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Marijuana concessa gli infortunati? Kerr è d’accordo, per coach Watson è pericolosa

kerr-watsonMarijuana sì o marijuana no? Questo l’interrogativo che da qualche tempo a questa parte attanaglia non solo l’NBA ma più in generale tutti gli Stati Uniti. Ricorderete infatti come molti Stati ne abbiano permesso l’utilizzo non solo per fini terapeutici e proprio nel mondo del basket ci sia chi come Clifford Robinson (ex Blazers e Suns) è diventato un alfiere di questa crociata per la legalizzazione.

Ora alle schiere dei sostenitori finisce per aggiungersi anche un professionista del calibro di Steve Kerr che interrogato sull’argomento non si è detto per nulla contrario, ma anzi favorevole al suo utilizzo anche all’interno della lega per meglio aiutare il recupero fisico dei giocatori infortunati.

Una presa di posizione del genere così netta non poteva però certo cadere nel nulla e c’è chi è già salito sulle barricate sostenendo apertamente il contrario come il coach dei Suns Earl Watson:

«C’è molta retorica sull’argomento sbagliata ma bisogna andarci cauti. Il nostro è un mondo che è d’esempio per tantissimi ragazzi e certo non possiamo trasmettere messaggi sbagliati come quello che l’utilizzo della marijuana sia giusto».

Un durissimo j’accuse il suo dettato soprattutto dalla sua storia personale segnata da un’infanzia molto povera ed in quartieri difficili dove il contatto con la droga, leggera o pesante che fosse, era all’ordine del giorno tra gang criminali e quant’altro. Questa la motivazione principale che lo ha spinto a sconfessare pubblicamente quanti «parlano di ipotetici benefici non conoscendo il rovescio della medaglia».

«Molti – ha proseguito – ne parlano come se nulla fosse ma penso che consigli del genere debbano arrivare da un medico e non da un allenatore. Ho visto molti, moltissimi ragazzi rovinarsi. Gente che non ha mai avuto la possibilità di arrivare in NBA, andare al college o compiere 18 anni. Questo è un sentiero scivoloso e l’argomento va affrontato con estrema attenzione. Quando se ne parla bisogna essere molto prudenti».

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