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Silver: «Preferirei che le squadre facessero riposare i big negli incontri casalinghi»

adam silverSappiamo bene quanto sia complicata l’intera NBA. Un campionato lungo, intenso e con ritmi che definire folli è riduttivo. Per questo spesso e volentieri non si può finire col biasimare le tante franchigie che decidono di preservare la salute e le condizioni fisiche dei propri atleti con scelte dell’ultimo minuto riguardo il roster da schierare.

Un problema annoso che se da un lato privilegia la giusta pretesa dei coach di sapere cosa è meglio per la propria squadra in un determinato momento – chi meglio di loro lo può decidere? – dall’altro finisce con far perdere di spettacolarità determinate partite e creare un danno economico ai tanti tifosi che, magari, per una determinata gara hanno comprato in anticipo biglietti salati col rischio di non trovare nulla di quello che si aspettavano.

Sull’argomento ha voluto dire la sua pure il Commissioner Adam Silver, che dopo aver dato qualche suggerimento si è detto subito dopo estremamente contrario all’idea di regolamentare il tutto con altre direttive:

«Capisco perfettamente tutti i fan che sono delusi da questo. Desidererei che se dei giocatori debbano essere messi a riposo si preferisca farlo durante gli incontri casalinghi, perché alla fine i tifosi di casa hanno sempre la possibilità di vederli in campo. Quelli che magari si sobbarcano una trasferta costosa invece no… D’altro canto non sono sicuro che imporre una regola sia la cosa migliore cosa da fare. Non è una questione semplice da trattare».

Ed in effetti l’argomento non è proprio tra i più facili visto che rientra sempre in quell’ambito insindacabile che dovrebbe essere la discrezionalità delle scelte dei vari staff tecnici. Basta ricordarsi per esempio la multa presa qualche tempo fa dagli Spurs per la decisione di Gregg Popovich di tenere a riposo tot nomi nelle ultime partite di stagione regolare. Tenendo ovviamente conto del fatto che nella testa di un allenatore basta veramente poco per cambiare strategia e giocatori di cui servirsi.

Facile capire come i difetti, nel caso in cui si obbligasse le franchigie a far giocare determinati giocatori, rischierebbero di superare i pregi. Cosa accadrebbe in caso di situazioni molto stressate a livello fisico, di infortuni accaduti o mancati per un soffio? Mettere d’accordo tutti è sicuramente difficile, ma in nome di una spettacolarità nascosta dietro una supposta correttezza non si può correre il rischio di un’ecatombe vera e propria.

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