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Anthony sull’incontro con Jackson: «Breve e poco disteso, non ne voglio più parlare»

Phil JacksonL’aria dalle parti dei Knicks dev’essere senza dubbio irrespirabile in questi giorni come testimonia il “grande freddo” che aleggia nello spogliatoio. Era infatti evidente che la lite a distanza tra Carmelo Anthony e Phil Jackson non potesse ricomporsi immediatamente e se dall’incontro tra i due non è nemmeno uscito un comunicato congiunto o altro vuol dire che forse in pentola bolla qualcosa.

Nel frattempo è lo stesso Anthony a rompere il silenzio e prendere parola per descrivere la situazione ed il clima assurdo che si è creato, non senza dare però qualche stoccata verso tutta quella stampa che nelle ultime ore ha speculato, e aizzato tutti, con l’idea che i suoi tempi nella Grande Mela fossero finiti:

«Non si può dire che la conversazione sia stata lunga, anzi se devo essere sincero sarà durata per meno di un’ora ed i toni non erano distesissimi. Ma vorrei essere chiaro sin da subito: a un certo punto ci si stanca di dover tornare sempre sulle stesse cose come mi capita da un po’ di tempo a questa parte tutti i giorni. In questo momento sono l’unico in grado di avere tutte le risposte e di capirci qualcosa e anche se non voglio parlare coi giornalisti finisce che ci parlo lo stesso. Purtroppo fa parte del lavoro, succede».

Ed è evidente che tutta questa storia nasconda una crisi di sistema all’interno della franchigia che ha aspettato solo i pessimi risultati di questo gennaio per esplodere. Quindi chi pensa che basti la vittoria contro i Celtics per riavvolgere i nastri e fare finta di nulla potrebbe veramente sbagliare anche se Anthony spergiura, com’è giusto, il contrario:

«È stato molto bello dimostrare a Boston che siamo in grado di non farci influenzare da tutte queste polemiche e lasciare tutto fuori dallo spogliatoio. Quando siamo arrivati alla vigilia abbiamo pensato solo ad una cosa: giocare. E questo è bene».

Il problema ora resta capire a chi dare affidamento, cioè se ad ESPN che in queste ore semina zizzania parlando di un incontro abbastanza teso tra i due, con Jackson che gli avrebbe “lasciato il cerino in mano” chiedendogli apertamente cosa volesse fare. Oppure se dare credito al cestista che di sua spontanea volontà ha voluto tranquillizzare i tifosi:

«Come giocatore penso che l’unica cosa che vuoi è cercare di proteggerti. Quando questa polemica è esplosa non pensavo saremmo arrivati sino a questo punto. Ma se come me hai una clausola no-trade penso sia giusto avere il diritto di proteggersi. Io per parte mia sono sicuro di voler rimanere ma una cosa dev’essere chiara: non devo provare nulla a nessuno come ho già detto e non credo sia giusto continuare a parlarne».

«La stampa in questi giorni ha esasperato tutta questa vicenda con atteggiamenti abbastanza scorretti. Non c’era alcun motivo. Io ancora non ho capito perché sia successo tutto questo, il mio obiettivo come tutti sanno è solo giocare e chi dice che sono confuso mente, anzi a dir la verità sono rimasto pietrificato da tutta questa storia. Sappiamo tutti come sono andate le cose ma non mi interessa più parlarne. Così come di tutto ciò che serve solo a distrarci dal gioco».

Chiacchiere ed indiscrezioni a parte solo il tempo riuscirà a risolvere tutta questa situazione, ma una cosa è certa: un clima del genere ed un tale spada di Damocle, pronta a scattare dopo ogni sconfitta, non aiutano per niente alla serenità del gruppo. Anzi.

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