi negli ultimi tempi il suo è un ruolo che, a torto o a ragione, è cresciuto sempre di più occupando per forza di cose sempre più spazi. Ultimo esempio in tal senso uno stage organizzato la scorsa settimana per spiegare ed insegnare, guarda caso, quel benedetto triangolo offensivo che tanto gli sta a cuore.

«Phil non può certo licenziarlo e portare qui un altro allenatore», dice una fonte anonima e ben informata, ma retroscena a parte è chiaro che i tempi, soprattutto in questo momento della stagione, non siano ancora maturi per sostituirlo ed è evidente che non solo sarebbe scorretto ma si rischierebbe di incorrere anche nella rabbia del proprietario James Dolan, che ha dato sì carta bianca ma non sino a questo punto.

Da parte sua Hornacek ostenta indifferenza ed anzi ammette candidamente di non sentirsi né sulla graticola né il capro espiatorio di questa situazione di crisi:

«Siamo tutti responsabili di quello che stiamo vivendo in questo momento. Tutti hanno le loro singole responsabilità a cominciare dal singolo giocatore, all’allenatore per finire alla dirigenza. Siamo tutti sulla stessa barca e non c’è altro di cui parlare, semmai bisogna ragionarci sopra e vedere quale sia il modo di uscirne».

E sull’utilizzo coatto del triangolo che per Porz ha finito solo con creare più confusione:

«È vero non è servito a molto e non posso biasimare chi ne ha contestato gli effetti. Abbiamo mescolato troppe cose, ma sono fiducioso per il prossimo futuro: ripartiremo passo dopo passo dall’inizio a cominciare dai fondamentali. Sono convinto così che la prossima stagione sarà un’altra cosa».

Promesse che fanno ben sperare, sempre che sia lui a fare da coach.

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