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I Cavs imbattuti, non accadeva dal 2000. Primo KO per gli Spurs con i Jazz. Basta un quarto da Curry agli Warrios con i Blazers

Charlotte Hornets v Cleveland CavaliersAncora buone notizie per i Cleveland Cavaliers. La loro marcia per la difesa del titolo è iniziata nel migliore dei modi e anche la quarta stagionale si è conclusa con una vittoria, un inizio che non si vedeva da quelle parti dalla stagione 2000/01. Nel 128 a 120 con il quale hanno regolato in casa gli Houston Rockets le risposte più importanti sono arrivate da Kyrie Irving, che mette a referto il record stagionale di 32 punti.

«Sta continuando a migliorare ogni giorno», ha detto LeBron James, autore di 19 punti con 13 rimbalzi, «ha solo 24 anni. È speciale». Poco importa che il suo avversario diretto, James Harden, ne abbia messi 41 con 15 assist.

I Rockets possono essere comunque soddisfatti, visto che a poco più di 2 minuti dalla fine erano sotto solo di 2 punti. Poi però le triple (nell’ordine) di LeBron, J.R. Smith e Irving hanno di fatto chiuso i giochi.

Altra nota positiva per i Cavs è la difesa di Kevin Love, anche se lui non vede un gran miglioramento: «Non sono un giocatore che può avere di media 2 stoppate a partita», ha ammesso, «non mi interessano molto le statistiche, anche perché so di essere un buon difensore indipendentemente da quelle».

“Sporcano” il tabellino invece i San Antonio Spurs, che vengono sconfitti in casa a sorpresa dagli Utah Jazz, per 106 a 91. Qui la differenza l’hanno fatta le percentuali da tre: i Jazz, con almeno 6 giocatori a segno con 2 triple, hanno chiuso la partita col 48,4% (15/31), mentre gli Spurs, con il solo Kawhi Leonard che chiude con 5/7 da tre, si fermano al 30% (6/20).

George Hill, che ha passato 3 anni in maglia Spurs, è l’autore dello strappo decisivo, con 4 canestri di fila a metà del quarto quarto che hanno portato i Jazz in vantaggio di 8 punti a 4 minuti dalla fine.

Film visto molte volte lo scorso anno quello andato in scena a Portland, dove i Trail Blazers restano in partita fino al momento in cui Stephen Curry decide che è arrivato il momento per gli Warriors di vincere la partita. L’MVP in carica realizza 23 dei suoi 28 punti solo nel terzo quarto, portando il vantaggio di Golden State dal +6 al +27, il resto è garbage time.

Finisce così il mini tour di trasferte per gli Warriors, che ritornano a casa con 3 vittorie su 3 e ora devono concentrarsi sulla classica partita da cerchio rosso sul calendario. Nella notte del 4 arrivano ad Oakland gli ex amici di Kevin Durant

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