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Kevin Durant: «Poteva andare peggio, recupero in fretta ma non posso dirvi quando rientro»

kevin-durant-warriorsNon ci sono ancora tempi certi per il rientro di Kevin Durant ma nell’aria, sarà la primavera o altro, si respira un cauto ottimismo al riguardo. Sembra infatti che già negli scorsi giorni sia stato intravisto camminare, seppur zoppicando, senza stampelle e lo stesso Kerr si è detto abbastanza fiducioso di un suo aiuto in almeno un paio di gare prima della fine della regular. Segno che comunque vada ai playoff dovrebbe esserci.

Certo il condizionale in questi casi è d’obbligo, anche perché un infortunio al ginocchio del genere non si può mai sottovalutare, e a non sbilanciarsi è lo stesso Durant tanto che ha liquidato tutto nella conferenza stampa di ieri come una parentesi lunga e noiosa:

«Al momento non ci sto pensando molto al mio rientro. So bene cosa si aspettino tutti da me ora, ma sarà il mio corpo a farmi sapere quando sarò pronto per tornare a giocare. Sì che sono fiducioso, è passata una sola settimana e mi sento già meglio anche se per ora però ho intenzione di prendermi tutto il tempo che mi serve, aspettare e vedere giorno dopo giorno come andrà. O almeno è così che voglio impostare tutto. Devo stringere i denti e cercare di guadagnare sempre più forza in tutto il resto del mio corpo. È questo il modo migliore per guarire velocemente».

«Poteva andare peggio – ha continuato – soprattutto se pensiamo che quest’anno non sono l’unico ad aver preso un brutto colpo così. Penso a tanti altri ragazzi che sono messi peggio, non bisogna preoccuparsi, sono cose che succedono è normale. È come prendersi dei fischi, fa parte del gioco. Chiaro però che non vedo l’ora che sia finita».

Ma in cosa consiste la sua riabilitazione? Grosso modo in una serie di esercizi di rinforzo in palestra, tra cui sollevamento pesi vari, specifici esercizi di rinforzo sulla gamba ed una seria di tiri da fermo sulla sedie a rotelle giusto per non perdere il polso della situazione. Ottimismo a parte parlare di date certe è a suo dire quindi ancora fuori luogo:

«Non posso sapere con sicurezza quando potrò tornare. Dipenderà tutto da come mi sento. Ora sto dandomi degli obiettivi quotidiani: questa settimana dovevo raddrizzare la gamba e muoverla un minimo. Ci sono riuscito, questo vuol dire che tornerò a giocare ma me ne devo preoccupare una volta che starò bene. Per il momento devo pensare a migliorare giorno per giorno».

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