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I Cavs fanno riposare LeBron e perdono a Indiana, sesta W di fila per gli Hawks, Gasol condanna i Clippers, bene Warriors e Spurs

jeff-teague-pacersCoach Tyronn Lue aveva dichiarato durante la preseason che in questa stagione avrebbe preservato LeBron James, dandogli serate di riposo, specialmente nelle partite ravvicinate e con poche ore per recuperare. Contro gli Indiana Pacers così è stato, la squadra di casa ringrazia e conquista la vittoria numero 6 in stagione, per 103 a 93.

«Coach Nate McMillan ci ha detto che LeBron non avrebbe giocato, ma a me non interessa», ha detto Jeff Teague, secondo miglior marcatore con 20 punti, dietro a Paul George con 21, «avevamo bisogno di una vittoria, indipendentemente da chi giocasse». Mentre Lue non rimpiange la scelta e afferma: «Abbiamo perso, non c’entra niente aver dato una gara di riposo a LeBron».

Kevin Love guida i Cavs con 27 punti e 16 rimbalzi e Kyrie Irving ne mette 24 con 7 assist. Ovviamente i Cavs hanno giocatori in grado di vincere con chiunque anche senza LeBron, ma non è solo una questione di media punti o di leadership e proprio il sistema di gioco che quando si ha LeBron è completamente diverso.

I Cavaliers vengono così raggiunti in vetta della Eastern dagli Atlanta Hawks, che vincono contro i Milwaukee Bucks la sesta di fila, per 107 a 100. Paul Millsap segna 21 punti e Mike Muscala ne aggiunge 16 in una serata in cui gli Hawks devono rinunciare a Dwight Howard e Thabo Sefolosha per infortunio (entrambi lievi).

Sconfitta anche per i primi ad Ovest. I Los Angeles Clippers vengono battuti dai Memphis Grizzlies 111 a 107 al termine di una sfida combattuta e decisa da una tripla dall’angolo di Marc Gasol, cresciuto molto nel tiro dall’arco.

Mike Conley realizza 30 punti con 7 triple (record in carriera eguagliato) e ruba un pallone decisivo a Redick nel finale. Oltre alla tripla è la stoppata di Gasol su Jamal Crawford a togliere ogni speranza ai Clippers.

30 punti per Kevin Durant e 35 per Stephen Curry nel successo (127 a 121) dei Golden State Warriors sui Toronto Raptors. Il quinto successo di fila per i vicecampioni che pare abbiano finalmente ingranato.

Brutto primo quarto, ma subito riscattato da un secondo definito da coach Kerr «uno dei migliori mai giocati», ma nel complesso partita in controllo per gli Warriors, con DeMar DeRozan che fa di tutto per far rimanere attaccati nel punteggio i Raptors. Per lui 35 punti e nono trentello nelle prime 11 di campionato; una partenza così non si vedeva da quella di Michael Jordan del 1987/88 coi Bulls.

Seguono il passo anche i San Antonio Spurs che vincono contro i Sacramento Kings 110 a 105. 24 punti per Pau Gasol, 21 per LaMarcus Aldridge, 20 per Kawhi Leonard e vantaggio di 10 punti all’intervallo gestito per tutto il secondo tempo.

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