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Wade prepara il ritorno a Miami: «Sarà un’emozione unica»

wade-bullsI grandi amori prima o poi possono finire. Sono cose che succedono in ambito sentimentale, figuriamoci se non possano accadere nel mondo sportivo. Solo che in entrambi i casi è sempre una tragedia ed una separazione può costare molto, moltissimo a livello emotivo.

Lo sa bene chi come Dwyane Wade ha abbandonato quest’anno gli Heat in direzione Bulls e che per questo si prepara al primo incontro tra nuova e vecchia franchigia di questo fine settimana con tantissima emozione. E del resto non potrebbe essere altrimenti visto che all’American Airlines Center ha trascorso tutta la sua carriera in NBA, conquistando tre campionati e numerosissimi riconoscimenti.

Ecco perché non dev’essere facile fingere nulla, come ha riconosciuto proprio lui lunedì alla vigilia di questo appuntamento importantissimo: «Se non fai parte di questo mondo è impossibile capire cosa si provi. Certo, non pretendo nulla. Ma vorrei che il pubblico possa ricordarsi di tutto quello che in questi anni abbiamo costruito insieme. Devono fare il tifo per la loro squadra ed essere sempre contenti. Questo è tutto quello che possono fare».

Certo il trasferimento di Wade ai tempi – era lo scorso luglio – fu un vero e proprio choc ma era chiaro che, tralasciando il discorso economico, a spingerlo fu sicuramente lo stimolo di una nuova avventura. Per questo non è scontata l’accoglienza che il suo ex pubblico deciderà di riservargli: «Non si sa mai cosa può accadere una volta che sei lì e che tipo di benvenuto (anche se sarebbe meglio “bentornato”, ndr) ti sarà riservato. Di certo c’è che a Miami ho fatto e dato tutto quello che potevo, quindi spero di essere accolto per quella che è stata la nostra esperienza insieme. Poi non si sa mai… si potrebbe sentire un fischio o qualcos’altro ma certo non si deve piacere a tutti per forza. Bisogna capirlo e non prendersela troppo ma alla fine penso che andrà bene».

Emozione che c’è e che cresce man mano che passano le ore: «Rivedere facce familiari sarà bellissimo come rivivere tutto quello che abbiamo trascorso insieme. Non so se piangerò o avrò la pelle d’oca, ma so che sarà un’emozione unica, certo non al livello del ritiro visto che per fortuna posso ancora dire la mia. Quello che voglio dire a tutti però è lo stesso che ho detto quest’estate: grazie. Grazie per tutte le volte che mi avete supportato, tanto nei buoni momenti che nei cattivi, e in tredici anni ce ne sono stati. Grazie per esserci stati sia dentro che fuori dal campo. Grazie per avermi sostenuto quando giocavo bene e quando giocavo male. Grazie».

Con presupposti del genere una cosa è certa, non sarà una gara come le altre tra emotività e quant’altro. Il resto si vedrà.

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