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Popovich confessa: «Mi guardo gli Warriors per svago, è bello vederli giocare»

gregg popovich spursConoscendo Popovich una cosa è certa: sicuramente non è tra quelli che ama studiare gli avversari e scoprire i loro punti deboli attraverso repliche video e tutto il resto. Non per chissà quali motivi, ma solo perché non fa parte della sua storia personale e del suo modo di essere.

Eppure sembra non tirarsi mai indietro quando si tratta di guardarsi i Golden State anche se solo per divertimento. Certo nulla di trascendentale visto che per sua stessa ammissione di tempo da spendere così ne ha ben poco, ma comunque un tributo importante da chi conosce bene il fatto suo:

«Non guardo molto degli altri ma di tanto in tanto qualche spezzone o qualche gara degli Warriors. È davvero uno spettacolo stupendo e bisognerebbe finalmente ammettere che rispetto a tutti noi loro sono veramente da campionato diverso».

Se poi aggiungiamo che il complimento arriva da uno dei loro diretti avversari ad Ovest e che con l’arrivo di Durant a Oakland in molti storsero il naso lo scorso anno, ne capiamo bene il valore visto che Pop fu tra i pochi a rimanere in silenzio e a non accusare di voler monopolizzare i talenti:

«È il tuo lavoro, vorrei sapere quale squadra non proverebbe a migliorare sempre il proprio roster come meglio può. Hanno fatto bene a portare KD da loro, capendo dove meglio rinforzarsi. Chi pensa che sia sleale sbaglia, è la vita ad essere sleale e semmai bisogna farsene una ragione. Se si vuole batterli non bisogna lamentarsi ma buttarsi nella mischia. O ci riesci o non ci riesci. Non c’è proprio ragione per denigrarli sulla forma o sul contenuto. Sono fortissimi».

Certo per dire che San Antonio e gli Warriors siano proprio rivali è ancora un po’ presto, visto che il loro ultimo incontro nei playoff risale alla stagione da rookie di Draymond Green. Ma non è comunque da escludere che a maggio ci riservino delle sorprese e che, conti alla mano, parliamo di due delle squadre migliori della lega divise solo da due vittorie. È normale quindi che Pop rispetti i suoi avversari, ma certo non per paura o reverenza.

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