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Adam Silver e Michael Jordan a colloquio con Dolan e Oakley per interrompere la faida

oakley arrestedUno psicodramma nel verso senso della parola. Basta questo per descrivere l’aria che si respira in casa Knicks in un clima tutt’altro che sereno tra risultati che non arrivano e la pessima pubblicità dell’altro giorno con Charles Oakley.

Come ricorderete durante la sconfitta di mercoledì scorso contro i Clippers l’ex cestista, che qui a New York ha trascorso dieci anni e conquistato una finals nel’94, si era presentato sugli spalti prima di essere invitato ad andarsene dalla sicurezza, quindi trascinato fuori ed infine trattenuto dalla polizia con tre capi d’accusa.

Peccato però che la storia in sé sia ancora molto fumosa perché se da un lato la dirigenza, ed alcuni testimoni, spergiurano su un suo atteggiamento scorretto, avrebbe insultato apertamente Dolan con parole abbastanza pesanti, dall’altro c’è chi garantisce un suo comportamento normale e non da scalmanato attaccabrighe.

Scoprire dove sia la verità? Impossibile, soprattutto alla luce dei rapporti sempre abbastanza tesi che sono intercorsi tra i due. Basti pensare che Oakley, correva il 2010, sconsigliò apertamente a LeBron di prendere in considerazione un suo trasferimento nella Grande Mela, mentre lo scorso novembre lo stesso Dolan gli rese pan per focaccia escludendolo dall’anniversario ufficiale per i 70 anni della franchigia.

È chiaro che la faida è ancora lontana dall’essere risolta anche se l’incontro avuto tra i due sotto l’egida del Commissioner Adam Silver e di Michael Jordan, presente telefonicamente, ha portato a un comunicato ufficiale dove si «deprecano degli atteggiamenti sbagliati» che certo non fanno bene a nessuno e si assicura il ritorno di Oakley al Madison in un prossimo futuro.

Ma chiacchiere a parte è evidente che i Knicks dovrebbero iniziare seriamente a ragionare su quanto gli convenga dare spettacolo in questo modo: la situazione è stata gestita male sin dall’inizio e si doveva evitare, perché quando si decide di umiliarsi in questo modo, di fronte al proprio pubblico ed in una situazione abbastanza tesa quanto a risultati, se non si è arrivati a raschiare il fondo del barile manca veramente poco. Tutte queste sono polemiche inutili che rischiano di oscurare il vero problema di una franchigia incapace di uscire da una crisi che la accompagna oramai da troppo tempo. Lanciare frecciatine su supposti «problemi» di Oakley servono solo a nascondere la realtà.

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