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John Wall esterna tutta la sua insoddisfazione: «Non mi sento rispettato»

john wall wizardsNon si può dire che in questi giorni a Washington il clima sia tra i migliori tra elezioni presidenziali al vetriolo, le più laceranti di sempre per molti osservatori, e risultati per gli Wizards che stentano ancora ad arrivare.

Tre sconfitte su tre gare ufficiali sono uno di quei risultati castranti e che certo non rispecchiano le vere potenzialità di una franchigia come questa. È evidente che quindi sotto l’occhio inquisitorio di osservatori e giornalisti ci sia soprattutto un simbolo come John Wall, giudicato a buon titolo uno tra i 15 migliori cestisti della lega, che proprio nella sconfitta contro i Raptors ha dimostrato tutto il suo talento con 30 punti ed 11 assist. Scontato quindi un suo sfogo raccolto per SI.com da Andrew Sharp, dove in modo tutt’altro che diplomatico dà il ben servito a detrattori e critici:

«A livello nazionale ancora non sento di avere il rispetto che merito, ma quest’anno sono sicuro di riuscire a stupire tutti in regular. Se ne accorgeranno nel corso di tutto il campionato. Non sono io a parlare ma i tanti apprezzamenti che ho ricevuto come la partecipazione agli ultimi ASG, per questo non voglio nemmeno perderci troppo tempo. Io tutto quello posso fare è essere John Wall e ragionare di conseguenza. Per fortuna con tutti i compagni di squadra ho un ottimo rapporto, fraterno direi. Senza ognuno di loro non sarei in grado di fare nulla ed io sicuramente non sarei me stesso. Il nostro obiettivo è superare quota 20 vittorie, da lì capiremo cosa siamo veramente in grado di fare. Tutto dipenderà da lì, lo sappiamo bene».

«Mi hanno contestato per quanti soldi ho preso (circa 80 milioni in un quinquennale, ndr) dicendo che non li meritassi e tutto il resto. Ma diamine io non c’entro nulla, non dipende certo da me il funzionamento della CBA. Non posso dire “Michael Jordan ha 1 miliardo di dollari in banca, voglio vivere come lui”. Posso solo preoccuparmi di fare del mio meglio per la mia squadra e la mia famiglia. Il resto non conta».

Una fotografia abbastanza impietosa e frustrante della realtà che lo circonda. Certo non appare infelice, ma questo non vuol dire che sia soddisfatto di come vadano le cose.

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