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Gatorade investe ancora nel basket e sponsorizzerà la D-League

nba-dleagueGrandi novità per la D-League. La celebre lega di sviluppo cambierà infatti nome a partire dalla prossima stagione in G-League. Una sostituzione di una sola lettera, è vero, ma che porta in sé una ventata di grande novità se pensiamo che la G sta per Gatorade, cioè la famosa marca di bevande energetiche tanto amata dagli sportivi di tutto il mondo.

Una scelta del genere è destinata sicuramente a fare la storia del marketing sportivo se poi aggiungiamo che è la prima volta in assoluto che un marchio arriva a ricoprire un ruolo così di primo piano.

Tanta la soddisfazione a partire dalla stessa Lega che per bocca di Mark Tatum, vice Commissioner e capo delle ufficio operazioni, parla di un modo ottimo per «massimizzare al meglio la sinergia già esistente fra le due istituzioni in affari dal lontano 1986».

Un’opportunità che non si limita solo al vile denaro come tutti potremmo pensare ma che va anche oltre grazie all’istituto di ricerca della Gatorade che avrà il compito di monitorare costantemente lo stile di vita, l’alimentazione e tutto il resto degli atleti per meglio capire come migliorarlo, oltre ad una serie di test sullo sforzo e sugli infortuni.

«Il percorso che abbiamo iniziato – ha proseguito Tatum chiacchierando con Usa Today – è una collaborazione vera e propria su più fronti che ci permetterà di studiare e migliorare le prestazioni di tutti i nostri atleti. Visto il ruolo centrale che la Gatorade avrà nella lega cambiarne il nome era quasi scontato. Avvicinare due marchi così lontani fra loro che lavoreranno a stretto contatto è molto importante».

Certo non ci vuole un genio per capire quale sarà il ritorno economico della bevanda energetica che diventerà de facto se non l’unico sponsor ovviamente quello con più visibilità, ma è pur vero che acquisendo sempre più importanza la vecchia D-League riuscirà finalmente a ricoprire il ruolo che le spetta. Cioè quello di sviluppo. Cosa che negli ultimi anni non è stata in grado di fare ma che sembra dover cambiare stando alle nuove regole del CBA.

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