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Oden definisce la sua carriera “il più grande fallimento dell’NBA”, ma Durant lo difende

durant-odenC’è tanta tristezza e delusione nelle parole usate da Greg Oden che, nell’annunciare il suo ritiro dal professionismo, ha descritto la sua carriera come il «più grande flop nella storia dell’NBA». Un riferimento ovvio e scontato a tutti per i tanti infortuni che nel corso di quasi dieci anni lo hanno funestato, costringendolo a stare più sotto i ferri che in campo.

Per chi ha la memoria corta basta ricordare il 2007, quando fu prima scelta assoluta nel Draft in cui Durant venne scelto come secondo, ma dovette aspettare un anno per esordire, o i cinque anni di stop, dal 2009 al 2014, per via di problemi ricorrenti alla cartilagine del ginocchio e al piede.

Gli farà piacere però sapere che proprio Kevin Durant abbia deciso di prendere le sue difese e a distanza di qualche giorno gli abbia rivolto un pensiero affettuoso tramite ESPN in cui gli dice che per essere un fallimento bisogna dimostrarlo sul campo:

«Sono sciocchezze, sciocchezze nel vero senso del termine. I flop sono quelli che giocano e non dimostrano di migliorare mai. Lui semplicemente non ha avuto mai la possibilità di giocare. Non poteva certo sapere cosa sarebbe successo, ma quando ha giocato ha dimostrato la pasta di cui era fatto».

Due carriere le loro che sono andate di pari passo ma in direzioni diverse: mentre Durant diventava il cestista che tutti conosciamo, Greg sprofondava in uno stallo da eterno esordiente senza aver mai la possibilità di dimostrate il proprio talento con sole 105 gare ufficiali all’attivo.

La beffa? il fatto che proprio KD abbia riconosciuto di essere stato tentato di prendere il suo posto da rookie coi Blazers. Chissà se la storia sarebbe stata la stessa o meno.

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