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L’ultima di Pierce al TD Garden e il saluto del popolo di Boston

Clippers-Celtics-Pierce-1024x640Era chiaro sin dall’inizio che la gara di ieri tra Celtics e Clippers non potesse essere in nessun modo una partita come le altre. Quando a Boston passa per l’ultima volta chi come Paul Pierce ci è cresciuto, e che per ironia della sorte ha esordito proprio qui il 5 febbraio di 18 anni fa, non c’è da fare nulla: la storia si ferma un attimo ed i tifosi restano col fiato sospeso.

Che poi è un modo di dire visto che dopo la parentesi dei primi cinque minuti in cui ha giocato proprio loro hanno intimato a coach Doc Rivers, altra vecchia conoscenza da queste parti, di farlo scendere di nuovo in campo e subito con un’unica grande voce che scandiva all’unisono “Vogliamo Paul Pierce, vogliamo Paul Pierce!”.

Sottrarsi ad una richiesta del genere? Impossibile. Anche perché a nessuno è sfuggito quel piccolo, ma in sé grandissimo, particolare di Paul chinato a baciare il Leprechaun ritratto sul parquet con un gesto dall’alto valore simbolico appena arrivato al TD Garden. E poco importa se alla fine il risultato abbia premiato i padroni di casa, 102 – 107, perché in queste occasioni il punteggio è secondario. E pure se lo stesso Paul, rientrato a poco più di 20 minuti dalla fine, ha segnato ai padron i di casa l’ultima tripla della gara non conta nulla visto che il primo a volersi complimentare è stato proprio il pubblico con un commoventissimo “grazie Paul, grazie Paul” scandito al suono della sirena.

Sintetizzare in poche battute i 15 anni e l’anello vinto qui nel 2008 non dev’essere facile, così come accomiatarsi ufficialmente, in quello che somiglia ad un tour d’addio, da chi per tanti anni è stata la tua famiglia:

«Sono contento che sia andata a finire così e di aver segnato quest’ultimo canestro. E sono grato a Doc che mi ha fatto entrare alla fine perché sapeva che sarebbe stata la mia ultima occasione. È stato un onore. Tutto è iniziato in questo modo 18 anni fa con la mia prima partita da titolare, oggi non poteva finire altrimenti. È bello chiudere così la mia carriera qui».

E proprio per questo siamo sicuri nessuno dei presenti dimenticherà mai quanto trascorso insieme. Anche perché riuscirci sarebbe impossibile.

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