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Accadde oggi: 24 marzo 1990, Tom Chambers ne segna 60 ai suoi ex SuperSonics

nbaitalianews chambers 1990Il 24 marzo 1990 è una giornata indimenticabile nella carriera di Tom Chambers. L’ala nativa dello stato dello Utah centra la miglior prestazione di sempre. Segna 60 punti e trascina i Phoenix Suns a una netta vittoria (121-95) su Seattle, sua ex squadra.

E’ una gara mai in discussione. I Suns sono già avanti di 14 all’intervallo e controllano senza problemi. Merito soprattutto di un Chambers in versione “cecchino” che centra un 22 su 32 dal campo e un 16 su 18 ai tiri liberi. Il 60 sul tabellino costituisce il massimo in carriera e una punizione pesante per gli ex compagni. Con i SuperSonics aveva ottenuto la sua massima soddisfazione vincendo il titolo di MVP dell’All-Star Game del 1987.

Per Seattle è una serata da dimenticare. L’unica nota positiva arriva dal suo rookie. Un certo Shawn Kemp che entra dalla panchina, realizza 16 punti e prende 8 rimbalzi in 23 minuti. A fine stagione, arriverà l’ennesima delusione per la franchigia che si fermerà al nono posto e non entrerà nei playoff.

Chi invece farà dei playoff da protagonisti assoluti saranno proprio i Suns. Il quinto posto in griglia (nonostante un bilancio di 54 vinte) non scoraggerà, anzi. Chambers farà uno sgarmbo anche alla squadra della sua terra, cioè gli Utah Jazz, battuti 3-2. Ma il vero capolavoro, Phoenix lo farà in semifinale, sbarazzandosi per 4-1 dei Lakers che, trascinati dall’MVP Magic Johnson, avevano chiuso la regular season con 63 successi. Fatale si rivelerà invece il duello con Portland che si imporrà 4-2 prima di andarsi a giocare l’anello contro i Detroit Pistons, che bisseranno il titolo dell’anno prima.

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