Get Adobe Flash player

Botta e risposta tra Wade e LeBron alla vigilia dello scontro diretto

wade lebron jamesRullo di tamburi, tanta emozione ed una nostalgia difficilmente riscontrabile altrove perché stasera alla Quicken Loans Arena si incontrano due vecchie conoscenze dei bei tempi degli Heat come LeBron James e Dwyane Wade. Un appuntamento molto sentito non solo perché ci sarà sicuramente modo di parlare del vecchio “Big Three”, ma anche di rivolgere qualche pensiero affettuoso al terzo assente Chris Bosh che in questo momento, nonostante la sua fedeltà giurata a Miami, non sta passando proprio un bel periodo.

In tanti si aspettano da questo incontro vere e proprie scintille e non solo perché mette di fronte due veri fuori classe ma soprattutto per via della prima partita in cui il fedelissimo Wade incontra con indosso un’altra maglia, quella dei Bulls, il redivivo LeBron che nega di voler dare però troppa importanza ai tempi passati:

«Sì è vero è una gara importante ma non penso voler pensare troppo agli anni trascorsi insieme. Le nostre storie sono diverse perché mentre io dopo sette anni qui a Cleveland partivo verso Miami lui è sempre rimasto lì dove ci siamo incontrati ed abbiamo condiviso quattro splendidi anni. Non credo che avremo tempo per rivangare il passato, in tutte le volte in cui ci siamo incontrati non è mai accaduto. Piuttosto pensiamo all’amicizia ed alla complicità che si è creata fra di noi. È vero, sul parquet abbiamo moltissimi ricordi che tutti conoscono, ma arrivati a questo punto bisogna andare avanti e guardare al futuro».

«Penso – ha continuato – che tutti e due siamo cambiati molto e credo che lui si sia sacrificato tantissimo. Quando decisi di tornare qui dai Cavs venne da me per dirmi “Per raggiungere il nostro vero potenziale bisogna rimanere noi stessi. Tu hai potuto guidare questa squadra ma ti capisco. Io invece resterò qui per tutta la corsa”. Parole che fanno capire come abbia sempre sposato e fatto sua la causa di Miami».

Un riconoscimento che fa venire i brividi se pensiamo a quante polemiche scatenò la decisione di LeBron di abbandonarli per tornare, come si direbbe volgarmente, all’ovile. Segno quindi che non fosse stata una scelta proprio presa a cuor leggero come in molti potrebbero credere.

Wade e sacrifici. Già, perché proprio Dwyane è cosciente e consapevole di quanto si siano sacrificati lui e tutti i compagni per favorire l’arrivo di LeBron e – soprattutto – più di un risultato tangibile:

«Chi si è dovuto sacrificare di più sono senza dubbio io, è vero. Col suo arrivo ho dovuto cambiare il mio stile di gioco completamente e credo non possa negarlo nessuno. È un dato di fatto. E del resto tutti sapevamo cosa ci aspettava. E quando ti ritrovi a scendere in campo è difficile riuscirci. Tutti lo sapevamo, compreso Chris Bosh o chi non ne parla, e lo abbiamo fatto. Certo poco importa se col sacrificio di qualche punto o di articoli di giornale qualcuno abbia perso mediaticità, alla fine contava portare a casa campionati com’è stato. Per questo sono sicuro che se tornassimo indietro rifaremmo le stesse identiche scelte».

«Fino all’arrivo di LeBron non credevo proprio che avremmo giocato insieme. Ho partecipato alle Olimpiadi e agli ASG, pensavo fosse il massimo raggiungibile ma mi sbagliavo. Questo insegna a me, e soprattutto a tutti i più giovani, che non si sa mai cosa riservi il futuro. Ora sono qui a Chicago ma in questo gioco tutto può capitare. Non è scritto nulla e chissà che prima o poi non torneremo a giocare insieme».

Tutto può succedere stasera compreso. Alle due del mattino, ora italiana, c’è un appuntamento con la storia da non perdere assolutamente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Trovaci su facebook!

Seguici su Twitter!

Rubriche