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La NBA avverte le squadre: stop alle “guerre” sui social

Twitter-bird-nbaIn tempi in cui internet ha raggiunto una componente quasi essenziale nelle nostre vite grazie soprattutto alle reti sociali, alzi la mano chi non si connette almeno una volta al giorno, era solo questione di tempo perché l’NBA decidesse di regolamentare per cestisti e società l’uso, o meglio l’abuso, corretto dei vari Twitter, Facebook, Instagram.

Un problema da non sottovalutare troppo visto che la maggior parte delle feud di questi ultimi tempi nascono, prosperano ed esplodono proprio in rete con conseguenze spesso e volentieri spiacevoli per tutti. Per questo l’NBA sfruttando il clamore dell’ultima lite a distanza tra Chandler Parson e CJ McCollum, iniziata dal Blazers con una frecciatina degenerata quasi subito tra accuse e quant’altro, ha deciso di intervenire duramente con un vademecum abbastanza chiaro per non sbagliare.

A darne la motivazione e la notizia Mark Tatum, vice Commissioner della lega, in una lunga chiacchierata con ESPN dove ha cercato di spiegare il suo punto di vista:

«Capiamo bene perché le squadre utilizzino internet anche durante le gare. Oramai è parte integrante del nostro business, dire il contrario sarebbe una bugia, ma usare tutti questi strumenti in modo improprio può solo danneggiarci come NBA, oltre a portare danni alle squadre e agli stessi giocatori. Proprio di recente alcuni comportamenti su Twitter hanno oltrepassato ogni limite, e vale comunque la pena di ricordare che queste guerre a colpi di cinguettii oltre ad essere di pessimo esempio per tutti possono anche costare delle sanzioni ufficiali ai cestisti che le armano. Per questo vogliamo avvisare tutti che sarà proibito prendere in giro squadre, avversari, proprietari, membri dello staff, le città di provenienza e gli stessi arbitri».

Un bel giro di vite, non c’è che dire, che abbraccia ovviamente tutti i divieti di discriminazione possibili, anche se per il momento non si è ancora parlato di quale tipo di sanzioni adottare. La realtà è però un’altra e se la lega da un lato cerca di tutelarsi ed evitare tutte le spiacevoli conseguenze del caso, dall’altro riuscire a controllare e chiudere tutto risulta quasi impossibile. Anche perché in tempi di post verità, bufale e fake news farsi un contatto allusivo per non dire finto è facile come bersi un bicchier d’acqua. Gli sfottò purtroppo fanno parte di ogni sport da che mondo e mondo, sta poi ai singoli utenti capire quando e dove fermarsi prima di esagerare.

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