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Wade sull’All-Star Game: «Una volta era una partita, ora è un’esibizione di schiacciate»

wade-bullsAmanti dell’All-Star Game attenzione perché Dwyane Wade è sicuro di una cosa sola: non sa bene quando e non sa bene come ma il weekend più aspettato di tutta la regular NBA ad un certo momento della sua storia è cambiato radicalmente. E non tanto per quanto riguarda l’organizzazione o altre minuzie regolamentari, quanto più che altro per la competitività.

Se per dire una cosa del genere bisognerebbe avere un bel po’ di esperienza sull’argomento, beh allora possiamo stare tranquilli visto che a parlare è uno che ci ha partecipato per ben 11 volte e si appresta quasi sicuramente a scendere in campo anche quest’anno.

«Non so bene quando sia successo – ha detto in conferenza stampa a margine della sconfitta coi Knicks – ma ricordo molto bene le prime edizioni cui partecipai con Allen Iverson ed altri della sua stoffa. Potevamo parlare di spettacolo nel verso senso della parola e così è continuato per un altro paio di anni, poi non so perché ma ad un certo punto tutto è cambiato ed è finito col diventare solo una scenografia per le schiacciate».

«Giochiamo un sacco di gare – ha continuato – e ci sono un tanti campioni sul campo. Quindi quando si parla degli All Stars Game sembra quasi di non avere continuità visto che non puoi correre e caricarti come si deve in giocate simili. Quando sei con i tuoi compagni in una partita vera conosci i tuoi schemi, tanto offensivi quanto difensivi, e sai come dover giocare. Quando invece devi farlo solo in nome della vistosità è tutto snaturato: nessuno si sforza per paura di farsi male e cerca solo di fare qualcosa di scenografico. In passato non era così, spesso riguardo vecchi spezzoni e vedo come ci fosse molta più competitività. Non so come e non so perché ma ad un certo momento tutto è cambiato».

Critiche a parte c’è anche qualcosa di condivisibile nel modo in cui la designazione dei cestisti sia migliorata nel corso degli anni, dove Wade si è detto abbastanza convinto del nuovo metodo annunciato lo scorso mese dall’NBA che vede ripartite le votazioni per il 50% dai fan ed il restante equamente diviso tra media e giocatori:

«Quando la Lega sente il parere degli addetti ai lavori non sbaglia mai. In passato abbiamo sempre agito in un altro modo e lasciato correre sperando andasse bene come poi è accaduto visto che è sempre stato fatto un ottimo lavoro. Ora vedremo cosa sarà con questo nuovo modo, ma sono sicuro che andrà alla grande e tutti i convocati potranno avere la possibilità di vivere il loro sogno di essere un All Star. Penso che gli esordienti continueranno ad amare questa parentesi rispetto ai veterani per le opportunità che si aprono loro ed io personalmente ricordo con piacere la mia prima partecipazione sul più grande palcoscenico dopo le Finals».

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