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Accadde oggi: 24 febbraio 1978, Kevin Porter “passa” alla storia

nbaitalianews porterIl 24 febbraio 1978 non è certo un giorno destinato a entrare nella leggenda dell’NBA. Almeno non per la gara in programma in New Jersey. Di fronte Nets e Houston Rockets, due squadre che non ambiscono a finire ai playoff. A cambiare il destino ci pensa il numero 1 dei padroni di casa. Si chiama Kevin Porter, il suo ruolo è il playmaker e quella sera stabilisce il nuovo primato degli assist: 29.

Ebbene sì. Porter riscrive la storia, cancellando due mostri sacri come Bob Cousy e Guy Rodgers che si erano fermati a 28, rispettivamente nel 1959 e nel 1963. Facendo meglio di futuri fenomeni come Jock Stockton (in assoluto il miglior uomo assist di sempre) e Magic Johnson. Un primato che resisterà fino al 30 dicembre 1990, quando a superarlo sarà Scott Skiles degli Orlando Magic che ne metterà 30 contro i Nuggets.

Ma c’è un altro record che nessuno potrà cancellare al giocatore nativo di Chicago. Resterà per sempre il primo a superare quota 1000 assist in una stagione, quella successiva (1978/79), quando tornerà a vestire la maglia dei Detroit Pistons.

Sì, perché anche la vicenda personale di Porter è tutta da raccontare. Scelto al draft dai Bullets, passa ai Pistons dove gioca due stagioni. Dopo 8 gare dell’annata 1977/78 viene ceduto ai Nets insieme al compagno e omonimo Howard Porter. E in New Jersey il play lascia il segno, non solo con l’exploit del 24 febbraio, ma anche tenendo una media assist superiore a 10 a partita. Che vale il primo posto nella classifica di specialità, come già gli era successo tre anni prima.

Record a parte, il match tra Nets e Rockets ha poco altro da raccontare. I padroni di casa si impongono 126 a 112, grazie ai 39 punti di John Williamson e ai 35 di Bernard King. Per gli ospiti, 38 di Calvin Murphy e 28 di Moses Malone. Ma per una sera, i riflettori sono tutti per Kevin Porter.

Come detto, nessuna delle due squadre farà molta strada. I Nets chiuderanno all’ultimo posto a Est con appena 24 vittorie. Poco meglio i Rockets (a quel tempo relegati nella Eastern), con 28. Ma Porter avrà comunque modo di consolarsi per il trionfo dei suoi ex compagni: non i Pistons, ma i Bullets che vinceranno le Finals.

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