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Draymond Green con modestia: «Sono uno dei più forti giocatori della lega, ma non posso fare 30 punti a partita»

draymond greenChi pensava che Draymond Green sarebbe finito marginalizzato dall’arrivo di Kevin Durant può benissimo riconoscere di avere preso un granchio.

Mai come quest’anno infatti si è dimostrato, almeno per il momento, come perno centrale per gli Warriors con numeri che parlano da soli e che calano solo a livello di marcature: in queste prime dieci gare, dove solo due sono state le sconfitte, si conferma saldamente alla guida dei suoi per quanto riguarda rimbalzi, assist, palle rubate e bloccate rispettivamente a 10,1, 7,1, 2,3 e 1,6. È quarto invece per i canestri, dove si piazza fuori dal podio dietro a KD (27,7 punti a partita), Steph Curry (27,2) e Klay Thompson (18,8).

Numeri niente male e che bastano già da ora per riconfermare gli Warriors come sicuri protagonisti della stagione. Questo lo sa bene pure Green che commentando ad ESPN questi buoni risultati ha voluto rispondere con una punta di superbia a quanti lo vedevano già sacrificato, soprattutto in attacco, per lasciare più spazio a Kevin Durant:

«Penso di essere uno dei migliori giocatori di tutta l’NBA. Se questo dipenda dal fatto che io segni o meno 30 punti ogni sera? No, non credo proprio. Non penso di essere uno dei marcatori migliori ma solo uno dei giocatori migliori, e credo che tutti dovrebbero esserne d’accordo. Mi piace tantissimo quello che faccio e certo non recrimino pensando “chissà se hanno visto la stoppata o altre cose che ho fatto”».

«Le marcature sono più morbide, è vero, e sicuramente evito qualche tiro. Ma se sei furbo e vedi libero KD, Klay e Steph passi la palla ad uno di loro. Questo è il mio modo di giocare. Le uniche cose per cui non mi tirerò mai indietro sono i rimbalzi, nient’altro, perché vogliono dire mettercela tutta, sforzarsi per riuscire a prendere la palla e dimostrare di che pasta sei fatto».

La grande scommessa ora è riuscire a mantenere questi livelli così alti e, qualora dovesse succedere, c’è da puntare sulla presenza dell’intero quartetto ai prossimi ASG di New Orleans.

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