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La NBA delle deluse: Mavs, 76ers, Wizards e Pelicans già in crisi

mavericks-nowitzki-bogut-barnesLo scorso anno i Dallas Mavericks avevano concluso la stagione regolare al sesto posto, con uno score più che dignitoso di 42-40. Era la stagione successiva all’affaire DeAndre Jordan e il presidente Mark Cuban aveva promesso ai tifosi che, nonostante il mercato non avesse portato entusiasmo, la squadra avesse le potenzialità per puntare in alto.

Questa stagione è partita come peggio non si poteva: 4 le sconfitte nelle prime 4 uscite, l’ultima contro gli Utah Jazz nella notte. Da solo a 39 anni Dirk Nowitzki sicuramente non può “tirare la carretta” e anzi i suoi numeri contro i Jazz fanno capire che difficilmente potrà dare un contributo in linea con la sua fantastica carriera: 0 su 5 da tre e 4 su 14 complessivo dal campo.

«Sono state 4 partite terribili», ha detto Drik, «dobbiamo solo continuare a lottare e interrompere la carestia in casa».

Harrison Barnes forse già si è manifestato come un giocatore non in grado di reggere tanti minuti e responsabilità da leader; Andrew Bogut più o meno lo stesso, anche se a lui nessuno ha mai chiesto 30 punti a partita; Seth Curry ha fatto vedere buone cose in preseason, ma poco altro. Questi gli innesti che dovevano far ripartire la franchigia di Dallas.

Per i 76ers va aperto un fascicolo a parte, visti i continui infortuni che li tormentano ormai da anni. Poter contare sul ritorno in campo di Joel Embiid, per altro già fuori di nuovo, con al suo fianco la prima scelta assoluta Ben Simmons è una prospettiva del tutto diversa rispetto a quella attuale. Ci sono tante attenuanti, ma per ora si prospetta l’ennesima stagione da fanalino di coda.

A Washington non c’è intesa. È evidente guardando le partite, ma fin troppo facile dedurlo dalle dichiarazioni specialmente di John WallBradley Beal, due prime donne che ancora non sono riusciti ad andare completamente d’accordo. Per ora l’esperimento di coach Scott Brooks è di provare delle rotazioni più ampie, con 5 panchinari in campo contemporaneamente, a detta sua, per aumentare la chimica. Forse c’è da studiare qualcosa di più consistente.

Dei Pelicans già abbiamo parlato. Anzi a parlare è stato Anthony Davis, un talento che da quelle parti sembra sprecato. Stanotte è arrivata la quinta sconfitta di fila, al supplementare, con i Grizzlies. Se le cose non cambiano subito sarà la solita stagione “a perdere”, che potrebbe portare un giovane da affiancare a Davis dal prossimo anno.

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