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Carmelo Anthony: «Ho dimostrato grande lealtà verso i Knicks, ma se qualcuno non mi vuole è il caso di parlarne»

carmelo anthony knicksC’è voluta un’altra sconfitta, la settima su 9 in questo 2017, per far sbottare Carmelo Anthony come non faceva da tempo ed attaccare indirettamente quanti in queste ore speculano sul suo futuro a New York e sulla sua fedeltà alla franchigia.

Per chi si fosse perso qualcosa riassumiamo brevemente: lo stop di domenica contro i Raptors era finito con l’aprire una polemica non da poco con organi di stampa vicini a Phil Jackson che avevano iniziato a vedere sempre più possibile un divorzio tra il cestista e la società con parole abbastanza chiare e senza mezzi termini: Melo, oramai, ha fatto il suo tempo nella Grande Mela. E questo in barba alla così detta “no-trade clause”, che in teoria gli permetterebbe di avere sempre l’ultima parola su tutto, e le posizioni ufficiali della società rimasta in un assordate silenzio.

Così dopo aver commentato a caldo dopo la trasferta canadese che alla fine, se le cose erano così, se ne poteva pure discutere, è tornato all’attacco ricordando a tutti la sua provata fedeltà al popolo del Madison Square Garden. E tutto in un momento abbastanza delicato visto che la sua sfuriata è arrivata dopo l’altra sconfitta casalinga con gli Hawks:

«Penso di aver provato a tutti la mia lealtà e non credo di dover aggiungere altro. L’ho dimostrato giorno dopo giorno e anno dopo anno. E questo indipendentemente da quello che sta succedendo intorno alla squadra. Non c’è chiacchiera che tenga. L’ho dimostrato venendo e stando qui, lavorando sempre con professionalità e rispondendo alle vostre domande (dei giornalisti, ndr) ogni volta. Non credo di dover dimostrare niente a nessuno».

Quindi ha pure aperto purché chi si inizi a giocare a carte scoperte:

«La mia chiarezza è assoluta. Penso a giocare e a vincere ma se qualcuno si sente in dovere di dirmi qualcosa sa bene che sto sempre intorno ai nostri ragazzi. Desidererei che la situazione non andasse avanti perché, almeno da parte mia, parliamo del nulla. Ma ricordo a tutti che io ho solo risposto ad un articolo di giornale. I ragazzi cercano di rimanere positivi, di fare quadrato e credere l’uno nell’altro. Ora vogliamo tornare a vincere».

Cosa non facile con un clima del genere così infuocato. Appuntamento stanotte a Boston dove di sicuro si scriverà un altro capitolo, e chissà se non uno degli ultimi, dell’intera vicenda.

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