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Il saluto dei Kings a Cousins con una frecciatina

VladeDivac cousinsÈ ufficiale oramai, DeMarcus Cousins trasloca a New Orleans non senza polemiche dopo un tira e molla che, purtroppo per loro, ha coinvolto più gli stessi Kings che il giocatore. Che a Sacramento volessero liberarsi di un giocatore “ingombrante” è vero, ma anche molto difficile da far digerire ai tifosi, specialmente dopo le parole spese per far capire di volerlo trattenere poi smentite dai fatti.

A parlare ora è Vlade Divac, che si arroga la paternità della trade dell’ultimo minuto con parole destinate sicuramente a dividere: «Era arrivato il momento di cambiare. Ci ho riflettuto a lungo e alla fine ho concluso che fosse questa la scelta migliore per tutti noi. Perché per vincere bisogna avere una cultura adatta e non si deve dimenticare che alla fine conta pure il carattere».

Un problema principalmente di «carattere» e quindi di comportamento dietro lo scambio che porterà in California Buddy Hield, Tyreke Evans, Langston Galloway e le prime scelte al primo e secondo round del Draft del 2017. Peccato però che un’accusa del genere, nemmeno troppo velata, parta da chi lo scorso anno non si fece problemi a prendere un’altra testa calda della risma di Matt Barnes (scartato subito dopo la trade di Cousins), come ha fatto notare causticamente su twitter Gregg Wissinger.

Cousins è senza ombra di dubbio uno dei giocatori più forti dell’NBA nel suo ruolo ed ora i Pelicans si trovano con la migliore coppia di lunghi disponibile sul mercato.

I suoi comportamenti sopra le righe, molto turbolenti e che spesso gli sono costati più di un richiamo ufficiale, non sono certo l’unica motivazione per cui la franchigia se ne è disfatta e per essere oggettivi bisogna tenere conto per forza di cose dell’aspetto economico: il rinnovo quest’estate sarebbe costato molto caro a Sacramento perché sfruttando le regole del nuovo contratto collettivo come designated player avrebbe massimizzato il contratto sino alla cifra record da 200 milioni e passa. Certo non spiccioli. Ma d’altro canto è ancora presto per sapere se il suo futuro lo porterà a rimanere in Louisiana. Tanta incertezza quindi, ma del resto una trade del genere non può mai sperare di passare inosservata.

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